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	<title>evoluzione &#187; riflessioni</title>
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	<description>&#160; …mani libere per una libera corsa… …braccia libere per volare… ...mente libera per... tutto &#160;</description>
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		<title>Lo stagno</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 08:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Valavan]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Venerabile Maestro Valavan camminava assorto nei suoi pensieri. Per oltre un mese mi ero recato in pellegrinaggio da solo ed ora finalmente ero tornato dal Maestro. Camminavo al suo fianco, ma i miei pensieri erano certamente più cupi dei suoi. Dopo un po&#8217; mi guardò e accortosi del mio turbamento mi sorrise dicendomi: &#8220;Raccontami [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/06/stagno.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-253" style="margin: 5px;" title="stagno" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/06/stagno-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Venerabile Maestro Valavan camminava assorto nei suoi pensieri. Per oltre un mese mi ero recato in pellegrinaggio da solo ed ora finalmente ero tornato dal Maestro. Camminavo al suo fianco, ma i miei pensieri erano certamente più cupi dei suoi. Dopo un po&#8217; mi guardò e accortosi del mio turbamento mi sorrise dicendomi: &#8220;Raccontami cosa ti turba&#8221;. Continuai a camminare in silenzio ancora per un po&#8217; raccogliendo i piensieri, poi finalmente trovai le parole.</p>
<p>&#8220;Maestro mi avete già detto più volte come l&#8217;unico modo per avvicinarsi all&#8217;illuminazione sia liberarsi dal desiderio. Molti maestri dicono la stessa cosa, anzi tutti i maestri da me incontrati fino ad ora hanno detto le vostre parole, anche se il loro modo di liberarsi dal desiderio mi sempre apparso molto diverso dal vostro. Essi &#8211; continuai &#8211; sostenevano la necessità di liberarsi dai bisogni materiali e per questo vivono una vita frugale, austera, rigorosa, mentre voi non disdegnate affatto i piaceri.&#8221;<span id="more-246"></span></p>
<p>&#8220;Ricordo come mi avete spiegato che la vera liberazione dal desiderio non è nella ricerca delle privazioni e della frugalità, quanto nell&#8217;accettazione di ciò che la vita ci propone, senza cercare, ma senza nemmeno rifiutare&#8221;</p>
<p>&#8220;Esatto &#8211; rispose il Venerabile Maestro &#8211; hai capito perfettamente. Il rifiuto delle cose buone e piacevoli che ci riserva la vita è segno di una schiavitù altrettanto quanto la loro ricerca ossessiva. La cosa migliore è fare ciò che il nostro spirito sceglie di fare di volta in volta, senza porsi regole ferree, obiettivi fatti di rinunce e privazioni. La rinuncia forzata a qualcosa non fa altro che fissarci in mente la cosa a cui vogliamo rinunciare. Solo l&#8217;accettazione della sua mancanza può liberarci dal desiderio. Chi digiuna finisce per pensare al cibo. Se il cibo non c&#8217;è allora si digiuna, se il cibo c&#8217;è si mangia e se è un buon cibo ne trarrà giovamento il corpo, ma anche lo spirito. E questo vale per tutti i piaceri, anzi per tutte le cose.&#8221;</p>
<p>&#8220;Maestro ho compreso il vostro discorso sull&#8217;accettazione al posto della rinuncia forzata, è un modo particolare di vedere le cose, ma lo capisco e stando assieme a voi riesco ad applicarlo &#8211; interloquii &#8211; ma vi sono dei casi in cui trovo molto difficile mantenere questa calma. In questo tempo in cui sono stato lontano dalla vostra guida ho incontrato persone molto diverse da voi, ho rivisto amici che non vedevo da tempo e mi sono sembrati molto cambiati.&#8221;</p>
<p>&#8220;Forse sei tu ad essere cambiato&#8221; rispose il Maestro.</p>
<p>&#8220;Avete ragione, forse sono cambiato io, forse sono cambiati loro, probabilmente entrambi siamo diversi da come eravamo, ma non è questo il problema.<br />
Ciò che mi turba è che da loro e da altre persone che ho incontrato mi aspettavo&#8230; qualcosa, non so nemmeno io cosa, ma mi aspettavo un comportamento diverso, speravo in qualcosa che non c&#8217;è stato, o qualcosa che non esiste più. Davvero non saprei descrivere cosa mi abbia deluso, ma sicuramente sono rimasto molto deluso.<br />
E questo mi ha turbato &#8211; continuai &#8211; credevo grazie a Voi di aver raggiunto un buon punto nel cammino verso l&#8217;illuminazione, invece mi sono ritrovato preda di passioni, malumori, tristezze. Non capisco come avrei dovuto pormi, cosa avrei dovuto fare&#8221;</p>
<p>Il Venerabile Maestro Valavan camminò ancora un po&#8217; con lo sguardo rivolto verso la strada, poi prese un sentiero che deviava dal percorso e mi fece cenno di seguirlo.</p>
<p>Dopo un breve cammino giungemmo sulla riva di uno stagno dove il Maestro si accoccolò sui talloni raccogliendo alcuni sassolini.</p>
<p>&#8220;Staccarsi dalle cose materiali è facile, ma è solo il primo livello. Chiunque può riuscirci, o quasi. Staccarsi dalle persone, non riporre speranze, non avere aspettative, non desiderare è molto più difficile. O molto più facile se sei una persona fredda ed egoista. Ma non è certamente il tuo caso.&#8221;</p>
<p>Il Maestro rimase un momento in silenzio a riflettere poi riprese:</p>
<p>&#8220;Le persone agisco in base a motivazioni diverse. A volte cercano di essere razionali, a volte lasciano che i sentimenti guidino le loro scelte. Spesso sono mossi da qualche forma di egoismo. Alla fine tutti noi siamo mossi da egoismo, anche tu, anch&#8217;io. La ricerca dell&#8217;illuminazione è un percorso personale, che si fa per se stessi e quindi a suo modo egoistico. Perfino chi agisce per il bene altrui lo fa per un tipo di egoismo particolare, ciò che lo fa star bene è preoccuparsi per gli altri.<br />
Le persone in cui tu riponevi speranze e fiducia hanno fatto delle scelte motivate forse da qualcosa che tu non capisci, ma certamente sono convinte di aver fatto la cosa giusta.<br />
Il problema è che tu ti aspettavi da loro un comportamento diverso da quello che hanno tenuto. Ma non puoi pretendere che le persone agiscano come tu vorresti, puoi sperarlo, ma se poi non accade ne resterai deluso. Meglio quindi capire che ogni persona deve agire in libertà, secondo gli impulsi che la muovono e che sperare che segua un comportamento che in qualche modo rispetti i tuoi desideri è solo fonte di delusione.&#8221;</p>
<p>&#8220;Maestro, alcune persone hanno tradito la mia fiducia, rompendo promesse fatte, giurando vere cose che si sono rivelate false a distanza di pochi giorni e continuando a giurare che erano vere nel momento in cui le hanno dette.&#8221;  - lo interruppi io.</p>
<p>&#8220;Probabilmente lo erano e quando le hanno dette ne erano convinte, &#8211; riprese con calma il Maestro. &#8211; non pensare che ti abbiano per forza mentito, probabilmente le cose sono cambiate nella loro mente. Come tutti hanno agito al meglio possibile per loro, dicendo e facendo ciò che credevano giusto. Non c&#8217;è modo di sapere come si comporterà una persona, devi solo imparare anche in questo caso a essere distaccato, a non desiderare nulla, a non illuderti.&#8221;</p>
<p>&#8220;Devi essere come questo stagno, le cui acque sono calme, tranquille. Se la tua mente sarà altrettanto calma potrai accettare ciò che accade con serenità, non ti aspetterai nulla e qualunque cosa accadrà non potrà turbarti. Ma non è facile. Quando accade qualcosa- disse il Maestro gettando un sasso nello stagno &#8211; le acque si agitano, i cerchi concentrici percorrono la sua superficie e ci vuole un po&#8217; di tempo prima che tornino calme. Se tu lasci che gli accadimenti siano come il sasso sentirai turbamento e ci vorrà del tempo prima che il tuo animo ritrovi la calma. Tu dovrai invece contrapporre una forza che si opponga a quella del sasso, per mantenere il tuo spirito calmo come la acque tranquille dovrai essere sempre attivo, sforzarti continuamente per far si che i sassi non provochino onde.<br />
Non è facile, richiede impegno costante, fatica, prontezza di riflessi, dovrai sorvegliare il tuo spirito perché non si lasci catturare da alcun desiderio, alcuna aspettativa. E se per caso accadrà dovrai essere ancora più pronto a reagire se per qualche motivo dovessi restare deluso, dovrai fortificare immediatamente il tuo spirito, ritrovare la calma, rientrare nello spirito dello stagno.&#8221;</p>
<p>&#8220;Maestro, lo stagno è quindi indifferenza nei confronti delle persone?&#8221; &#8211; chiesi sorpreso.</p>
<p>&#8220;Niente affatto&#8221; &#8211; rispose il Venerabile Maestro &#8211; &#8220;in realtà è una forma di amore nei confronti delle persone, un rispetto della loro libertà.<br />
Lo stagno significa accettare che le persone siano libere, accettarle per come sono senza pretendere nulla. Ogni persona dà ciò che può e ciò che vuole. Saggezza è prendere ciò che ti vogliono dare senza volere di più.<br />
Desiderare che agiscano secondo i tuoi voleri e le tue speranze ti porterà solo a comportarti in modo sbagliato nei confronti delle persone e sarà fonte di delusioni.&#8221;</p>
<p>&#8220;Accetta le persone per come sono e lascia loro la libertà. Non aspettarti nulla, nemmeno che loro sappiano rispettare la tua libertà perché è la forma di amore più alta a cui si possa aspirare e&#8230; non è molto diffusa, te ne accorgerai.&#8221;</p>
<p>Questo disse il Venerabile Maestro Valavan.</p>
<p style="text-align: right;">Dalle memorie del Venerabile Maestro Farukh</p>
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		<title>Post al vento</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/229</link>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 22:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Senza voler fare un&#8217;indagine sociologica completa vorrei più che altro lanciare uno spunto di riflessione. Seguo su Facebook circa un centinaio di amici, ma che postano più o meno  regolarmente sono molti meno e questo è in linea con quanto si dice sempre che nei social network la perentuale di chi interviene attivamente è molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/05/vento.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-238" style="margin: 5px;" title="vento" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/05/vento-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Senza voler fare un&#8217;indagine sociologica completa vorrei più che altro lanciare uno spunto di riflessione.</p>
<p>Seguo su Facebook circa un centinaio di amici, ma che postano più o meno  regolarmente sono molti meno e questo è in linea con quanto si dice sempre che nei social network la perentuale di chi interviene attivamente è molto bassa rispetto al totale degli utenti.</p>
<p>Spulciando un po&#8217; di profili di amici ho curiosato su chi scrive i commenti ai post e anche in questo caso chi scrive mantenendo un qualche livello di interattività e quindi un vero legame sociale è molto basso. Sono un po&#8217; di più le persone che clicca su &#8220;mi piace&#8221;, è più facile cliccare senza dover scrivere.<span id="more-229"></span></p>
<p>Di fatto le persone che commentano i post sono più o meno sempre le stesse, ognuno ha alcuni amici che commentano i suoi post e con cui alle volte si crea una discussione, ma molto difficilmente si estende.</p>
<p>E questo vale sia per chi ha pochi amici sia per chi ne ha molti, segno che la qualità dei rapporti è più importante della quantità.</p>
<p>Quanti realmente leggono i miei post? Se ho cinquecento o mille  amici saranno davvero molti di più a leggermi che se ne avessi solo cento meglio selezionati?</p>
<p>Quanto spesso le cose che scrivo sono buttate al vento perché di fatto non le legge nessuno o non le legge il vero destinatario?</p>
<p>Mi vengono in mente tre modalità di scrittura su Facebook:</p>
<ol>
<li> scrivere quello che mi passa per la testa per la mia voglia di esprimerlo e non importa molto se qualcuno lo leggerà o meno</li>
<li>scrivere pensando ad un target allargato, parlandoe di un argomento che so può interessare alcuni fra quelli che mi seguono</li>
<li>scrivere per una persona specifica, in questo caso il destinatario può essere palese o meno e il messaggio può essere esplicito o in &#8220;codice&#8221;</li>
</ol>
<p>Ovviamente se scrivo solo per la voglia di dire qualcosa e non mi importa poi molto se qualcuno mi legge non posso dire che ciò che scrivo è buttato al vento, perché fin dall&#8217;inizio non mi interessa particolarmente essere letto da qualcuno.</p>
<p>Se scrivo invece per un target più o meno definito se non colgo alcun feedback mi chiedo legittimamente se non sono stato nemmeno letto. Magari si, ma quello che io ritenevo uno spunto buono per una discussione non è stato ritenuto tale.</p>
<p>Il terzo caso è quello più strano, spesso leggendo gli status degli amici, sia in Facbook che sui programmi di messaging (skype, gtalk ecc.) si leggono messaggi incomprensibili, ma che chiaramente sono ritenui comprensibilissimi per un destinatario particolare. Se poi entrambi i corrispondenti sono amici si può cogliere anche un dialogo spesso in codice, altrimenti ci si accontenta di leggere una serie di frasi sibilline. Però non sempre i messaggi scritti come cambiamento di status vengono recepiti dal destinatario. Magari non li legge nemmeno oppure non comprende o non è certo di essere il destinatario o magari il messaggio troppo criptico non viene interpetato in maniera corretta.</p>
<p>Inoltre c&#8217;è sempre qualcun altro che si incuriosisce e chiede il significato di uno status bizzarro e si deve essere pronti con una spiegazione plausibilie.</p>
<p>Anche pubblicare link e specialmente canzoni può essere un modo per parlare con qualcuno in codice, perché le canzoni hanno una forte carica emotiva o magari anche un testo particolarmente significativo. Ma anche questo è un modo di comunicare che probabilmente non centra sempre il bersaglio.</p>
<p>Quindi la mia domanda rimane, quanta parte delle comunicazioni su Facebook si perde nel vento?</p>
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		<title>bellezza</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/205</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 19:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Valavan]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8221; Maestro, cos&#8217;è la bellezza?&#8221; chiesi al Venerabile Maestro Valavan. Seduti su di una roccia sospesa sopra un lago dall&#8217;acqua blu in cui si specchiavano alte montagne stavamo contemplando  silenziosamente il panorama. Normalmente mi sarei ben guardato dall&#8217;interrompere un Maestro preso nelle sue meditazioni, ma il maestro Valavan aveva abitudini e modi assai particolari e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/04/chandra-tal.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-212" style="margin: 5px;" title="chandra-tal" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/04/chandra-tal-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>&#8221; Maestro, cos&#8217;è la bellezza?&#8221; chiesi al Venerabile Maestro Valavan.<br />
Seduti su di una roccia sospesa sopra un lago dall&#8217;acqua blu in cui si specchiavano alte montagne stavamo contemplando  silenziosamente il panorama. Normalmente mi sarei ben guardato dall&#8217;interrompere un Maestro preso nelle sue meditazioni, ma il maestro Valavan aveva abitudini e modi assai particolari e sapea vo che non si sarebbe irritato per la mia domanda.<br />
Rimase silenzioso per un po&#8217; senza distogliere gli occhi dagli intensi colori del lago, poi si girò verso di me e con un sospiro iniziò a parlare.<span id="more-205"></span></p>
<p>&#8220;Questa volta mi fai una domanda davvero difficile mio giovane amico. &#8211; rispose &#8211; O meglio, la risposta in se è facile, ma non ri sarà facile accettarla. Non lo è per nessuno, mai.&#8221;</p>
<p>&#8220;Guarda questo panorama &#8211; continuò &#8211; solo un folle direbbe che non è bellissimo. Un lago con delle acque cristalline in cui si riflette un cielo di un blu così intenso da farti pensare che non sia semplicemente blu, ma che sia &#8216;il blu&#8217;, piccole nuvolette bianche che contrastando il colore del cielo lo rendono ancora più forte e poi montagne ricoperte di erba e fiori, rocce nude, chiazze di neve. Un silenzio che non è silenzio, ma è la musica del vento, è il lavorio di piccoli insetti, è il grido lontano di un falco, l&#8217;odore dell&#8217;aria fresca, pregno dei profumi dell&#8217;erba, porta in se il sentore di nevi lontane. Siamo immersi in questa meraviglia ed è così bello che fa male al cuore. Lacrime di commozione bagnano gli occhi di chi ha imparato a rinunciare al mondo, perfino i saggi più venerabili resterebbero impressionati da questo spettacolo, eppure&#8230;&#8221;</p>
<p>Il Maestro fece una lunga pausa, per un attimo pensai che non avrebbe detto altro, invece riprese: &#8220;&#8230;eppure ci sono persone che non proverebbero alcune emozione guardando queste stesse cose che guardiamo noi.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ho girato il mondo, sono stato in luoghi lontani e incontrato persone di ogni tipo. Ho appreso che popoli diversi e persone diverse considerano belle cose totalmente diverse. Ma anche senza andare lontano e senza cercare con troppa cura sono certo che perfino nel villaggio  che abbiamo incontrato più a valle sulla strada, un villaggio di poche anime, riusciremmo certamente a trovare qualcuno che non si volterebbe due volte a guardare quello che stiamo guardando noi&#8221;</p>
<p>&#8220;Per VEDERE la bellezza non bastano gli occhi, serve molto di più&#8221;</p>
<p>&#8220;E&#8217; un delicato equilibrio di componenti che ci permette di percepire la bellezza &#8211; continuò &#8211; in parte è una cosa che si impara, la cultura in cui sei stato immerso fin dalla nascita ti insegna a vedere la bellezza in certe cose e a non vederla in altre, è necessario che la nostra mente riconosca le cose che vede, una cosa che ti è totalmente estranea ed incomprensibile non potrai percepirla come bella. Non intendo capire il funzionamento di un meccanismo o la sua fattura, ma percepirne degli elementi comprensibili. Un mandala dai mille colori potrebbe risultare così incomprensibile a genti che non ne hanno mai visto uno da non rendersi nemmeno conto della sua complessità. Solo chi è in grado di percepire le linee, i colori, le forme e in qualche modo associarle a concetti a lui già noti potrà apprezzarne la bellezza, anche non sapendo cosa realmente sia un mandala e quale sia la sua funzione.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma la cultura è solo una parte di ciò che ti serve, ci vuole anche sensibilità. Le persone di uno stesso popolo, con lo stesso livello di educazione hanno molte cose in comune, ma prendine due a caso e vedrai che nemmeno loro percepiranno la bellezza allo stesso modo. Uno potrebbe restare estasiato da quello che stiamo vedendo ora e un altro non notarlo nemmeno.&#8221;</p>
<p>&#8220;Consideriamo bello ciò che si confà ai nostri parametri mentali, forgiati un po&#8217; dalla nostra stessa natura e un po&#8217; dalla nostra cultura&#8221;</p>
<p>Il Maestro rimase silenzioso a lungo, ma proprio quando stavo per interloquire nuovamente riprese il discorso:</p>
<p>&#8220;Ma scommetto mio giovane amico che la tua domanda non riguardava solamente la bellezza di questo lago, ho l&#8217;impressione che tu stia ancora pensando alle giovani figlie del ricco mercante che ci ha ospitati ieri sera.&#8221;   disse con un sorriso indecifrabile sulle labbra.</p>
<p>&#8220;Avete ragione Maestro. &#8211; risposi timidamente &#8211; Mentre le guardavo ieri sera mi chiedevo perché pur così simili fra loro una mi fosse parsa subito bella fin dal primo sguardo, mentre le altre due non mi attirassero per nulla. Ma dopo un po&#8217; quella che dapprima mi era parsa così bella sembrava quasi sfiorita accanto ad una delle due sorelle che inizialmente non mi aveva per nulla colpito&#8221;</p>
<p>&#8220;La bellezza delle persone è una faccenda ancora più complessa &#8211; riprese il Maestro &#8211; infatti non si tratta solamente dell&#8217;aspetto esteriore, ma c&#8217;è una componente più profonda. A volte nelle persone la bellezza è una qualità interiore, che viene spinta verso l&#8217;esterno dalla sua stessa energia interna e mentre fuoriesce contribuisce a forgiare il viso, la lucentezza degli occhi, la forma delle labbra o del naso.&#8221;</p>
<p>&#8220;La prima figlia, quella che ti ha colpito immediatamente, aveva i lineamenti che ti aspetteresti di vedere ritratti in un quadro. Il suo viso era semplicemente perfetto, forme regolari, proporzioni precise così ben combinate da non sembrare nemmeno reale, ma opera di un&#8217;artista. Le altre due non hanno colpito i tuoi occhi perché i loro lineamenti non si adattavano con la stessa precisione alle proporzioni perfette che noi ricerchiamo in un viso. Dico noi intendendo le persone del nostro popolo, popoli diversi avrebbero opinioni assai lontane dalle nostre. Vi sono popoli in cui la bellezza di una donna dipende dal suo peso, più è grassa e più è considerata bella.<br />
Ma pur così perfetta nei lineamenti quella ragazza non possedeva un carattere altrettanto interessante, sebbene intelligente e abile nelle arti. Potrà essere una moglie devota, perfetta per suscitare &#8216;ammirazione e invidia, ma le mancava qualcosa.<br />
La terza sorella, meno bella e interessante non sfigurerebbe affatto se non venisse oscurata dal contrasto con la perfezione dell&#8217;altra.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma la seconda&#8230; la seconda è tutt&#8217;altra storia, come tu stesso ti sei accorto&#8221;</p>
<p>&#8220;Chi rimane legato ai parametri appresi durante la sua vita e non è capace di aprire realmente i propri occhi e guardare senza pregiudizi, senza preconcetti. lasciando che ciò che vede entri in lui ed entrando lui stesso in ciò che guarda non potrà mai avere uno sguardo così affilato da penetrare i veli dell&#8217;illusione e percepire la vera bellezza&#8221;</p>
<p>&#8220;La seconda ragazza non sarebbe giudicata bella quanto la prima, forse nemmeno quanto la terza se si dovesse basarsi su regole precise di proporzioni e misure.<br />
Il naso un po&#8217; grande lievemente storto, la labbra  sottili, il mento appuntito, molti non la degnerebbero di uno sguardo. Ma tu stai imparando ad aprire gli occhi e sebbene all&#8217;inizio i veli di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_(induismo)" target="_blank">Maya</a> ti abbiano ingannato dopo un po&#8217; hai iniziato a vedere con maggior chiarezza.<br />
Perché quella ragazza ha un fuoco dentro di se che le riempie le vene di vita e di energia, lo vedi nei suoi occhi, lo vedi nelle sue movenze, nei suoi sorrisi. Il suo viso è forgiato dal suo carattere.<br />
Non è una persona ordinaria, ma davvero straordinaria. E questa energia interna le cambia il viso, non importa se i suoi lineamenti non sono perfetti, rappresentano una bellezza che la sorella non potrà mai raggiungere. La sorella è una ragazza da ammirare come un vaso finemente dipinto, ma lei, lei è pura energia da avere al proprio fianco, da cui farsi sommergere e poi portare in alto, così in alto da non vedere nemmeno più il mondo.</p>
<p>Lei è qualcosa di raro, così speciale che solo pochi se ne accorgeranno. E questa è la tristezza del suo destino. Saranno pochi gli uomini in grado di vedere la sua bellezza, di sentire la sua energia, di provare la meraviglia della sua compagnia.</p>
<p>Son certo che non potrai mai scordare il suo viso, mentre quello perfetto della sorella si confonderà presto in mille altri visi perfetti ed anonimi che ti capiterà di incontrare.&#8221;</p>
<p>Questo disse il Venerabile Maestro Valavan.<br />
E come sempre egli sapeva.  Mai nel corso dei lunghi anni della mia vita potei scordare il volto di quella fanciulla, mentre ho scordato presto sua sorella dai lineamenti perfetti. E ancora oggi che vecchio scrivo queste memorie il suo viso mi appare limpido e chiaro come se la stessi vedendo ora.</p>
<p style="text-align: right;">Dalle memorie del Venerabile Maestro Farukh</p>
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		<title>La pomata supersex</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/167</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 17:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronache del possibile]]></category>
		<category><![CDATA[perditempo]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La pomata supersex ora fa tremare migliaia di trentini TRENTO. Cinquemila confezioni sequestrate, quasi trenta farmacie controllate in regione dai carabinieri del Nas..&#8221; (Il Trentino &#8211; 13 &#8211; Novembre -2009) Ebbene si, lo ammetto, ho voluto provare anch&#8217;io la pomata supersex. Acquistata di nascosto in una piccola erboristeria di una valle sperduta del Trentino, mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>&#8220;La pomata <strong>supersex</strong> ora fa tremare migliaia di trentini</span></p>
<p>TRENTO. Cinquemila confezioni sequestrate, quasi trenta farmacie controllate in regione dai carabinieri del Nas..&#8221; (Il Trentino &#8211; 13 &#8211; Novembre -2009)</p>
<p>Ebbene si, lo ammetto, ho voluto provare anch&#8217;io la pomata supersex. Acquistata di nascosto in una piccola erboristeria di una valle sperduta del Trentino, mi nascondo in un luogo tranquillo e con trepidazione e aspettativa apro la confezione.</p>
<p>Per prima cosa leggo il bugiardino (si chiamano così i fogli di istruzione dei medicinali) e mai nome fu più azzeccato, riportava le promesse di centinaia di donne ai miei piedi (fin qui niente di nuovo, a che mi serve la pomata?), ma poi continuando la lettura trovo conferma di ciò che speravo, le centinaia di donne saranno si ai miei piedi, ma sfinite dalla passione e da estenuanti rapporti sessuali che grazie al miracoloso prodotto sarei stato in grado di garantire.</p>
<p>Le istruzioni parlano chiaro &#8220;spalmare la pomata e frizionare energicamente&#8221;.</p>
<p>Mi accingo all&#8217;opera con impegno e una competenza maturata in anni ed anni di frizioni (&#8230;ehmm). L&#8217;effetto rinvigorente è immediato, mi sento quasi pronto per affrontare le centinaia di donne che mi spettano, ma vuoi a causa di un eccesso di zelo, vuoi per troppa energia nel frizionare, vuoi per abitudine di lunga data&#8230; giungo al punto di non ritorno nella solita triste solitudine <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il mio giudizio complessivo sulla pomata è purtroppo decisamente negativo.</p>
<p>P.S. Leggendo realmente l&#8217;articolo del giornale scopro che la pomata non è affatto una pomata, ma un &#8220;integratore alimentare&#8221;, suppongo quindi che sia da mangiare e non da frizionare, peccato, diciamo che il mio post da cronaca della realtà diventa piuttosto una &#8220;cronaca del possibile&#8221;.</p>
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		<title>Il rombo delle valanghe</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 11:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Valavan]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Osservavo pensieroso il Venerabile Maesrto Valavan che con passo tranquillo saliva sul tortuoso sentiero che conduceva ad un antico tempio. Come al solito il Maestro contraddiceva tutte le mie idee di come si sarebbe dovuto comportare un maestro, canticchiava, fischiettava, chiacchierava incessantemente. Avevamo attraversato alcune cittadine piuttosto grandi, incontrato studiosi, monaci e commercianti e poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2009/11/valanga.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-164" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="valanga" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2009/11/valanga-150x150.jpg" alt="valanga" width="150" height="150" /></a>Osservavo pensieroso il Venerabile Maesrto Valavan che con passo tranquillo saliva sul tortuoso sentiero che conduceva ad un antico tempio. Come al solito il Maestro contraddiceva tutte le mie idee di come si sarebbe dovuto comportare un maestro, canticchiava, fischiettava, chiacchierava incessantemente. Avevamo attraversato alcune cittadine piuttosto grandi, incontrato studiosi, monaci e commercianti e poi piccoli villaggi di poveri contadini e pastori di yak.</p>
<p>&#8220;Maestro &#8211; esordii &#8211; abbiamo incontrato molte persone, abbiamo condiviso le loro case, il loro cibo, i loro pensieri, alcuni di loro erano felici, altri, la maggior parte, infelici. Ma c&#8217;è una cosa che non comprendo affatto, quelli più intelligenti e di maggior cultura erano i più infelici, mentre le persone ignoranti o addirittura sciocche sembravano felici. Credevo che una maggior conoscenza del mondo ed una maggiore intelligenza potessero rendere più felici, non è forse così?&#8221;</p>
<p>&#8220;<strong>Un uomo debole di udito sente forse la valanga che gli crolla alle spalle?</strong>&#8221; rispose il Venerabile Maestro Valavan.</p>
<p><span id="more-140"></span>&#8220;Non capisco Maestro&#8221; dissi io, ormai consapevole che il Venerabile Maestro Valavan non si sarebbe irritato per le mie domande.</p>
<p>&#8220;Pensa ad un uomo sordo &#8211; riprese lui &#8211; le valanghe precipitano alle sue spalle, ma lui resta impassibile, tranquillo. Il cigolio di una ruota mal ingrassata non lo turba affatto, è serafico, rilassato, sembra felice e forse lo è, perché non si accorge dei pericoli del mondo ne delle cose che irriterebbero chiunque altro. Ma prendi lo stesso uomo, non sente nemmeno il canto di un usignolo, la risata di un bimbo, una donna che canta per lui o mormora parole dolci al suo orecchio. Anche in questi casi rimane impassibile, vive tranquillo, ma entro un orizzonte limitato.</p>
<p>Prendi ora una persona con un buon udito, egli sobbalza al rombo delle valanghe, si dimostra infastidito del cigolio di una ruota mal ingrassata, non resta impassibile, ma allo stesso tempo egli può godere del canto di quello stesso usignolo, sorride ascoltando le risate dei bimbi, il cuore gli sobbalza nel petto nel sentire una donna che canta per lui.</p>
<p>Allo stesso modo una persona intelligente vive in un mondo più vasto e complesso di chi si accontenta del proprio piccolo buco. Molte sono le cose che possono spaventarlo, infastidirlo, renderlo ansioso e spaventato, ma allo stesso tempo molte sono le cose di cui egli può gioire in modo più profondo ed intenso.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ed allora Maestro perché essi non riescono a goderne? Sembrano tutti spaventati e incattiviti&#8221; chiesi ancora.</p>
<p>&#8220;Spesso sono troppo spaventati dalla complessità del mondo, angosciati da tutto ciò che può accadere, ma la cosa peggiore è un&#8217;ansia infinita che li spinge a ricercare disperatamente la felicità come fosse un premio, una meta da raggiungere il più rapidamente possibile per poi potersi riposare, godendone finalmente appieno. Questa ricerca disperata gli chiude occhi ed orecchie e si ritrovano peggio di chi non sente e non vede, infatti i loro sensi e le loro menti sono sempre pronti a cogliere ogni aspetto negativo, ma non riescono a vedere la bellezza.</p>
<p>Sempre tesi a desiderare qualcosa di diverso da ciò che hanno non si accorgono nemmeno di ciò che possiedono, non colgono la bellezza che li circonda, non si rendono conto delle fortune a cui passano accanto. Come uomini che, resi folli dalla ricerca dell&#8217;oro, gettano via diamanti e rubini che gli capitano nelle mani, incapaci di vederne lo splendore ed il valore.</p>
<p>Il saggio invece mantiene sempre ben desti i propri sensi e non si lascia sfuggire nessun aspetto del mondo, è conscio dei pericoli e del male, ma è anche pronto ed attento a coglierne il bene.</p>
<p>Egli non cerca nulla, eppure trova.</p>
<p>Egli è molto simile all&#8217;illuminato, che non desidera, ma vive pienamente ciò che è.</p>
<p>Molti di coloro che hai visto erano così presi dalla ricerca della felicità da non capire che era li accanto a loro. Ricordi il mercante che innamorato di un ritratto cercava in ogni dove una dona che assomigliasse il più possibile al disegno? Non si soffermava nemmeno a parlare con alcuna donna che non fosse come quella della sua fantasia, eppure molte di loro erano belle, intelligenti e di piacevole eloquio. O ricordi piuttosto il nobile collezionista di armi alla ricerca della spada perfetta? Egli non ha nemmeno visto la lama portata al fianco da un guerriero che abbiamo incontrato lungo il cammino. Non ha saputo vederne la perfezione, perché ciò che lui immagina perfetto non corrispondeva a quella forma. Eppure quella spada era altrettanto perfetta di altre. L&#8217;intelligenza non rende infelici, al contrario permette di godere di felicità più complete e profonde, ma molta gente lascia che l&#8217;intelligenza sia offuscata dal desiderio, dalla brama, dalla paura.&#8221;</p>
<p>Questo disse il Venerabile Maestro Valavan.</p>
<p>Dalle memorie del Venerabile Maestro Farukh</p>
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		<title>ore di religioni</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 19:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[così va il mondo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuova idea geniale, ora di religione islamica a scuola. Per essere un&#8217;idea della destra sembra straordinariamente di sinistra, infatti la sinistra plaude, la destra urla e strepita. Sinceramente a me sembra un&#8217;idea orribile,  è proprio necessario imbottire la testa degli studenti di fandonie? Si è faticato perché l&#8217;ora di religione fosse facoltativa e invece di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuova idea geniale, ora di religione islamica a scuola.</p>
<p>Per essere un&#8217;idea della destra sembra straordinariamente di sinistra, infatti la sinistra plaude, la destra urla e strepita.</p>
<p>Sinceramente a me sembra un&#8217;idea orribile,  è proprio necessario imbottire la testa degli studenti di fandonie? Si è faticato perché l&#8217;ora di religione fosse facoltativa e invece di eliminarla del tutto vogliono aggiungere quella di religione islamica. Certo facoltativa e alternativa a quella di religione cattolica, ma in pratica appena uno riesce a scrollarsi di dosso una religione gliene vogliono appioppare un&#8217;altra.</p>
<p>Già la scuola non è che faccia del suo meglio per insegnare il pensiero critico, l&#8217;insgenamento delle religioni poi è l&#8217;opposto del pensiero critico, andiamo avanti così. Se proprio la religione dev&#8217;esserci perchè non la prendiamo un po&#8217; contropiede? La religione cattolica facciamola insegnare ad un ebreo fanatico, che abbia ben a mente le presecuzioni di cui nei secoli sono stati fatti oggetto i suoi correligionari da parte della chiesa cattolica o magari da un islamico talebano. La religione islamica la facciamo insegnare da un ebreo, di quelli che vivono sotto costante minaccia di terrorismo, di bombe, di folli proclami. E la religione ebraica la facciamo insegnare da un cattolico fanatico di quelli che considerano gli ebrei gli uccisori di dio.</p>
<p>E se io pretendessi l&#8217;insegnamento dell religione <a href="http://spaghettovolante.wordpress.com/" target="_blank">pastafarian</a>a? Potrebbe essere l&#8217;unica salvezza.</p>
<p>A parte gli scherzi facciamo un&#8217;ora di insegnamento di pensiero critico, non è cosa facile, ma assolutamente fondamentale.</p>
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		<title>inverno</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 07:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[se fossi poeta...]]></category>

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		<description><![CDATA[Fu un inverno particolare. Erano giorni che nevicava, nonostante fossero solo i primi di Dicembre la temperatura era bassa, parecchi gradi sotto zero. Tutti dicevano che era troppo freddo per nevicare, invece nevicava. Nevicava, di continuo, senza interruzione, leggeri pezzi di cielo cadevano fitti ricoprendo la città. I mezzi sgombraneve avevano accettato mestamente la loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2009/10/ululato21.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-122" style="margin: 5px;" title="ululato2" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2009/10/ululato21-150x150.jpg" alt="ululato2" width="150" height="150" /></a>Fu un inverno particolare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Erano giorni che nevicava, nonostante fossero solo i primi di Dicembre  la temperatura era bassa, parecchi gradi sotto zero. Tutti dicevano che era troppo freddo per nevicare, invece nevicava. Nevicava, di continuo, senza interruzione, leggeri pezzi di cielo cadevano fitti ricoprendo la città.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">I mezzi sgombraneve avevano accettato mestamente la loro sconfitta ed ora giacevano abbandonati, arenati contro montagne di neve che loro stessi avevano contribuito ad innalzare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Tutto era diverso, strano; era bizzarro non vedere macchine muoversi ovunque, autobus, furgoni, tutto il normale traffico della città era interrotto, ma ciò che davvero colpiva i sensi era la diversa qualità del rumore. Non c&#8217;era silenzio, no, anche se la neve assorbiva con dolcezza le vibrazioni sonore non c&#8217;era silenzio, ma quello che si sentiva non era il ronzio meccanico, il brontolio dei motori a scoppio, il continuo lavorio di milioni di ingranaggi. Le grida dei bimbi, il fruscio smorzato dei pattini delle slitte, le voci delle persone avevano riconqustato la città.<span id="more-123"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">E la notte c&#8217;era il vero silenzio. Nessuno ricordava più come fosse il silenzio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Il silenzio lo capisci solo quando puoi sentire il fruscio lieve del vento, i fiocchi di neve che si appoggiano uno sull&#8217;altro, il volo di un uccello che fende l&#8217;aria. Solo allora comprendi cos&#8217;è e cosa ti sei perso in anni di traffico, televisori, iPod che ti hanno reso sordo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">La notte potevi sentire perfino te stesso, a volte anche i pensieri sembravano troppo rumorosi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">All&#8217;inizio fu solo qualche impronta. Voci, chiacchiere incontrollate serpeggiavano fra la gente, ma in fondo nessuno ci credeva. Dentro di noi non potevamo credeci ed allora per rassicurarci dicevamo che doveva per forza trattarsi di qualche cane in cerca di un riparo. Poi le impronte divennero numerose, sempre più vicine al centro della città, un intero branco, ma ancora nessuno voleva ammetterlo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">L&#8217;ulutato ci sorprese. Lacerò la notte, improvviso, intenso, selvaggio. Un coro di uluati nel cuore della città, nel centro della civiltà. Tutti ci svegliammo di soprassalto, corremmo alle finestre, curiosi, spaventati, meravigliati. Ma era tardi. Nessuno riuscì a vederli. La mattina dopo trovammo le impronte, erano stai li.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Aveva smesso di nevicare ed anche quello sembrò strano, il sole era caldo, più di quanto ricordassimo. La temperatura si alzò rapidamente e la neve si sciolse in fangosi rigagnoli. Un po&#8217; alla volta gli sgombraneve ripresero il loro lavoro, qualche automobilista temerario montò le catene e ricominciò a cricolare ed alla fine non rimase nulla della coltre bianca che per qualche giorno aveva bloccato la città, fissandola nel tempo come un ricordo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">La stagione riprese il suo normale corso e in poco tempo fingemmo di scordare ciò che era successo. Non ne parlavamo fra di noi, l&#8217;avevamo cancellato dalla mente, dai discorsi, mentivamo perfino con noi stessi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Ma in realtà nulla fu più come prima, perché nessuno poteva davvero scordare il momento in cui qualcosa di selvaggio era entrato in città e nelle nostre menti. Quegli uluati avevano frantumato migliaia di anni in pochi secondi. Ciò che credevamo per sempre bandito dalle nostre città, fortezze fragili di una civilizzazione che ci faceva scordare che siamo solo una bizzarria della natura era riapparso potente, improvviso per ricordarci che esiste un mondo fuori e dentro di noi che sfugge al nostro controllo, alla nostra mania di addomesticare e di addomesticarci.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Nulla fu più come prima.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
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		<title>cappello piatto</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 09:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Valavan]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Seduto, attendevo con pazienza l&#8217;arrivo del Venerabile Maestro Valavan, rimuginando su dubbi che mi assalivano ormai dai giorni, ma che non avevo ancora trovato modo di esprimere. All&#8217;arrivo del Maestro non seppi trattenermi oltre e immediatamente, con ahimè assai poco tatto,  gli scagliai subito contro una domanda che presumevo avrebbe messo in crisi perfino lui. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-115" style="margin: 10px;" title="copper_plate" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2009/10/copper_plate-150x150.jpg" alt="copper_plate" width="150" height="150" />Seduto, attendevo con pazienza l&#8217;arrivo del Venerabile Maestro Valavan, rimuginando su dubbi che mi assalivano ormai dai giorni, ma che non avevo ancora trovato modo di esprimere. All&#8217;arrivo del Maestro non seppi trattenermi oltre e immediatamente, con ahimè assai poco tatto,  gli scagliai subito contro una domanda che presumevo avrebbe messo in crisi perfino lui.</p>
<p>&#8220;Verabile Maestro, è davvero possibile cambiare? Sono ormai anni che seguo &#8216;la via&#8217; e non mi par di scorgere in me stesso alcun reale cambiamento profondo. Per di più mi guardo attorno e vedo che le persone raramente cambiano, o forse non cambiano proprio mai. Siamo forse condannati ad essere sempre uguali senza possibilità di migliorare?&#8221;</p>
<p>&#8220;Piove, passami il mio cappello&#8221; rispose il maestro indicandomi un piatto decorativo in rame appeso ad una parete.</p>
<p>Io lo guardai stupito mentre staccava il piatto dal muro e appoggiatolo sulla testa usciva nella pioggia.</p>
<p>Rimasi a lungo a riflettere, non capendo se vi fosse un nesso fra il comportamento del Maestro e la mia domanda. Quando rientrò vide la perplessità nel mio sguardo e con un lieve sorriso sulle labbra si accinse a spiegare pazientemente.<span id="more-109"></span></p>
<p>Così egli parlò: &#8220;Ti sei stupito quando mi hai visto usare un piatto come cappello, ma cosa rende un oggetto ciò che é? Ogni cosa ha un&#8217;essenza intrinseca oppure è la funzione che le diamo? Il piatto che ho usato come cappello era a tutti gli effetti, nel momento in cui mi proteggeva il capo dalla pioggia, un cappello. Se tu avessi dovuto uscire sotto la pioggia cos&#8217;avresti fatto? Ti saresti bagnato perché non  c&#8217;era sott&#8217;occhio nulla che ti sembrasse un cappello? Ora questo cappello potrei usarlo in altri modi, forse uno scudo, magari un gioco per bambini rotolandolo lungo la strada e chissà cos&#8217;altro. Pensa proprio ai bambini, per essi le cose non hanno un&#8217;essenza fissa, ogni oggetto può diventare qualcosa di differente, la loro capacità di vedere oltre la fissità che gli adulti attribuiscono alle cose permette loro di immaginare nuovi scopi, nuovi utilizzi. Allo stesso modo se tu guarderai a te stesso come ad un entità fissa e ben definita non potrai mai cambiare, vedrai solo una parte di te, sempre la stessa, sempre identica, mentre se guarderai senza pregiudizi, con mente aperta, senza la convinzione di sapere  già prima cosa vedrai, allora potrai vedere te stesso come un<strong> multiforme agglomerato di infinite possibilità</strong>. Ed allora potrai cambiare, come il piatto è diventato istantaneamente un cappello, <strong>tu sarai ciò che saprai vedere ti te stesso</strong>. E&#8217; per questo motivo che i bambini cambiano crescendo, sono ancora capaci di guardarsi in modo diverso, scoprendo di volta in volta con sorpresa ciò che vedono.&#8221;</p>
<p>Questo disse il Venerabile Maestro Valavan.</p>
<p>Dalle memorie del Venerabile Maestro Farukh</p>
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		<title>La tigre e il papavero</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 16:37:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Valavan]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Camminavo in compagnia del Maestro Valavan verso Rampur, il Venerabile Maestro era giunto al nostro tempio ed io ero stato incaricato di accompagnarlo nel suo viaggio. Una sera giungemmo in un piccolo villaggio, quando si sparse la notizia del nostro arrivo fummo invitati presso la casa del mercante più ricco del paese il quale ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="buddista.jpg" href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2009/09/buddista.jpg"><img src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2009/09/buddista.thumbnail.jpg" border="0" alt="buddista.jpg" hspace="10" align="left" /></a>Camminavo in compagnia del Maestro Valavan verso Rampur, il Venerabile Maestro era giunto al nostro tempio ed io ero stato incaricato di accompagnarlo nel suo viaggio. Una sera giungemmo in un piccolo villaggio, quando si sparse la notizia del nostro arrivo fummo invitati presso la casa del mercante più ricco del paese il quale ci offrì una cena ricca e squisita che io cortesemente rifiutai spiegando che il mio percorso spirituale prevedeva morigeratezza di costumi e la rinuncia ai piaceri materiali.</p>
<p><span id="more-104"></span>Con mia grande sorpresa il Venerabile Maestro al contrario di me si servì abbondantemente mostrando di gustare a fondo ogni cosa. La sera ci venne offerta una camera confortevole con dei comodissimi letti di piume, soffici come nuvole. Io naturalmente scelsi di dormire a terra com&#8217;ero abituato a fare, ritenendo le eccessive comodità negative per la mia crescita interiore. Il Maestro invece mostrò di gradire il letto confortevole e vi si distese con evidente compiacimento. Non riuscendo a prendere sonno mi alzai cautamente per non disturbare la sua meditazione, quando mi accorsi che invece di meditare il Maestro dormiva saporitamente.</p>
<p>Il mattino successivo, pieno di dubbi interrogai il Maestro, mi sentivo contrariato per il suo comportamento poco consono all&#8217;immagine di un Venerabile Maestro. Chiesi quindi come poteva godere così tranquillamente dei piaceri che gli venivano offerti comportandosi in un modo per nulla ascetico. Ed egli mi rispose:</p>
<p><strong>&#8220;La tigre non cerca un papavero blu per fare il suo nido&#8221;</strong></p>
<p>Come appresi in seguito le frasi del maestro contenevano molteplici insegnamenti, ma essendo appena all&#8217;inizio del mio percorso accanto a lui non ero preparato a coglierne i significati reconditi, chiesi cosa volesse dire e lui con molta pazienza spiegò:</p>
<p>&#8220;Come credi di ottenere l&#8217;illuminazione, mio giovane amico? &#8211; mi chiese &#8211; Attraverso la liberazione dai desideri terreni? Vedi, quando ieri sera ci è stata offerta una cena squisita e raffinata tu hai chiesto qualcosa di più umile, un pezzo di pane e della minestra. La sera poi hai scelto di dormire a terra piuttosto che adagiarti su di un comodo materasso. Ma perché desiderare pane e minestra dovrebbe essere in qualche modo meglio che desiderare arrosto ripieno? E perché dormire sul pavimento dovrebbe renderti migliore del dormire sul materasso?  Non accettando ciò che ci veniva offerto hai dimostrato solamente di essere fortemente legato al mondo tangibile, di non essere pronto a distaccarti da esso. I tuoi desideri, per quanto umili ti legano al mondo molto più che se tu avessi accettato le cose che ci sono state offerte.&#8221;</p>
<p>&#8220;Una buona cena ed un comodo letto sono forse sufficienti per allontanarti dall&#8217;illuminazione?&#8221;</p>
<p>&#8220;Ricorda la frase delle Upanisad &#8211; proseguì il maestro &#8211; &#8216;Qualunque sia questa essenza sottile, tutto l&#8217;universo è costituito di essa, essa è la realtà di tutto, essa è l&#8217;<em>atman</em>. Quello sei tu.&#8217; <em> </em>Anche un&#8217;ottima cena ed un buon letto fanno parte del Brahmnan, quanto un tozzo di pane ed un rigido tavolato.</p>
<p>Tieni mente e spirito sempre pronti ad accettare il mondo, in tutte le sue sfaccettature, <strong>nulla ti allontana dall&#8217;illuminazione e nulla ti avvicina ad essa</strong>. E&#8217; solo il modo in cui accetti le cose e le vivi che ti può portare all&#8217;illuminazione. Anche il piacere fa parte dell&#8217;esistenza, non c&#8217;è alcun motivo per cui debba essere considerato &#8216;inferiore&#8217; alla privazione nel percorso verso l&#8217;illuminazione.</p>
<p>Abbiamo camminato assieme per quattro giorni, dormito a terra, mangiato quel poco che trovavamo, i giorni in cui dormivamo a terra avvolti solo nei nostri mantelli non ho desiderato un letto, quando ho avuto un letto non ho desiderato il gelido terreno. Rinunciare ad una cosa che ti accade implica spesso maggiore sforzo di volontà che accettarla ed abbandonarsi ad essa.</p>
<p>Accetta ciò che accade, da ogni cosa, da ogni incontro può venire l&#8217;illuminazione.&#8221;</p>
<p>Questo disse il Venerabile Maestro Valavan.</p>
<p>Dalle memorie del Venerabile Maestro Farukh</p>
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		<title>I ricordi sono miei e me li gestisco io</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/102</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 13:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[così va il mondo]]></category>
		<category><![CDATA[perditempo]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi su un account di posta mi è arriva una mail che diceva: &#8220;Condividere i tuoi ricordi è diventato ancora più facile?&#8221;. I ricordi sono quello che fa di me ciò che sono, o per essere più precisi, le esperienze passate, sommate alle mie predisposizioni genetiche sono quello che fanno di me ciò che sono. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi su un account di posta mi è arriva una mail che diceva: &#8220;Condividere i tuoi ricordi è diventato ancora più facile?&#8221;.<br />
I ricordi sono quello che fa di me ciò che sono, o per essere più precisi, le esperienze passate, sommate alle mie predisposizioni genetiche sono quello che fanno di me ciò che sono. Le esperienze filtrate dalla mia sensibilità,da come io le ho vissute e dai ricordi che mi sono rimasti. Spesso i ricordi non corrispondono nemmeno con molta precisione alla realtà vissuta, vengono continuamente rielaborati ed aggiornati dal cervello in base a nuove esperienze, a nuovi dati.</p>
<p>Condividere i ricordi, se non parliamo di cose banali può essere un&#8217;esperienza intensa, parlare dei propri ricordi vuol dire parlare di se stessi, mettere a nudo la propria anima, regalare a qualcuno le proprie esperienze del mondo, mostrare il mondo come lo si vede con i propri occhi, come lo si vive.</p>
<p>Lungi da me essere contro i social network, le possibilità di condivisione, di mettere in comune, di raccontare, sono favorevolissimo a tutto ciò, però vorrei che le persone dessero valore alle cose che raccontano e tenessero sempre a mente a chi le stanno raccontando.</p>
<p>Il fatto che oggi sia più semplice condividere non significa che si debba per forza farlo, né che si debba farlo sempre e con chiunque.</p>
<p>Ci sono cose che è bello tenere per se, cose che è bello condividere solo con qualcuno ed altre cose che può comunque essere più divertente raccontare davanti ad una birra piuttosto che davanti ad un pc.</p>
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