posted by franz on ott 18
Nuova idea geniale, ora di religione islamica a scuola.
Per essere un’idea della destra sembra straordinariamente di sinistra, infatti la sinistra plaude, la destra urla e strepita.
Sinceramente a me sembra un’idea orribile, è proprio necessario imbottire la testa degli studenti di fandonie? Si è faticato perché l’ora di religione fosse facoltativa e invece di eliminarla del tutto vogliono aggiungere quella di religione islamica. Certo facoltativa e alternativa a quella di religione cattolica, ma in pratica appena uno riesce a scrollarsi di dosso una religione gliene vogliono appioppare un’altra.
Già la scuola non è che faccia del suo meglio per insegnare il pensiero critico, l’insgenamento delle religioni poi è l’opposto del pensiero critico, andiamo avanti così. Se proprio la religione dev’esserci perchè non la prendiamo un po’ contropiede? La religione cattolica facciamola insegnare ad un ebreo fanatico, che abbia ben a mente le presecuzioni di cui nei secoli sono stati fatti oggetto i suoi correligionari da parte della chiesa cattolica o magari da un islamico talebano. La religione islamica la facciamo insegnare da un ebreo, di quelli che vivono sotto costante minaccia di terrorismo, di bombe, di folli proclami. E la religione ebraica la facciamo insegnare da un cattolico fanatico di quelli che considerano gli ebrei gli uccisori di dio.
E se io pretendessi l’insegnamento dell religione pastafariana? Potrebbe essere l’unica salvezza.
A parte gli scherzi facciamo un’ora di insegnamento di pensiero critico, non è cosa facile, ma assolutamente fondamentale.
posted by franz on ott 18
238 trentini hanno la redienza nei paradisi fiscali. Ora, non tutti i paradisi fiscali sono anche paradisi reali, ma molti lo sono e quindi mi domando perché diavolo uno con abbastanza soldi per cui valga la pena incasinarsi con i paradisi fiscali non molli tutto e se ne vada in un vero e proprio paradiso naturale.
posted by franz on lug 2
Oggi su un account di posta mi è arriva una mail che diceva: “Condividere i tuoi ricordi è diventato ancora più facile?”.
I ricordi sono quello che fa di me ciò che sono, o per essere più precisi, le esperienze passate, sommate alle mie predisposizioni genetiche sono quello che fanno di me ciò che sono. Le esperienze filtrate dalla mia sensibilità,da come io le ho vissute e dai ricordi che mi sono rimasti. Spesso i ricordi non corrispondono nemmeno con molta precisione alla realtà vissuta, vengono continuamente rielaborati ed aggiornati dal cervello in base a nuove esperienze, a nuovi dati.
Condividere i ricordi, se non parliamo di cose banali può essere un’esperienza intensa, parlare dei propri ricordi vuol dire parlare di se stessi, mettere a nudo la propria anima, regalare a qualcuno le proprie esperienze del mondo, mostrare il mondo come lo si vede con i propri occhi, come lo si vive.
Lungi da me essere contro i social network, le possibilità di condivisione, di mettere in comune, di raccontare, sono favorevolissimo a tutto ciò, però vorrei che le persone dessero valore alle cose che raccontano e tenessero sempre a mente a chi le stanno raccontando.
Il fatto che oggi sia più semplice condividere non significa che si debba per forza farlo, né che si debba farlo sempre e con chiunque.
Ci sono cose che è bello tenere per se, cose che è bello condividere solo con qualcuno ed altre cose che può comunque essere più divertente raccontare davanti ad una birra piuttosto che davanti ad un pc.
posted by franz on mar 29

Pur non essendo di Bologna ho sempre considerato Nannucci tappa obbligatoria quando passavo in quella città e mi spiace moltissimo che chiuda.
Però, avendo vissuto i passaggi epocali che hanno riguardato la distribuzione di musica e video, vorrei fare una breve riflessione.
Quando sono usciti i CD costavano il doppio degli LP, sebbene il costo di produzione fisica del CD fosse in realtà molto inferiore. Ed il prezzo è sempre rimasto quello anche quando l’uso dei CD si è diffuso. La stessa cosa è accaduta quando si è passati dal VHS al DVD; i prezzi dei film in DVD erano il doppio rispetto alla versione VHS ed anche in questo caso il costo di produzione di un DVD è molte volte inferiore al costo di produzione di un VHS.
A questo punto mi domando cosa paghiamo quando acquistiamo un CD o un DVD. Paghiamo la possibilità di fruire dell’opera (chiamiamola opera pur se spesso si tratta di qualche immonda porcheria realizzata da qualche produttore avido) o paghiamo il supporto fisico? Fino ad ora ci hanno fatto pagare il supporto fisico, altrimenti non avrebbe senso pagare un CD il doppio di un LP se il contenuto è il medesimo. Quindi, essendo la rete un supporto immateriale perché si dovrebbe pagare per scaricare film o musica? Al contrario, se ciò che si paga è realmente l’opera allora forse sarebbe stato meglio iniziare a fare dei ragionamenti seri un po’ di anni fa, prima di finire con l’acqua alla gola. Non parlo ovviamente del negozio Nannucci, che ha sempre compiuto un ottimo servizio alla musica ed agli appassionati, mi riferisco invece all’industria discografica e cinematografica. Se produttori, discografici, distributori ecc. ecc. avessero pensato di più agli utenti invece di considerarli unicamente polli da spennare forse non saremmo arrivati a questo punto.
Invece la loro miopia è tale che proseguono sulla stessa strada anche ora, negando perfino che la situazione sia cambiata.
posted by franz on feb 7
Finalmente il nostro giovane premier ha esplicitato ancora più chiaramente la considerazione che ha per le donne.
Parlando di Eluana Englaro e del perché dev’essere mantenuta in “vita” (se si può definire vita la condizione in cui lei si trova) Berlusconi ha detto che lei è in grado di partorire. Ovviamente per partorire prima dev’essere in grado di essere messa incinta e immagino che Berlusconi preusma che questo sia fattibile, forse anche auspicabile. Quindi Eluana Englaro ha tutto quello che serve ad una donna, può fare sesso e può partorire. Non sempre la prima cosa dev’essere seguita dalla seconda, ma la seconda dev’essere sempre conseguenza della prima, visto che la fecondazione artificiale è stata resa molto problematica in Italia, ma questa è un’altra storia. Insomma comunque la si metta…
la donna è come la caramella Polo, il buco con la menta intorno!
Ma al contrario della caramella nel caso della donna l’unica cosa che conta è il buco. Ora mi domando com’è possibile che nessuno si indigni davvero per queste cose, uomini, donne, di sinistra e di destra? Come possono le donne di destra continuare a militare in fila dietro un simile padrone? Come possono votarlo, sostenerlo e considerarlo una persona degna del posto che occupa, quando invece è una persona totalmente indegna.
posted by franz on nov 14
Leggo questo articolo di Repubblica e rimango allucinato.

L’immagine qui riprodotta simboleggia tutte le donne che subiscono violenza e in particolar modo quelle che non hanno i coraggio di denucnciarla e quindi continuano a subire.
L’arredatore comunale (L’assessore comunale all’Arredo urbano di Milano, Maurizio Cadeo) vorrebbe bloccarne le affissioni e secondo il suo illuminato punto di vista afferma: “respingo totalmente il contenuto che offende la nostra tradizione cristiana”
Forse il manifesto offende la sua tradizione cristiana, mentre la violenza sulle donne fa parte di quella tradizione quindi non si sente offeso, non saprei dirlo. Ma da cosa si sente offeso, dal significante o dal significato, dal contenuto o dalla sua rappresentazione? Se per contenuto intende il significato allora quello che lo offende non è la donna in croce, ma il tentativo di risvegliare le coscienze su questo problema.
A me il manifesto piace, io non sono cristiano, ma la simbologia della crocifissione non è proprietà esclusiva dei cristiani, è una simbologia che è entrata di prepotenza nella cultura occidentale, rappresenta la sofferenza, il sacrificio e credo che chiunque abbia il dirtto di usare questa simbologia senza chiedere il permesso ad assessori, prelati o altro.
In questo caso oltre tutto non si tratta assolutamente di una rappresentazione dissacratoria, ma di un forte richiamo ad una condizione di sofferenza, condizione in cui si trovano moltissime donne.
“La mente è come un paracadute. Funziona solo se è aperta 1“ questo evidentemente vale anche per gli arredatori.
1 Frase attribuita a Thomas Dewar, L. Pauwels e Frank Zappa
posted by franz on nov 7

Grazie a Berlusconi finalmente ho anch’io una laurea, quella di coglione. Devo dire che ne vado fiero.
posted by franz on nov 7
L’elezione di Obama a presidente degli Stati Uniti è sicuramente un fatto di enorme portata storica. Dai tempi della schiavitù al Civil Rights Act del 1964 ad oggi si è compiuta una vera e propria rivoluzione, per la prima volta un nero diventa presidente.
Ma… perché diciamo che un nero diventa presidente? Temo che anche questa affermazione sia molto più razzista di quanto noi stessi ci rendiamo conto.
Obama è figlio di un nero e di una bianca, quindi perché è automaticamente etichettato come nero? Forse tutto ciò che non è totalmente candido diventa automaticamente nero? Non è come dire forse che chi non ha puro sangue bianco, ma ha una percentuale di sangue non bianco (ma il sangue non è sempre rosso?) automaticamente non può essere considerato bianco? Obama è nero quanto è bianco eppure…
Non riesco a trovare conferme precise, ma mi par di capire che negli USA i figli nati in matrimoni misti venissero considerati comunque neri e quindi privati dei diritti civili. In questo senso l’elezione di Obama è davvero un evento di enorme portata.
Ma vorrei che venisse considerata di importanza storica per un altro motivo, finalmente dopo otto anni un uomo intelligente alla Casa Bianca. Spero che Obama possa dimostrare nei fatti di essere la persona intelligente e capace che ha dato l’impressione di essere durante tutta la campagna elettorale.
A quando un’evento di portata analogamente storica in Italia?
posted by franz on nov 5
L’altro giorno mi si è rotto il cretinometro.

Stavo leggendo un giornale e mi sono capitate sott’occhio queste parole:
“Si’ e’ vero, tra Silvio Berlusconi e Barak Obama esistono delle affinità. I punti di contatto tra il presidente del Consiglio italiano e il candidato democratico alla Casa Bianca si notano.”
Il cretinometro mi è andato a fondoscala stabile e dopo un po’ si è proprio rotto. Mi spiace perché l’avevo cambiato da poco, l’ultimo mi si era rotto quando avevo letto le dichiarazioni cretine di un tizio che voleva eliminare la parola “bomba” da google e dai motori di ricerca.
Dopo quella volta ne avevo preso uno con un valore massimo di cretineria altissimo, soprattutto visto il livello intellettuale del governo , e non pensavo che mi sarebbe saltato anche questo.
Voglio segnalare un paio di link che commentano la divertente frase che ho citato sopra:
posted by franz on nov 3
Stavo scrivendo un elenco di canzoni che consiglio di ascoltare con attenzione per capire meglio la situazione folle in cui ci troviamo qui in Italia. Volevo selezionare alcune canzoni di Caparezza, ma mi sono reso conto che sono tutte importanti per comprendere le mille sfaccettature dell’incredibile commedia/tragedia che stiamo vivendo.
Ma c’è anche un filo di speranza, nell’ultimo album, “Le dimensioni del mio caos”, Caparezza canta un canzone dal titolo “Pimpami la storia“, in cui interpreta la parte di uno studente che chiede alla prof di raccontare la storia riscrivendola totalmente, non più ciò che è accaduto realmente nel passato, ma una storia “pimpata” (…Così funziona e per fortuna fa trend, il vecchio libro lo rottamo tipo Duna Weekend. Adesso serve un finale potente che terrorizzi l’occidente più dell’urlo di Chen. Da qui in avanti qualunque cosa succeda, scrivi che la colpa è di Al Quaeda…).
Ma per fortuna la cronaca di questi giorni ci racconta che non tutti gli studenti sono così, con meraviglia di tutti e soprattutto del governo gli studenti hanno dimostrato di saper ancora pensare, nonostante oltre 20 anni di lavaggio del cervello a forza di televisione fatta di grandi fratelli ecc. ecc.
Forse non tutto è perduto, non importa chi governa, non importa quanto possano cercare di rimbeccilire, di opprimere, di cancellare, finché c’è qualcuno che è ancora capace di pensare la speranza può sopravvivere.
Quanto alle canzoni per aprire un po’ la mente, ecco i testi delle canzoni di Caparezza. Ovviamente leggere i testi non è la stessa cosa che ascoltare le canzoni, quindi comperatevi i dischi e ascoltateli, ma i testi sono importanti quindi leggerli fa comunque pensare.
Io consiglio di leggere:
E poi tutto l’ultimo album Le dimensioni del mio caos
Se ne avete voglia potete cercare Caparezza su Youtube e troverete parecchi video, sia originali che realizzati da altre persone.