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	<title>evoluzione</title>
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	<description>&#160; …mani libere per una libera corsa… …braccia libere per volare… ...mente libera per... tutto &#160;</description>
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		<title>L&#8217;uomo che non rompeva i coglioni a nessun animale</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 15:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli animali mi amano. Lo so, anche se non me l&#8217;hanno mai detto, lo capisco dallo sguardo di gratitudine che mi lanciano. Sanno che con me non hanno nulla da temere, io mi faccio i cazzi miei e loro si fanno i cazzi loro. L&#8217;altro giorno nel bosco ho incontrato un capriolo. Sulle prime si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli animali mi amano.</p>
<p>Lo so, anche se non me l&#8217;hanno mai detto, lo capisco dallo sguardo di gratitudine che mi lanciano.<br />
Sanno che con me non hanno nulla da temere, io mi faccio i cazzi miei e loro si fanno i cazzi loro.<br />
L&#8217;altro giorno nel bosco ho incontrato un capriolo. Sulle prime si è spaventato, si comportava esattamente come fanno tutti quando vedono un conoscente rompicoglioni, il classico che ti attacca bottone e non ti molla più, si inizia fingendo di non averlo visto, poi quando è proprio impossibile proseguire quella finzione si mette su la faccia da dispiaciuto-indaffarato, quella che dovrebbe dire qualcosa tipo: &#8220;sono felicissimo di vederti e non vedo l&#8217;ora di ascoltare tutte le chiacchiere idiote con cui vorresti tempestarmi, ma purtroppo sono indaffaratissimo e sto andando di corsa&#8221;.<br />
Poi ha capito che non avevo nessuna intenzione di importunarlo, ha visto che ero io ed ha tirato un sospiro di sollievo prima di andarsene per i fatti suoi. Si, si, ha proprio fatto un sospiro di sollievo.</p>
<p>Questa mattina sono entrato in libreria, lasciando vagare lo sguardo aspettando che qualche titolo mi colpisca. A distanza di non più di un metro uno dall&#8217;altro c&#8217;erano due libri, &#8220;L&#8217;uomo che parlava con i lupi. Storie e avventure della mia vita nel branco&#8221; e &#8220;L&#8217;uomo che parlava agli elefanti&#8221;.<br />
Abbiamo iniziato con &#8220;L&#8217;uomo che sussurrava ai cavalli&#8221; poi la logorrea non si è più fermata:<br />
in ordine cronologico ecco uno sguardo agli uomini parlanti che risultano da una breve ricerca su ibs.it (sicuramente una ricerca più accurata ne troverebbe molti altri)</p>
<p>L&#8217;uomo che sussurrava ai cavalli<br />
L&#8217;uomo che parlava ai cervi.<br />
L&#8217;uomo che parlava agli uccelli<br />
L&#8217;uomo che parla ai cani<br />
L&#8217;uomo che parlava con i delfini<br />
L&#8217;uomo che parlava con i lupi<br />
L&#8217;uomo che parlava agli elefanti</p>
<p>Uomini, un appello, lasciate in pace sti poveri animali! Sono rimasto l&#8217;unico uomo a non tormentare qualche povero animale con le mie chiacchiere?  Ma una volta non eravamo il sesso taciturno? Che cazzo vi è presa questa mania di parlare con tutto quello che si muove? Che poi anche se non ho conferme dirette (gli animali non mi parlano) sono sicuro che le cose che avete da dire a loro non interessano assolutamente. Fate come una volta, tornate ad esprimervi con un paio di grugniti che è sempre andata benissimo.</p>
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		<title>frammenti</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/299</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 21:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sonny O]]></category>
		<category><![CDATA[se fossi poeta...]]></category>

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		<description><![CDATA[Frammenti di un sogno che non vuol morire lacerano le mie mani Ruvidi cristalli che stringo con dita sanguinanti Per non precipitare nell&#8217;abisso mortale quotidiano Sonny O Io e altre bestie – (2010)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Frammenti di un sogno che non vuol morire<br />
lacerano le mie mani<br />
Ruvidi cristalli che stringo<br />
con dita sanguinanti<br />
Per non precipitare nell&#8217;abisso<br />
mortale quotidiano</p>
<p style="text-align: right;">Sonny O<br />
Io e altre bestie – (2010)</p>
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		<title>The Raven: I &#8211; il passaggio</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/272</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 15:26:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Raven]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sole, gigantesco e deforme disco arancione  nell&#8217;atmosfera tremula del tramonto era appena sceso dietro l&#8217;orizzonte rischiarando ancora il cielo a occidente. Il terreno a tratti paludoso iniziava già a trasudare una nebbia densa che serpeggiava fra gli alberi trasformandoli in figure evanescenti dai contorni indistinti. Mi trovavo in una zona dall&#8217;aspetto piuttosto anonimo, una terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/07/elric3g.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-295" style="margin: 5px;" title="elric3g" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/07/elric3g-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il sole, gigantesco e deforme disco arancione  nell&#8217;atmosfera tremula del tramonto era appena sceso dietro l&#8217;orizzonte rischiarando ancora il cielo a occidente. Il terreno a tratti paludoso iniziava già a trasudare una nebbia densa che serpeggiava fra gli alberi trasformandoli in figure evanescenti dai contorni indistinti.<br />
Mi trovavo in una zona dall&#8217;aspetto piuttosto anonimo, una terra pianeggiante punteggiata da macchie di alberi frondosi, in cui  il tronco spoglio di qualche albero morto sembrava ergersi come monito per la circostante vita vegetale.  Nessun punto di riferimento preciso poteva aiutarmi per confermare la mia posizione, ma avevo la sensazione di essere nel posto giusto.<br />
Il grosso corvo imperiale appollaiato sulla mia spalla dava segni di nervosismo. Lo tenni incappucciato e ricontrollai il legaccio che gli assicurava una zampa, non potevo permettermi di lasciarlo scappare. Posai a terra il mio zaino, mi liberai del mantello, dell&#8217;arco e della faretra piena di frecce e mi assicurai la spada sulla schiena in una posizione che mi permettesse libertà di movimento. Respirai profondamente e rimasi immobile in attesa di quel breve momento in cui il crepuscolo lascia il posto alla notte, momento di transito tra il mondo della luce e quello delle tenebre. Le istruzioni erano precise, muoversi troppo presto o troppo tardi avrebbe compromesso ogni cosa, la scelta dell&#8217;istante preciso era fondamentale. Liberai il corvo dai suoi legacci, attesi ancora qualche secondo, poi gli tolsi il cappuccio e con un movimento del braccio lo feci alzare in volo.<span id="more-272"></span></p>
<p>Iniziai a correre. Il corvo volava dritto davanti a me all&#8217;altezza dei miei occhi, un volo teso, veloce. La notte e la nebbia sempre più fitta mi rendevano impossibile distinguere il terreno sotto i miei piedi, non avevo il tempo di pensarci, potevo solo correre, correre più forte che potevo sperando di non perdere di vista il corvo. Rami di alberi ormai quasi invisibili mi schiaffeggiavano il viso, ma non potevo evitarli, seguire il corvo era il mio unico pensiero, correre, correre senza prendere fiato, sempre avanti, poi di scatto in una nuova direzione obbedendo ai capricci di un volatile che sembrava muoversi come un folle. Eppure rimaneva sempre davanti ai miei occhi, senza prendere quota, senza posarsi, sempre proiettato in avanti dal suo rapido battito d&#8217;ali.<br />
&#8220;Non perdere mai di vista il corvo, o rischierai di smarrirti per sempre.&#8221; Queste parole echeggiavano nella mia mente, mentre i battiti del mio cuore diventavano precipitosi, i polmoni pompavano sempre più disperatamente e le gambe faticavano ormai a muoversi. Non perdere mai di vista il corvo. Ma la luce era sempre più fioca e la mia vista sempre più debole, iniziavo a vedere macchie scure che confondevo con quello stramaledetto uccello. L&#8217;aria mi mancava, i polmoni si muovevano affannosi nel tentativo di ossigenare il sangue, ma il corvo era troppo veloce e la corsa troppo lunga. Crollai a terra. L&#8217;ultima cosa che vidi fu il corvo appollaiato su di un ramo sopra di me, poi persi i sensi pensando che in un modo o nell&#8217;altro sarei comunque entrato nel regno dei morti.</p>
<p>La casa, poco più di una catapecchia, si sosteneva a fatica in una conca di terra rossa circondata da lievi ondulazioni ricoperte di erica. La luce di un fuoco usciva dalle finestre e dalle fessure fra le assi mal inchiodate che fungevano da pareti. Sostai un attimo davanti alla porta e stavo per bussare quando una voce di donna scaturì dall&#8217;interno:  &#8221;Entra, ti stavo aspettando&#8221;. Spinsi con attenzione il battente malandato cercando di non farlo crollare dai cardini malconci ed entrai. L&#8217;interno della catapecchia era un bizzarro agglomerato di oggetti di ogni genere. Cristalli, animali impagliati, foglie e fiori di molte specie, statuette, amuleti, sacchetti di varie dimensioni erano sparpagliati su ogni superficie disponibile e appesi ovunque. Cercando di non urtare nulla mi avvicinai al grande camino di pietra, unica parte della casa ad avere un aspetto solido. Davanti al fuoco una giovane donna dai capelli lunghi e scuri mi fissava con attenzione, senza parlare. Indossava un vestito rosso, semplice, ma elegante e di ottima fattura con sopra un mantello nero dal cappuccio abbassato. I vestiti erano perfetti e questo cerava un forte contrasto fra la casa e chi la abitava. Lei continuava a fissarmi e dopo un attimo ebbi quasi l&#8217;impressione che guardasse dietro di me, mi voltai, ma non vidi nulla di speciale a parte la solita confusione di oggetti. Quando la guardai nuovamente lei mi sorrise e fece un gesto con la mano, come per dire &#8220;non importa&#8221;.<br />
&#8220;Ben arrivato, ti stavo aspettando &#8211; disse invece &#8211; siediti, ti porto qualcosa da bere e da mangiare, immagino tu abbia fame&#8221;<br />
Accennai di si con la testa e mi sedetti ad un tavolo strapieno di cianfrusaglie. Lei tornò poco dopo con una brocca d&#8217;acqua ed un piatto con della carne  che appoggiò sul tavolo facendo crollare a terra buona parte delle cose che lo ingombravano. Gettò un&#8217;occhiata indifferente a tutte le cose sparse sul pavimento e si sedette su una sedia di fronte a me.<br />
Attese con pazienza che avessi finito di mangiare, poi mi guardò dritto negli occhi, come se volesse entrare nella mia testa. &#8220;Raccontami cosa ti spinge qui da me &#8211; mi esortò &#8211; anche se temo di saperlo. Non credo proprio tu abbia fatto tutta questa strada per un filtro d&#8217;amore o altre sciocchezze.&#8221;<br />
&#8220;Voglio entrare nel regno dei morti&#8221; &#8211; risposi io.<br />
&#8220;E&#8217; facilissimo &#8211; rise lei &#8211; a giudicare dal tuo aspetto sei uno che ha rischiato di finirci già parecchie volte&#8221;<br />
&#8220;Voglio entrarci vivo &#8211; replicai &#8211; e voglio poter tornare&#8221;<br />
&#8220;Non è affatto semplice &#8211; mormorò &#8211; si può fare, ma non è semplice. Sono passati molti anni da quando qualcuno mi ha fatto una richiesta come la tua. Non è più tornato a raccontarmi come sia andata.&#8221;<br />
&#8220;Sono deciso a provare &#8211; insistei &#8211; posso immaginare che sia rischioso, ma voglio farlo&#8221;<br />
&#8220;Rischioso non è il termine esatto, è folle, non rischioso. Nessuno che non sia folle vorrebbe infatti entrare nel regno dei morti, considerando che prima o poi ci finirà ugualmente &#8211; rispose lei &#8211; ma come ti ho detto si può tentare e visto che sei venuto fin qui dovevi sapere che sono l&#8217;unica strega nel raggio di moltissime miglia in grado di spiegarti come. Sempre che tu sia disposto a pagare il prezzo.&#8221;<br />
&#8220;Dimmi qual&#8217;è il tuo prezzo &#8211; replicai aprendo una sacca tintinnante che portavo alla cintura &#8211; mi hanno detto che accetti solo argento, anche se &#8211; aggiunsi guardandomi attorno con un&#8217;espressione eloquente &#8211; non riesco a capire cosa te ne faccia&#8221;<br />
Lei rise di nuovo, una risata sincera e divertita. &#8220;Sei il primo che ha il coraggio di dirmelo in faccia &#8211; rispose &#8211; ma non pensare che l&#8217;argento possa servire solo per comprare agi e comodità, ha mille altri scopi ed è moneta comune in commerci molto più strani di quanto tu possa immaginare.&#8221;<br />
&#8220;Penso possano bastare &#8211; disse lanciando un&#8217;occhiata alle monete che andavo accumulando sul suo tavolo &#8211; ti mostrerò come entrare nel regno dei morti, quanto ad uscirne sarà affar tuo.&#8221;<br />
&#8220;Non mi chiedi nemmeno perché voglio entrarci?&#8221; &#8211;  le domandai stupito.<br />
&#8220;Non mi riguarda &#8211; rispose lei &#8211; non sono stati in molti a chiedermi ciò che chiedi tu, ma alcuni si. Dai loro volti traspariva disperazione oppure avidità oppure ancora passione. Non voglio conoscere le tue motivazioni come non ho chiesto le loro, non mi importa se siano giuste o sbagliate, non mi importa se tu cerchi gloria, ricchezza, vendetta, o magari conoscenza, sarai tu a rispondere delle tue azioni e a portarne le conseguenze. Io ti mostrerò come arrivare dove desideri, poi tu farai ciò che dovrai fare.&#8221;<br />
Così dicendo uscì dalla porta e si fermò dopo alcuni passi tirandosi il cappuccio del mantello sopra la testa, rimase immobile per qualche istante, poi iniziò a cantare una strana melodia con il viso rivolto al cielo. Quasi immediatamente il cielo si riempì di battiti d&#8217;ali e uno stormo di corvi prese a volteggiare sopra di lei. La strega alzò un braccio sempre continuando a cantare e un grosso corvo si posò sul suo polso, lei lo accarezzò dolcemente, poi cantando con voce sempre più sommessa si voltò e rientrò in casa.<br />
Quando rientrai a mia volta la trovai intenta a legare una stringa di cuoio ad una zampa del corvo a cui aveva messo sulla testa un cappuccio di pelle, come si usa fare con i falconi usati per la caccia.<br />
Mi guardò e inizio a spiegarmi: &#8220;I corvi sono animali molto speciali, il loro volo è senza confini. Volano sui bordi fra i mondi e li superano con facilità, come se tutti i mondi fossero per loro un unico immenso cielo. I corvi sono l&#8217;unico animale in grado di passare da un mondo all&#8217;altro senza alcuno sforzo. Tu non sei un corvo, ma un corvo può mostrarti la strada. Dovrai recarti in un luogo particolare, uno di quei luoghi dove i confini sono più sfumati, dove il passaggio sarà più semplice. Ce ne sono parecchi, ma non è facile individuarli, per tua fortuna te ne posso indicare uno non troppo lontano da qui.&#8221;<br />
&#8220;Che vuol dire confine fra i mondi? &#8211; interloquii io.<br />
&#8220;Vi sono moltissimi mondi, alcuni così simili al nostro che se ci capitassi per sbaglio non vedresti alcuna differenza, altri così strani da essere incomprensibili, il regno dei morti è uno di questi mondi. Per i corvi invece esiste un unico mondo con un cielo immenso ed essi volano fra i mondi senza nulla che li freni. Un corvo potrebbe passare da un mondo all&#8217;altro anche qui in questa casa, ma per te sarebbe impossibile seguirlo. Nel luogo che ti indicherò invece i confini sono meno definiti, meno netti e li sarai forse in grado di passare.&#8221;<br />
&#8220;E come potrò essere certo di non sbagliare e finire in un altro mondo?&#8221;-chiesi.<br />
&#8220;Ci penserò io ad istruire il corvo nel modo adatto. &#8211; rispose lei &#8211; Così il corvo volerà nella direzione giusta e ti porterà dove chiedi, nel regno dei morti.<br />
Dovrai portarlo con te e quando sarai nel posto ti indicherò dovrai liberarlo e lasciarlo volare, ma preparati a correre, perché dovrai seguirlo, senza fermarti, senza riposarti. Se lo perderai di vista rischierai di smarrirti per sempre lungo i confini fra i mondi, senza mai superarli destinato a vagare nel nulla.&#8221;<br />
La strega proseguì dandomi istruzioni dettagliate sul luogo preciso che avrei dovuto raggiungere prima di liberare il corvo e sull&#8217;istante preciso in cui avrei dovuto lasciarlo volare. Sbagliare luogo o ora non mi avrebbe portato da nessuna parte. Ma se avessi seguito le istruzioni e avessi perso di vista il corvo durante il suo volo sarei stato condannato a vagare nel nulla fino a morire di fame. La strega ribadì più volte  questo pericolo.<br />
La ringraziai e mi avviai nella direzione indicata con il corvo appollaiato sopra la mia spalla. Mentre mi allontanavo sentii ancora una volta la sua voce che mi raccomandava: &#8220;Corri e non perdere mai di vista il corvo&#8221;</p>
<p>Mi svegliai con le parole della strega che mi riecheggiavano nella mente. Per un terribile momento temetti di avere perso di vista il corvo e di essermi smarrito lungo i bordi che separano i mondi, ma lui era sopra di me tranquillamente appollaiato su un ramo scheletrico.<br />
Mi guardai attorno, mi trovavo in una terra brulla illuminata da una debole luce diffusa. Vidi alcuni alberi secchi dalla corteccia bianca come ossa, coni tronchi piegati ed i rami tutti rivolti nella stessa direzione. Un vento costante soffiava incessantemente gettandomi i capelli sul viso ed immaginai fosse la causa per cui gli alberi erano cresciuti in quel modo.<br />
Esseri dalle forme forme bizzarre si muovevano ovunque attorno a me. Alcune in verità avevano forma umana, sembravano persone in tutto e per tutto, altre erano persone, ma a cui mancava consistenza, come se iniziassero a diventare trasparenti, altre ancora si riuscivano ad intravvedere a mala pena. Assieme alle forme umane c&#8217;erano i mostri più strani, anche loro in varie gradazioni di trasparenza, da quelli che sembravano avere consistenza solida a quelli che si percepivano più che vedere realmente. E tutti mi giravano attorno come falene attorno ad un fuoco.<br />
Sguainai la spada, senza sapere se sarebbe stata in qualche modo efficacie  contro quegli esseri, che per la verità non avevano nemmeno aria minacciosa, si limitavano a girare attorno a me in qualche modo attratti e in qualche modo spaventati dalla mia presenza.<br />
Dopo un momento la folla si aprì lasciando passare quattro figure dall&#8217;aspetto umanoide, molto alte, ricoperte da una rozza armatura e armate con delle lunghe picche. Mi si affiancarono ed uno di loro parlò con una voce sorprendentemente dolce: &#8220;Ti preghiamo di seguirci, il nostro Signore desidera parlare con te.&#8221;<br />
Feci un cenno di assenso ed i quattro si avviarono fendendo la folla davanti a loro.</p>
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		<title>fuoco</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 15:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sonny O]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche il fuoco più caldo ha bisogno di qualcuno che lo accenda Sonny O Io e altre bestie – (2010)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche il fuoco più caldo ha bisogno di qualcuno che lo accenda</p>
<p style="text-align: right;">Sonny O<br />
Io e altre bestie – (2010)</p>
<p style="text-align: right;">
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		<title>Moebius</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 12:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sonny O]]></category>
		<category><![CDATA[se fossi poeta...]]></category>

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		<description><![CDATA[Lungo superfici che si incurvano cammino lentamente riallacciando il mio percorso futuro col passato Sonny O Io e altre bestie &#8211; (1993)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/06/nastro-di-moebius.jpg"></a>Lungo superfici<br />
che si incurvano<br />
cammino lentamente<br />
riallacciando<br />
il mio percorso futuro<br />
col passato</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">Sonny O<br />
Io e altre bestie &#8211; (1993)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Alatrino (racconto trash)</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/268</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 09:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[perditempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è un racconto estemporaneo scritto durante una chat piuttosto trash qualche anno fa. Ho semplicemente preso le mie frasi e messe in fila togliendo quelle dell&#8217;interlocutore. In fondo ill mondo non è fatto solo di filosofia&#8230; Alatrino AlaTRino era un povero ragazzo, chiamato così perché si pisciava sempre addosso.. un giorno, mentre vagava nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo è un racconto estemporaneo scritto durante una chat piuttosto trash qualche anno fa.<br />
Ho semplicemente preso le mie frasi e messe in fila togliendo quelle dell&#8217;interlocutore.</em></p>
<p><em>In fondo ill mondo non è fatto solo di filosofia&#8230; <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </em></p>
<p><strong>Alatrino</strong></p>
<div id="_mcePaste">AlaTRino era un povero ragazzo, chiamato così perché si pisciava sempre addosso..</div>
<div><span id="more-268"></span></div>
<div id="_mcePaste">un giorno, mentre vagava nel deserto giunse vicino ad una piccola oasi</div>
<div id="_mcePaste">stava per abbeverarsi quando si accorse che gli scappava la pipì</div>
<div id="_mcePaste">prese l&#8217;uccello in mano e si apprestò a minzionare&#8230; ma ecco che un colpo di vento&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">diresse la sua pipì esattamente nell&#8217;unica pozza di acqua potabile</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Beh, almeno per una volta non mi sono pisciato addosso&#8221; pensò fra se alaTRino</div>
<div id="_mcePaste">Ma ecco che in quell&#8217;istante un&#8217;Avvoltoio che volteggiava li sopra decise che era giunto il momento di dare sfogo alla sua diarrea <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )</div>
<div id="_mcePaste">Alatrino sconsolato sedette su di un masso, quand&#8217;ecco che un riflesso del sole lo colpì</div>
<div id="_mcePaste">si chinò a terra e iniziò a scavare sperando di aver trovato un tesoro.</div>
<div id="_mcePaste">Ma ciò che estrasse dal terreno era solo un vecchio orinatoio <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </div>
<div id="_mcePaste">&#8220;E&#8217; l&#8217;ultima cosa che mi potrebbe servire&#8221; pensò Alatrino, &#8220;tanto me la faccio sempre addosso&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">e diede un calcio al vecchio orinatoio</div>
<div id="_mcePaste">così facendo la punta del suo piede si ruppe, ma ciò che è più importante è che sfregò la superficie dell&#8217;orinaotio risvegliando così il Genio</div>
<div id="_mcePaste">oddio&#8230; genio</div>
<div id="_mcePaste">diciamo che lo chiamavano così più che altro per sputtanarlo</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Guardate&#8230; arriva il Genio&#8221; ridevano le fate sbeffeggiandolo</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Ehi genio, dimmi un po&#8217; che hai pensato di bello oggi&#8221; lo derideva l&#8217;orco</div>
<div id="_mcePaste">insomma per farla breve anche se era il più idiota del mondo magico tutti lo chiamavano genio</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Sono il genio dell&#8217;orinatoio&#8221; disse il genio</div>
<div id="_mcePaste">Posso fare tutto ciò che vuoi, qualunque tuo desiderio verrà realizzato,</div>
<div id="_mcePaste">ma ricordati che hai solo 3 desideri</div>
<div id="_mcePaste">Alatrino non pensò molto ed espresse subito il primo desiderio</div>
<div id="_mcePaste">ed ecco che all&#8217;istante al genio crebbero due grosse tette di silicone, caddero tutti i peli e i vestiti da genio (pensa al camice da scenziato) si tramutarono in calze a rete, tacchi a spillo ecc. ecc.</div>
<div id="_mcePaste">ora più che un genio era un transgenio <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )</div>
<div id="_mcePaste">e subito iniziarono le polemiche sui cibi transegnici ecc. ecc.</div>
<div id="_mcePaste">alcuni fecero un&#8217;interrogazione parlamentare, per conoscere la posizione del governo al riguardo</div>
<div id="_mcePaste">il governo rispose che la poizione preferita era a 90°</div>
<div id="_mcePaste">insomma il primo desiderio di altatrino era che il genio diventasse un trans</div>
<div id="_mcePaste">alatrino chiamò poi il genio e gli disse il secondo desiderio in un orecchio</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Questo desiderio non lo conteggio&#8221; dise il genio chinandosi in avanti, te ne restano ancora due <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </div>
<div id="_mcePaste">Alatrino penso ancora un po&#8217; e chiese il secondo desiderio</div>
<div id="_mcePaste">questa volta il genio si erse in tutta la sua statura, m 1,50 e innalzandosi in volo prese a vorticare velocissimamente creando un gran turbine di sabbia</div>
<div id="_mcePaste">quando la sabbia si posò rivelo agli stupiti occhi di alatrino uno spettacolo meraviglioso</div>
<div id="_mcePaste">un castello grandissimo, il più bello che avesse mai visto</div>
<div id="_mcePaste">un enorme, fantastico castello&#8230; di sabbia</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Un castello di sabbia!!!&#8221; urlò esasperato alatrino</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;ti ho detto che volevo un castello, il più bello e grande che si fosse mai visto&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;ma non doveva essere di sabbia, razza di idiota&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">il genio lo guardò perplesso</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;uh tu detto castello&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;qui spiaggia, grande, grande&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">&#8221; io faciuto castello di sabbia&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">mormorò il genio</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Questa non è una spiaggia!!!! è un deserto&#8221; replicò alatrino</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;ah ecco perché niente ombrelloni&#8221; disse il genio</div>
<div id="_mcePaste">Alatrino decise di pensare bene al terzo desiderio, doveva trovare un modo si formularlo senza essere frainteso dall&#8217;idiota&#8230; ehm genio</div>
<div id="_mcePaste">Finalmente disse: &#8221; voglio che mi trasporti in un luogo dove tutte le pisciate che farò vadano nel posto giusto senza mai sbagliare mia e io non venga più chiamato alatrino&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">il genio sorrise&#8230; sollevò alatrino fra le braccia e&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">svanirono entrambi nell&#8217;urinatoio</div>
<div id="_mcePaste">dove vissero felici e contenti&#8230; insomma&#8230; almeno abbastanza soddisfatti</div>
<div id="_mcePaste">alatrino sapeva accontentarsi</div>
<div id="_mcePaste">e chi si accontenta&#8230; gode <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )</div>
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		<title>Lo stagno</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 08:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Valavan]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Venerabile Maestro Valavan camminava assorto nei suoi pensieri. Per oltre un mese mi ero recato in pellegrinaggio da solo ed ora finalmente ero tornato dal Maestro. Camminavo al suo fianco, ma i miei pensieri erano certamente più cupi dei suoi. Dopo un po&#8217; mi guardò e accortosi del mio turbamento mi sorrise dicendomi: &#8220;Raccontami [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/06/stagno.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-253" style="margin: 5px;" title="stagno" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/06/stagno-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Venerabile Maestro Valavan camminava assorto nei suoi pensieri. Per oltre un mese mi ero recato in pellegrinaggio da solo ed ora finalmente ero tornato dal Maestro. Camminavo al suo fianco, ma i miei pensieri erano certamente più cupi dei suoi. Dopo un po&#8217; mi guardò e accortosi del mio turbamento mi sorrise dicendomi: &#8220;Raccontami cosa ti turba&#8221;. Continuai a camminare in silenzio ancora per un po&#8217; raccogliendo i piensieri, poi finalmente trovai le parole.</p>
<p>&#8220;Maestro mi avete già detto più volte come l&#8217;unico modo per avvicinarsi all&#8217;illuminazione sia liberarsi dal desiderio. Molti maestri dicono la stessa cosa, anzi tutti i maestri da me incontrati fino ad ora hanno detto le vostre parole, anche se il loro modo di liberarsi dal desiderio mi sempre apparso molto diverso dal vostro. Essi &#8211; continuai &#8211; sostenevano la necessità di liberarsi dai bisogni materiali e per questo vivono una vita frugale, austera, rigorosa, mentre voi non disdegnate affatto i piaceri.&#8221;<span id="more-246"></span></p>
<p>&#8220;Ricordo come mi avete spiegato che la vera liberazione dal desiderio non è nella ricerca delle privazioni e della frugalità, quanto nell&#8217;accettazione di ciò che la vita ci propone, senza cercare, ma senza nemmeno rifiutare&#8221;</p>
<p>&#8220;Esatto &#8211; rispose il Venerabile Maestro &#8211; hai capito perfettamente. Il rifiuto delle cose buone e piacevoli che ci riserva la vita è segno di una schiavitù altrettanto quanto la loro ricerca ossessiva. La cosa migliore è fare ciò che il nostro spirito sceglie di fare di volta in volta, senza porsi regole ferree, obiettivi fatti di rinunce e privazioni. La rinuncia forzata a qualcosa non fa altro che fissarci in mente la cosa a cui vogliamo rinunciare. Solo l&#8217;accettazione della sua mancanza può liberarci dal desiderio. Chi digiuna finisce per pensare al cibo. Se il cibo non c&#8217;è allora si digiuna, se il cibo c&#8217;è si mangia e se è un buon cibo ne trarrà giovamento il corpo, ma anche lo spirito. E questo vale per tutti i piaceri, anzi per tutte le cose.&#8221;</p>
<p>&#8220;Maestro ho compreso il vostro discorso sull&#8217;accettazione al posto della rinuncia forzata, è un modo particolare di vedere le cose, ma lo capisco e stando assieme a voi riesco ad applicarlo &#8211; interloquii &#8211; ma vi sono dei casi in cui trovo molto difficile mantenere questa calma. In questo tempo in cui sono stato lontano dalla vostra guida ho incontrato persone molto diverse da voi, ho rivisto amici che non vedevo da tempo e mi sono sembrati molto cambiati.&#8221;</p>
<p>&#8220;Forse sei tu ad essere cambiato&#8221; rispose il Maestro.</p>
<p>&#8220;Avete ragione, forse sono cambiato io, forse sono cambiati loro, probabilmente entrambi siamo diversi da come eravamo, ma non è questo il problema.<br />
Ciò che mi turba è che da loro e da altre persone che ho incontrato mi aspettavo&#8230; qualcosa, non so nemmeno io cosa, ma mi aspettavo un comportamento diverso, speravo in qualcosa che non c&#8217;è stato, o qualcosa che non esiste più. Davvero non saprei descrivere cosa mi abbia deluso, ma sicuramente sono rimasto molto deluso.<br />
E questo mi ha turbato &#8211; continuai &#8211; credevo grazie a Voi di aver raggiunto un buon punto nel cammino verso l&#8217;illuminazione, invece mi sono ritrovato preda di passioni, malumori, tristezze. Non capisco come avrei dovuto pormi, cosa avrei dovuto fare&#8221;</p>
<p>Il Venerabile Maestro Valavan camminò ancora un po&#8217; con lo sguardo rivolto verso la strada, poi prese un sentiero che deviava dal percorso e mi fece cenno di seguirlo.</p>
<p>Dopo un breve cammino giungemmo sulla riva di uno stagno dove il Maestro si accoccolò sui talloni raccogliendo alcuni sassolini.</p>
<p>&#8220;Staccarsi dalle cose materiali è facile, ma è solo il primo livello. Chiunque può riuscirci, o quasi. Staccarsi dalle persone, non riporre speranze, non avere aspettative, non desiderare è molto più difficile. O molto più facile se sei una persona fredda ed egoista. Ma non è certamente il tuo caso.&#8221;</p>
<p>Il Maestro rimase un momento in silenzio a riflettere poi riprese:</p>
<p>&#8220;Le persone agisco in base a motivazioni diverse. A volte cercano di essere razionali, a volte lasciano che i sentimenti guidino le loro scelte. Spesso sono mossi da qualche forma di egoismo. Alla fine tutti noi siamo mossi da egoismo, anche tu, anch&#8217;io. La ricerca dell&#8217;illuminazione è un percorso personale, che si fa per se stessi e quindi a suo modo egoistico. Perfino chi agisce per il bene altrui lo fa per un tipo di egoismo particolare, ciò che lo fa star bene è preoccuparsi per gli altri.<br />
Le persone in cui tu riponevi speranze e fiducia hanno fatto delle scelte motivate forse da qualcosa che tu non capisci, ma certamente sono convinte di aver fatto la cosa giusta.<br />
Il problema è che tu ti aspettavi da loro un comportamento diverso da quello che hanno tenuto. Ma non puoi pretendere che le persone agiscano come tu vorresti, puoi sperarlo, ma se poi non accade ne resterai deluso. Meglio quindi capire che ogni persona deve agire in libertà, secondo gli impulsi che la muovono e che sperare che segua un comportamento che in qualche modo rispetti i tuoi desideri è solo fonte di delusione.&#8221;</p>
<p>&#8220;Maestro, alcune persone hanno tradito la mia fiducia, rompendo promesse fatte, giurando vere cose che si sono rivelate false a distanza di pochi giorni e continuando a giurare che erano vere nel momento in cui le hanno dette.&#8221;  - lo interruppi io.</p>
<p>&#8220;Probabilmente lo erano e quando le hanno dette ne erano convinte, &#8211; riprese con calma il Maestro. &#8211; non pensare che ti abbiano per forza mentito, probabilmente le cose sono cambiate nella loro mente. Come tutti hanno agito al meglio possibile per loro, dicendo e facendo ciò che credevano giusto. Non c&#8217;è modo di sapere come si comporterà una persona, devi solo imparare anche in questo caso a essere distaccato, a non desiderare nulla, a non illuderti.&#8221;</p>
<p>&#8220;Devi essere come questo stagno, le cui acque sono calme, tranquille. Se la tua mente sarà altrettanto calma potrai accettare ciò che accade con serenità, non ti aspetterai nulla e qualunque cosa accadrà non potrà turbarti. Ma non è facile. Quando accade qualcosa- disse il Maestro gettando un sasso nello stagno &#8211; le acque si agitano, i cerchi concentrici percorrono la sua superficie e ci vuole un po&#8217; di tempo prima che tornino calme. Se tu lasci che gli accadimenti siano come il sasso sentirai turbamento e ci vorrà del tempo prima che il tuo animo ritrovi la calma. Tu dovrai invece contrapporre una forza che si opponga a quella del sasso, per mantenere il tuo spirito calmo come la acque tranquille dovrai essere sempre attivo, sforzarti continuamente per far si che i sassi non provochino onde.<br />
Non è facile, richiede impegno costante, fatica, prontezza di riflessi, dovrai sorvegliare il tuo spirito perché non si lasci catturare da alcun desiderio, alcuna aspettativa. E se per caso accadrà dovrai essere ancora più pronto a reagire se per qualche motivo dovessi restare deluso, dovrai fortificare immediatamente il tuo spirito, ritrovare la calma, rientrare nello spirito dello stagno.&#8221;</p>
<p>&#8220;Maestro, lo stagno è quindi indifferenza nei confronti delle persone?&#8221; &#8211; chiesi sorpreso.</p>
<p>&#8220;Niente affatto&#8221; &#8211; rispose il Venerabile Maestro &#8211; &#8220;in realtà è una forma di amore nei confronti delle persone, un rispetto della loro libertà.<br />
Lo stagno significa accettare che le persone siano libere, accettarle per come sono senza pretendere nulla. Ogni persona dà ciò che può e ciò che vuole. Saggezza è prendere ciò che ti vogliono dare senza volere di più.<br />
Desiderare che agiscano secondo i tuoi voleri e le tue speranze ti porterà solo a comportarti in modo sbagliato nei confronti delle persone e sarà fonte di delusioni.&#8221;</p>
<p>&#8220;Accetta le persone per come sono e lascia loro la libertà. Non aspettarti nulla, nemmeno che loro sappiano rispettare la tua libertà perché è la forma di amore più alta a cui si possa aspirare e&#8230; non è molto diffusa, te ne accorgerai.&#8221;</p>
<p>Questo disse il Venerabile Maestro Valavan.</p>
<p style="text-align: right;">Dalle memorie del Venerabile Maestro Farukh</p>
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		<title>Post al vento</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 22:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Senza voler fare un&#8217;indagine sociologica completa vorrei più che altro lanciare uno spunto di riflessione. Seguo su Facebook circa un centinaio di amici, ma che postano più o meno  regolarmente sono molti meno e questo è in linea con quanto si dice sempre che nei social network la perentuale di chi interviene attivamente è molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/05/vento.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-238" style="margin: 5px;" title="vento" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/05/vento-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Senza voler fare un&#8217;indagine sociologica completa vorrei più che altro lanciare uno spunto di riflessione.</p>
<p>Seguo su Facebook circa un centinaio di amici, ma che postano più o meno  regolarmente sono molti meno e questo è in linea con quanto si dice sempre che nei social network la perentuale di chi interviene attivamente è molto bassa rispetto al totale degli utenti.</p>
<p>Spulciando un po&#8217; di profili di amici ho curiosato su chi scrive i commenti ai post e anche in questo caso chi scrive mantenendo un qualche livello di interattività e quindi un vero legame sociale è molto basso. Sono un po&#8217; di più le persone che clicca su &#8220;mi piace&#8221;, è più facile cliccare senza dover scrivere.<span id="more-229"></span></p>
<p>Di fatto le persone che commentano i post sono più o meno sempre le stesse, ognuno ha alcuni amici che commentano i suoi post e con cui alle volte si crea una discussione, ma molto difficilmente si estende.</p>
<p>E questo vale sia per chi ha pochi amici sia per chi ne ha molti, segno che la qualità dei rapporti è più importante della quantità.</p>
<p>Quanti realmente leggono i miei post? Se ho cinquecento o mille  amici saranno davvero molti di più a leggermi che se ne avessi solo cento meglio selezionati?</p>
<p>Quanto spesso le cose che scrivo sono buttate al vento perché di fatto non le legge nessuno o non le legge il vero destinatario?</p>
<p>Mi vengono in mente tre modalità di scrittura su Facebook:</p>
<ol>
<li> scrivere quello che mi passa per la testa per la mia voglia di esprimerlo e non importa molto se qualcuno lo leggerà o meno</li>
<li>scrivere pensando ad un target allargato, parlandoe di un argomento che so può interessare alcuni fra quelli che mi seguono</li>
<li>scrivere per una persona specifica, in questo caso il destinatario può essere palese o meno e il messaggio può essere esplicito o in &#8220;codice&#8221;</li>
</ol>
<p>Ovviamente se scrivo solo per la voglia di dire qualcosa e non mi importa poi molto se qualcuno mi legge non posso dire che ciò che scrivo è buttato al vento, perché fin dall&#8217;inizio non mi interessa particolarmente essere letto da qualcuno.</p>
<p>Se scrivo invece per un target più o meno definito se non colgo alcun feedback mi chiedo legittimamente se non sono stato nemmeno letto. Magari si, ma quello che io ritenevo uno spunto buono per una discussione non è stato ritenuto tale.</p>
<p>Il terzo caso è quello più strano, spesso leggendo gli status degli amici, sia in Facbook che sui programmi di messaging (skype, gtalk ecc.) si leggono messaggi incomprensibili, ma che chiaramente sono ritenui comprensibilissimi per un destinatario particolare. Se poi entrambi i corrispondenti sono amici si può cogliere anche un dialogo spesso in codice, altrimenti ci si accontenta di leggere una serie di frasi sibilline. Però non sempre i messaggi scritti come cambiamento di status vengono recepiti dal destinatario. Magari non li legge nemmeno oppure non comprende o non è certo di essere il destinatario o magari il messaggio troppo criptico non viene interpetato in maniera corretta.</p>
<p>Inoltre c&#8217;è sempre qualcun altro che si incuriosisce e chiede il significato di uno status bizzarro e si deve essere pronti con una spiegazione plausibilie.</p>
<p>Anche pubblicare link e specialmente canzoni può essere un modo per parlare con qualcuno in codice, perché le canzoni hanno una forte carica emotiva o magari anche un testo particolarmente significativo. Ma anche questo è un modo di comunicare che probabilmente non centra sempre il bersaglio.</p>
<p>Quindi la mia domanda rimane, quanta parte delle comunicazioni su Facebook si perde nel vento?</p>
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		<title>bellezza</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 19:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Valavan]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8221; Maestro, cos&#8217;è la bellezza?&#8221; chiesi al Venerabile Maestro Valavan. Seduti su di una roccia sospesa sopra un lago dall&#8217;acqua blu in cui si specchiavano alte montagne stavamo contemplando  silenziosamente il panorama. Normalmente mi sarei ben guardato dall&#8217;interrompere un Maestro preso nelle sue meditazioni, ma il maestro Valavan aveva abitudini e modi assai particolari e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/04/chandra-tal.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-212" style="margin: 5px;" title="chandra-tal" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/04/chandra-tal-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>&#8221; Maestro, cos&#8217;è la bellezza?&#8221; chiesi al Venerabile Maestro Valavan.<br />
Seduti su di una roccia sospesa sopra un lago dall&#8217;acqua blu in cui si specchiavano alte montagne stavamo contemplando  silenziosamente il panorama. Normalmente mi sarei ben guardato dall&#8217;interrompere un Maestro preso nelle sue meditazioni, ma il maestro Valavan aveva abitudini e modi assai particolari e sapea vo che non si sarebbe irritato per la mia domanda.<br />
Rimase silenzioso per un po&#8217; senza distogliere gli occhi dagli intensi colori del lago, poi si girò verso di me e con un sospiro iniziò a parlare.<span id="more-205"></span></p>
<p>&#8220;Questa volta mi fai una domanda davvero difficile mio giovane amico. &#8211; rispose &#8211; O meglio, la risposta in se è facile, ma non ri sarà facile accettarla. Non lo è per nessuno, mai.&#8221;</p>
<p>&#8220;Guarda questo panorama &#8211; continuò &#8211; solo un folle direbbe che non è bellissimo. Un lago con delle acque cristalline in cui si riflette un cielo di un blu così intenso da farti pensare che non sia semplicemente blu, ma che sia &#8216;il blu&#8217;, piccole nuvolette bianche che contrastando il colore del cielo lo rendono ancora più forte e poi montagne ricoperte di erba e fiori, rocce nude, chiazze di neve. Un silenzio che non è silenzio, ma è la musica del vento, è il lavorio di piccoli insetti, è il grido lontano di un falco, l&#8217;odore dell&#8217;aria fresca, pregno dei profumi dell&#8217;erba, porta in se il sentore di nevi lontane. Siamo immersi in questa meraviglia ed è così bello che fa male al cuore. Lacrime di commozione bagnano gli occhi di chi ha imparato a rinunciare al mondo, perfino i saggi più venerabili resterebbero impressionati da questo spettacolo, eppure&#8230;&#8221;</p>
<p>Il Maestro fece una lunga pausa, per un attimo pensai che non avrebbe detto altro, invece riprese: &#8220;&#8230;eppure ci sono persone che non proverebbero alcune emozione guardando queste stesse cose che guardiamo noi.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ho girato il mondo, sono stato in luoghi lontani e incontrato persone di ogni tipo. Ho appreso che popoli diversi e persone diverse considerano belle cose totalmente diverse. Ma anche senza andare lontano e senza cercare con troppa cura sono certo che perfino nel villaggio  che abbiamo incontrato più a valle sulla strada, un villaggio di poche anime, riusciremmo certamente a trovare qualcuno che non si volterebbe due volte a guardare quello che stiamo guardando noi&#8221;</p>
<p>&#8220;Per VEDERE la bellezza non bastano gli occhi, serve molto di più&#8221;</p>
<p>&#8220;E&#8217; un delicato equilibrio di componenti che ci permette di percepire la bellezza &#8211; continuò &#8211; in parte è una cosa che si impara, la cultura in cui sei stato immerso fin dalla nascita ti insegna a vedere la bellezza in certe cose e a non vederla in altre, è necessario che la nostra mente riconosca le cose che vede, una cosa che ti è totalmente estranea ed incomprensibile non potrai percepirla come bella. Non intendo capire il funzionamento di un meccanismo o la sua fattura, ma percepirne degli elementi comprensibili. Un mandala dai mille colori potrebbe risultare così incomprensibile a genti che non ne hanno mai visto uno da non rendersi nemmeno conto della sua complessità. Solo chi è in grado di percepire le linee, i colori, le forme e in qualche modo associarle a concetti a lui già noti potrà apprezzarne la bellezza, anche non sapendo cosa realmente sia un mandala e quale sia la sua funzione.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma la cultura è solo una parte di ciò che ti serve, ci vuole anche sensibilità. Le persone di uno stesso popolo, con lo stesso livello di educazione hanno molte cose in comune, ma prendine due a caso e vedrai che nemmeno loro percepiranno la bellezza allo stesso modo. Uno potrebbe restare estasiato da quello che stiamo vedendo ora e un altro non notarlo nemmeno.&#8221;</p>
<p>&#8220;Consideriamo bello ciò che si confà ai nostri parametri mentali, forgiati un po&#8217; dalla nostra stessa natura e un po&#8217; dalla nostra cultura&#8221;</p>
<p>Il Maestro rimase silenzioso a lungo, ma proprio quando stavo per interloquire nuovamente riprese il discorso:</p>
<p>&#8220;Ma scommetto mio giovane amico che la tua domanda non riguardava solamente la bellezza di questo lago, ho l&#8217;impressione che tu stia ancora pensando alle giovani figlie del ricco mercante che ci ha ospitati ieri sera.&#8221;   disse con un sorriso indecifrabile sulle labbra.</p>
<p>&#8220;Avete ragione Maestro. &#8211; risposi timidamente &#8211; Mentre le guardavo ieri sera mi chiedevo perché pur così simili fra loro una mi fosse parsa subito bella fin dal primo sguardo, mentre le altre due non mi attirassero per nulla. Ma dopo un po&#8217; quella che dapprima mi era parsa così bella sembrava quasi sfiorita accanto ad una delle due sorelle che inizialmente non mi aveva per nulla colpito&#8221;</p>
<p>&#8220;La bellezza delle persone è una faccenda ancora più complessa &#8211; riprese il Maestro &#8211; infatti non si tratta solamente dell&#8217;aspetto esteriore, ma c&#8217;è una componente più profonda. A volte nelle persone la bellezza è una qualità interiore, che viene spinta verso l&#8217;esterno dalla sua stessa energia interna e mentre fuoriesce contribuisce a forgiare il viso, la lucentezza degli occhi, la forma delle labbra o del naso.&#8221;</p>
<p>&#8220;La prima figlia, quella che ti ha colpito immediatamente, aveva i lineamenti che ti aspetteresti di vedere ritratti in un quadro. Il suo viso era semplicemente perfetto, forme regolari, proporzioni precise così ben combinate da non sembrare nemmeno reale, ma opera di un&#8217;artista. Le altre due non hanno colpito i tuoi occhi perché i loro lineamenti non si adattavano con la stessa precisione alle proporzioni perfette che noi ricerchiamo in un viso. Dico noi intendendo le persone del nostro popolo, popoli diversi avrebbero opinioni assai lontane dalle nostre. Vi sono popoli in cui la bellezza di una donna dipende dal suo peso, più è grassa e più è considerata bella.<br />
Ma pur così perfetta nei lineamenti quella ragazza non possedeva un carattere altrettanto interessante, sebbene intelligente e abile nelle arti. Potrà essere una moglie devota, perfetta per suscitare &#8216;ammirazione e invidia, ma le mancava qualcosa.<br />
La terza sorella, meno bella e interessante non sfigurerebbe affatto se non venisse oscurata dal contrasto con la perfezione dell&#8217;altra.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma la seconda&#8230; la seconda è tutt&#8217;altra storia, come tu stesso ti sei accorto&#8221;</p>
<p>&#8220;Chi rimane legato ai parametri appresi durante la sua vita e non è capace di aprire realmente i propri occhi e guardare senza pregiudizi, senza preconcetti. lasciando che ciò che vede entri in lui ed entrando lui stesso in ciò che guarda non potrà mai avere uno sguardo così affilato da penetrare i veli dell&#8217;illusione e percepire la vera bellezza&#8221;</p>
<p>&#8220;La seconda ragazza non sarebbe giudicata bella quanto la prima, forse nemmeno quanto la terza se si dovesse basarsi su regole precise di proporzioni e misure.<br />
Il naso un po&#8217; grande lievemente storto, la labbra  sottili, il mento appuntito, molti non la degnerebbero di uno sguardo. Ma tu stai imparando ad aprire gli occhi e sebbene all&#8217;inizio i veli di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_(induismo)" target="_blank">Maya</a> ti abbiano ingannato dopo un po&#8217; hai iniziato a vedere con maggior chiarezza.<br />
Perché quella ragazza ha un fuoco dentro di se che le riempie le vene di vita e di energia, lo vedi nei suoi occhi, lo vedi nelle sue movenze, nei suoi sorrisi. Il suo viso è forgiato dal suo carattere.<br />
Non è una persona ordinaria, ma davvero straordinaria. E questa energia interna le cambia il viso, non importa se i suoi lineamenti non sono perfetti, rappresentano una bellezza che la sorella non potrà mai raggiungere. La sorella è una ragazza da ammirare come un vaso finemente dipinto, ma lei, lei è pura energia da avere al proprio fianco, da cui farsi sommergere e poi portare in alto, così in alto da non vedere nemmeno più il mondo.</p>
<p>Lei è qualcosa di raro, così speciale che solo pochi se ne accorgeranno. E questa è la tristezza del suo destino. Saranno pochi gli uomini in grado di vedere la sua bellezza, di sentire la sua energia, di provare la meraviglia della sua compagnia.</p>
<p>Son certo che non potrai mai scordare il suo viso, mentre quello perfetto della sorella si confonderà presto in mille altri visi perfetti ed anonimi che ti capiterà di incontrare.&#8221;</p>
<p>Questo disse il Venerabile Maestro Valavan.<br />
E come sempre egli sapeva.  Mai nel corso dei lunghi anni della mia vita potei scordare il volto di quella fanciulla, mentre ho scordato presto sua sorella dai lineamenti perfetti. E ancora oggi che vecchio scrivo queste memorie il suo viso mi appare limpido e chiaro come se la stessi vedendo ora.</p>
<p style="text-align: right;">Dalle memorie del Venerabile Maestro Farukh</p>
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		<title>Lost &#8211; Part II: The Dance In The Frost</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 08:48:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I wore my moods like so many different sets of clothes but the right one was never around; and as you left I heard my body ring and my mind began to howl It was far to late to contemplate the meaning of it all: You know that I need you, but somehow I don&#8217;t [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="testo" style="float: left;">I wore my moods like so many different sets of clothes<br />
but the right one was never around;<br />
and as you left I heard my body ring<br />
and my mind began to howl<br />
It was far to late to contemplate the meaning of it all:<br />
You know that I need you, but somehow I don&#8217;t think<br />
you see my love at all</p>
<p>At some point I lost you, I don&#8217;t know quite how it was;<br />
The wonderland lay in a coat of white, chilling frost<br />
I looked around and I found I was truly lost:<br />
without your hand in mine I am dead &#8230;..<br />
Reality is unreal and games I&#8217;ve tried just aren&#8217;t the same:<br />
without your smile there&#8217;s nowhere to hide<br />
and deep inside<br />
I know I&#8217;ve never cried as I&#8217;m about to &#8230;</p>
<p>If I could just frame the words that would make your fire burn<br />
all this water now around me could be the love that<br />
should surround me.</p>
<p>Looking out through the tears that bind me<br />
my heart bleeds that you may find me .. or at least that I can<br />
forget and be numb, but I can&#8217;t stop, the words still come:<br />
I LOVE YOU</p>
</div>
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