Archive for the ‘tecnologia’ Category

posted by franz on mag 14

michelangelos_david.jpgSi narra che quando Michelangelo Buonarroti ebbe quasi finito di scolpire il David ricevette la visita del gonfaloniere della Repubblica Fiorentina Piero Soderini che voleva ammirare l’opera del grande scultore. Dopo averla osservata a lungo questi però si lamentò dicendo che a parer suo il naso del David era troppo grande. Michelangelo prese allora lo scalpello e senza farsi scorgere dal Soderini raccolse con la mano un po’ di polvere di marmo e si accinse a correggere l’errore. Finse solamente di modificare la statua facendo cadere un po’ alla volta la polvere di marmo e poi chiese un parere al gonfaloniere che dichiarò come ora finalmente la statua fosse perfetta.

Non voglio certamente andare contro tendenza ora che per fortuna ci si è resi conto che gli utenti vanno ascoltati, i loro pareri e critiche presi in considerazione, le loro esigenze attentamente considerate, però qualche volta bisognerebbe fare come Michelangelo. Modificare un sito per ascoltare ogni singola critica e correre dietro alle fantasie di ogni utente oltre a far diventare nevrotici ha come risultato un lavoro incoerente e obbrobrioso. Ascoltare le critiche va bene, ma valutarle prima di decidere come agire è altrettanto fondamentale.

posted by franz on ago 10

“La baia dei pirati” è un nome evocativo, che fa sognare, che fa galoppare l’immaginazione. Fa pensare a mari esotici, vele al vento, arrembaggi, ma soprattutto fa fa pensare ad una cosa che ha più fascino di qualunque isola tropicale, fa pensare alla libertà.

Perché la libertà è il concetto che meglio di tutti può essere rappresentato dai pirati. I governi e le autorità costituite hanno sempre lottato contro coloro che desiderava la libertà, coloro che volevano una vita fuori dagli schemi, una vita libera appunto. Ma di una cosa i pirati hanno sempre avuto bisogno, di un rifugio sicuro dove sostare fra una scorribanda e l’altra che fosse l’isola della Tortuga o Mompracem.

E nel mare di Internet la situazione si ripropone immutata.  Internet sta subendo un pattugliamento sempre più stretto da parte di governi, multinazionali e folte schiere di individui che tentano in ogni modo di limitare la libertà dei naviganti. E non si tratta di una libertà da poco, Internet è nata anarchica, aperta, libera e cercare di irregimentarla ora è molto difficile, ma i vari governi ed enti ci provano comunque, spesso con misure inutili e risibili, come avviene sempre quando c’è di mezzo l’Italia.

“La baia dei pirati”, thepiratebay.org è un luogo libero, un rifugio sicuro per i pirati di internet, ora l’Italia ha bloccato su internet l’accesso alla baia.

La contromossa dei pirati è semplice ed efficace, hanno cambiato IP, esortano i navigatori italiani a configurare i propri DNS  per utilizzare OpenDNS e come ultima misura hanno creato un nuovo nome per il loro sito labaia.org. Basterà quindi connettersi al nuovo sito per leggere il comunicato con cui commentano le misure contro di loro.

Traduco (come mi è possibile) alcune frasi dal loro post:

“Siamo abbastanza abituati a paesi fascisti che non permettono libertà di parola. Un mucchio di piccole nazioni che hanno dittatori decidono di bloccare il nostro sito visto che noi possiamo aiutare a diffondere informazioni che possono essere dannose ai dittatori.

Ora è il momento dell’Italia. Essi soffrono per una storia molto brutta come paese in cui durante gli anni del fascismo si è formato l’IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) ed ora essi hanno un leader fascista nel paese, Silvio Berlusconi. Berlusconi è la persona più potente nei media italiani, possedendo un sacco di compagnia in competizione con The Pirate Bay e vuole rimanere in quella posizione, così uno dei suoi leccapiedi, Gaincarlo Mancusi, ha ordinato un completo spegnimento del nostro dominio e del nostro IP per rendere più difficile non supportare il suo impero.

Noi non vogliamo un internet censurata! E la guerra comincia qui…”

Siamo pronti ad issare il Jolly Roger?

posted by franz on ago 1

Visto che sono in vena di notizie positive…

Freedom Not Fear 2008 lo è certamente. Si tratta di una manifestazione organizzata per arginare la folle corsa di governi industrie, multinazionali, polizie ecc. ecc. alla data retention e alla sorveglianza ossessiva dei cittadini degli esseri umani.

Come spiegato (in italiano) su Punto Informatico si tratta di una manifestazione globale, chenelle piazze di tutti i paesi del mondo possa far sentire la voce dei cittadini stufi di diventare oggetto di sorveglianza ossessiva. Libertà, non paura!

posted by franz on lug 1

Dopo aver abbandonato Java da un po’ di anni mi è tornata in questi giorni la perversione di ridare uno sguardo al mondo Java, complice il fatto che il codice è stato rilasciato con licenza OpenSource.

Il linguaggio in questi anni pare sia stato un po’ migliorato, anche se non l’ho ancora affrontato abbastanza a fondo per capire se sia realmente così. Un’ideuzza che mi guizza per la testa è creare un’applet Java che faccia da player video al posto di cose analoghe sviluppate in Flash. Girovagando così in rete e googolando alla ricerca di codec video utilizzabili in Java mi è caduto l’occhio su JavaFX e sull’annuncio di Sun che avrebbero supportato molti codec video in JavaFx.

Quello che è stato sempre carente in Java è proprio la facilità con cui generare oggettini colorati in movimento, caratteristica in cui Flash eccelle e motivazione principale del successo di Flash rispetto a Java. (a parte le questioni sulle dimensioni della VM e i vari casini e battaglie con Microsoft)

Quindi l’idea di creare un sistema rapido e facile per generare GUI e cose colorate che saltellano mi è sembrato un buon modo per riportare in auge Java.

Subito dopo però mi son detto che Sun sta facendo l’ennesima cazzata per sotterrare Java. A che diavolo server un nuovo linguaggio? Chi attualmente usa Flash per creare siti dinamici non usa quasi per nulla ActionScript, si limita a disegnare, importare grafica, posizionare e usa qualche script già pronto per animare il tutto. Perché un nuovo linguaggio dovrebbe rendere Java più appetibile? Chi non sa programmare e non vuole imparare perché dovrebbe mettersi a imparare JavaFx? E chi già conosce Java non si romperà un po’ le palle all’idea di dover imparare un nuovo linguaggio per fare cose che alla fin fine potrebbe fare anche in Java? Non sarebbe stato meglio sistemare un po’ Java e magari creare un bel software per disegnare interfacce grafiche che generasse direttamente il codice Java? Una cosa simile a Flash CS3 con Java al posto di ActionScrip.

A prte il fatto che non sono ancora sicuro di aver capito bene cosa sia JavaFx. Parlano di SDK di compilatore, di OpenJavaFx che complierà in JavaFxScript in codice Java… ma allora potrò sfruttare tutte le caratteristiche di JavaFx (codec video ecc. ecc.) anche usando Java? Boh…

Sono sconcertato, non so se sono io che vedo le cose per il verso sbagliato o se JavaFx si rivelerà solo una perdita di tempo e risorse.

posted by franz on apr 12

Ho installato Parallels per OS X sul mac con l’intento di lanciare Kubuntu sulla macchina virtuale, ma la mia Kubuntu è a 64 bit e Parallels crea solo macchine virtuali a 32 bit. Uffa. Vuol dire che continuerò a usare normalmente Linux dentro la macchina reale, fisica invece di virtualizzarlo in Parallels.

posted by franz on gen 4

premessa: non odio Microsoft in quanto ditta che fa profitti, ma per come ha scelto di farli, con politiche basate spesso su sopraffazione più che competizione.

Ma oggi ho un altro motivo per “odiarla”.

Microsoft si vanta di aver portato un computer in ogni casa e di aver dato a chiunque strumenti migliori. Ma in realtà non ha creato una vera alfabetizzazione informatica, ha fatto credere che chiunque possa usare un computer e peggio ancora amministrare un sistema o scrivere software senza una vera conoscenza delle cose, basta cliccare un po’ qui e li.

Come sapranno gli affezionati lettori del mio blog ho comperato un Mac, ora il Mac, almeno da Leopard in poi può essere formattato con un filesyste case-sensitive o case-insenitive. Poiche ho il dual boot con GNU/Linux ho optato per la versione case-sensitive, per avere maggiore compatibilità.

Provo ad installare Adobe Flash (regolarmente comperato e pagato e pagato molto!!!) e scopro che non va su filesystem case-sensitive!!!!

Ora questo sarebbe inaccettabile perfino per un programma shareware da 10$, ma da un programma pagato un bel po’ di soldi si dovrebbe sperare che fosse scritto un po’ meglio.

Ora che faccio? Non riformatto di certo per installare il loro software mal scritto, vuol dire che non userò Flash (la cosa non mi sconvolge molto in realtà).

Mi viene da chiedermi quante schifezze ci saranno in un codice simile? Se poi si considera che ogni nuova release ad esempio di Photoshop va più lenta delle precedenti…

E Microsoft che c’entra? C’entra perché per anni ha cresciuto gente che si trastullava conVB facendogli credere che programmare fosse facile, che bastasse trascinare qualche bottone e qualche controllo qui e li ed ecco fatto.

E i risultati si vedono.

posted by franz on nov 22

Accessing your OS X home from GNU/Linux

To have complete access to your OS X home you need to have the same uid and gid ib both Linux and OS X.

Usually OS X assigns uid starting from 501, while (k)ubuntu assigns uid and gid starting from 1000. OS X gives the group staff (with gid 20) to all users.

Change your uid in OS X is quite simpe, but befor to do any change it is better create a new user with administrative rights, to be sure to be able to log in and administer your mac. Leggi il rsto del post »

posted by franz on nov 16

I forgot some other useful step to improve usabiity of your k|ubuntu on mac.

Mounting your OS X HD

First of all you have to find wich is the right HD parttion, for example using tools like QTParted. In my case the mac partition (HFS+) is sda2

Then you have to create a m ount point, for example /media/mac or everything else you want to use.

Now it’s time to try if you can mount the partition giving this command in your shell:

mount -t hfsplus -w /dev/sda2 /media/mac/

Now you should be able to access the OS X partition.

If you want to have the partition mounted at boot time you have to modify your fstab.

Find the uuid of your partition typing as root:

vol_id -u /dev/sda2

Then edit /et/fstab (as root) adding a line like this:

UUID=12345 /media/mac hfsplus defaults,rw,force 0 0

(Don’t type 12345 but the UUID you get from vol_id)

Now you can access your mac partition in read write mode.

posted by franz on nov 11

HowIdidIt

Some easy steps to install kubuntu (ubuntu) on Mac

(This is a not complete tutorial, only a track of what I did to put LInux on my mac)

First of all I didn’t invent anything, I simply followed some good tutorials I found on the net, but i want to put all together here.

Step 0) Do a complete backup before to proceed, because you could loose all your data, now that you are advised… go on Leggi il rsto del post »

posted by franz on nov 8

bug labs

ho l’impressione che questi cosi saranno nell’elenco dei desideri di parecchi maniaci della tecnologia.

Software Open Source (Linux + Java) e hardware assemblabile a piacere, un sdk per svilupparsi le proprie applicazioni, forse è proprio l’ora di rispolverare un po’ Java ;-)

Ah… date un’ occhiata ai moduli previsti per il primo quarto del 2008 :-)