posted by franz on ago 12
Gli animali mi amano.
Lo so, anche se non me l’hanno mai detto, lo capisco dallo sguardo di gratitudine che mi lanciano.
Sanno che con me non hanno nulla da temere, io mi faccio i cazzi miei e loro si fanno i cazzi loro.
L’altro giorno nel bosco ho incontrato un capriolo. Sulle prime si è spaventato, si comportava esattamente come fanno tutti quando vedono un conoscente rompicoglioni, il classico che ti attacca bottone e non ti molla più, si inizia fingendo di non averlo visto, poi quando è proprio impossibile proseguire quella finzione si mette su la faccia da dispiaciuto-indaffarato, quella che dovrebbe dire qualcosa tipo: “sono felicissimo di vederti e non vedo l’ora di ascoltare tutte le chiacchiere idiote con cui vorresti tempestarmi, ma purtroppo sono indaffaratissimo e sto andando di corsa”.
Poi ha capito che non avevo nessuna intenzione di importunarlo, ha visto che ero io ed ha tirato un sospiro di sollievo prima di andarsene per i fatti suoi. Si, si, ha proprio fatto un sospiro di sollievo.
Questa mattina sono entrato in libreria, lasciando vagare lo sguardo aspettando che qualche titolo mi colpisca. A distanza di non più di un metro uno dall’altro c’erano due libri, “L’uomo che parlava con i lupi. Storie e avventure della mia vita nel branco” e “L’uomo che parlava agli elefanti”.
Abbiamo iniziato con “L’uomo che sussurrava ai cavalli” poi la logorrea non si è più fermata:
in ordine cronologico ecco uno sguardo agli uomini parlanti che risultano da una breve ricerca su ibs.it (sicuramente una ricerca più accurata ne troverebbe molti altri)
L’uomo che sussurrava ai cavalli
L’uomo che parlava ai cervi.
L’uomo che parlava agli uccelli
L’uomo che parla ai cani
L’uomo che parlava con i delfini
L’uomo che parlava con i lupi
L’uomo che parlava agli elefanti
Uomini, un appello, lasciate in pace sti poveri animali! Sono rimasto l’unico uomo a non tormentare qualche povero animale con le mie chiacchiere? Ma una volta non eravamo il sesso taciturno? Che cazzo vi è presa questa mania di parlare con tutto quello che si muove? Che poi anche se non ho conferme dirette (gli animali non mi parlano) sono sicuro che le cose che avete da dire a loro non interessano assolutamente. Fate come una volta, tornate ad esprimervi con un paio di grugniti che è sempre andata benissimo.
posted by franz on lug 29
Frammenti di un sogno che non vuol morire
lacerano le mie mani
Ruvidi cristalli che stringo
con dita sanguinanti
Per non precipitare nell’abisso
mortale quotidiano
Sonny O
Io e altre bestie – (2010)
posted by franz on lug 29
Il sole, gigantesco e deforme disco arancione nell’atmosfera tremula del tramonto era appena sceso dietro l’orizzonte rischiarando ancora il cielo a occidente. Il terreno a tratti paludoso iniziava già a trasudare una nebbia densa che serpeggiava fra gli alberi trasformandoli in figure evanescenti dai contorni indistinti.
Mi trovavo in una zona dall’aspetto piuttosto anonimo, una terra pianeggiante punteggiata da macchie di alberi frondosi, in cui il tronco spoglio di qualche albero morto sembrava ergersi come monito per la circostante vita vegetale. Nessun punto di riferimento preciso poteva aiutarmi per confermare la mia posizione, ma avevo la sensazione di essere nel posto giusto.
Il grosso corvo imperiale appollaiato sulla mia spalla dava segni di nervosismo. Lo tenni incappucciato e ricontrollai il legaccio che gli assicurava una zampa, non potevo permettermi di lasciarlo scappare. Posai a terra il mio zaino, mi liberai del mantello, dell’arco e della faretra piena di frecce e mi assicurai la spada sulla schiena in una posizione che mi permettesse libertà di movimento. Respirai profondamente e rimasi immobile in attesa di quel breve momento in cui il crepuscolo lascia il posto alla notte, momento di transito tra il mondo della luce e quello delle tenebre. Le istruzioni erano precise, muoversi troppo presto o troppo tardi avrebbe compromesso ogni cosa, la scelta dell’istante preciso era fondamentale. Liberai il corvo dai suoi legacci, attesi ancora qualche secondo, poi gli tolsi il cappuccio e con un movimento del braccio lo feci alzare in volo. Leggi il rsto del post »
posted by franz on lug 7
Anche il fuoco più caldo ha bisogno di qualcuno che lo accenda
Sonny O
Io e altre bestie – (2010)
posted by franz on giu 15
Lungo superfici
che si incurvano
cammino lentamente
riallacciando
il mio percorso futuro
col passato
Sonny O
Io e altre bestie – (1993)
posted by franz on giu 8
Questo è un racconto estemporaneo scritto durante una chat piuttosto trash qualche anno fa.
Ho semplicemente preso le mie frasi e messe in fila togliendo quelle dell’interlocutore.
In fondo ill mondo non è fatto solo di filosofia…
Alatrino
AlaTRino era un povero ragazzo, chiamato così perché si pisciava sempre addosso..
posted by franz on giu 6
Il Venerabile Maestro Valavan camminava assorto nei suoi pensieri. Per oltre un mese mi ero recato in pellegrinaggio da solo ed ora finalmente ero tornato dal Maestro. Camminavo al suo fianco, ma i miei pensieri erano certamente più cupi dei suoi. Dopo un po’ mi guardò e accortosi del mio turbamento mi sorrise dicendomi: “Raccontami cosa ti turba”. Continuai a camminare in silenzio ancora per un po’ raccogliendo i piensieri, poi finalmente trovai le parole.
“Maestro mi avete già detto più volte come l’unico modo per avvicinarsi all’illuminazione sia liberarsi dal desiderio. Molti maestri dicono la stessa cosa, anzi tutti i maestri da me incontrati fino ad ora hanno detto le vostre parole, anche se il loro modo di liberarsi dal desiderio mi sempre apparso molto diverso dal vostro. Essi – continuai – sostenevano la necessità di liberarsi dai bisogni materiali e per questo vivono una vita frugale, austera, rigorosa, mentre voi non disdegnate affatto i piaceri.” Leggi il rsto del post »
posted by franz on mag 24
Senza voler fare un’indagine sociologica completa vorrei più che altro lanciare uno spunto di riflessione.
Seguo su Facebook circa un centinaio di amici, ma che postano più o meno regolarmente sono molti meno e questo è in linea con quanto si dice sempre che nei social network la perentuale di chi interviene attivamente è molto bassa rispetto al totale degli utenti.
Spulciando un po’ di profili di amici ho curiosato su chi scrive i commenti ai post e anche in questo caso chi scrive mantenendo un qualche livello di interattività e quindi un vero legame sociale è molto basso. Sono un po’ di più le persone che clicca su “mi piace”, è più facile cliccare senza dover scrivere. Leggi il rsto del post »
posted by franz on apr 13
” Maestro, cos’è la bellezza?” chiesi al Venerabile Maestro Valavan.
Seduti su di una roccia sospesa sopra un lago dall’acqua blu in cui si specchiavano alte montagne stavamo contemplando silenziosamente il panorama. Normalmente mi sarei ben guardato dall’interrompere un Maestro preso nelle sue meditazioni, ma il maestro Valavan aveva abitudini e modi assai particolari e sapea vo che non si sarebbe irritato per la mia domanda.
Rimase silenzioso per un po’ senza distogliere gli occhi dagli intensi colori del lago, poi si girò verso di me e con un sospiro iniziò a parlare. Leggi il rsto del post »
posted by franz on apr 13
I wore my moods like so many different sets of clothes
but the right one was never around;
and as you left I heard my body ring
and my mind began to howl
It was far to late to contemplate the meaning of it all:
You know that I need you, but somehow I don’t think
you see my love at all
At some point I lost you, I don’t know quite how it was;
The wonderland lay in a coat of white, chilling frost
I looked around and I found I was truly lost:
without your hand in mine I am dead …..
Reality is unreal and games I’ve tried just aren’t the same:
without your smile there’s nowhere to hide
and deep inside
I know I’ve never cried as I’m about to …
If I could just frame the words that would make your fire burn
all this water now around me could be the love that
should surround me.
Looking out through the tears that bind me
my heart bleeds that you may find me .. or at least that I can
forget and be numb, but I can’t stop, the words still come:
I LOVE YOU