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	<title>evoluzione &#187; riflessioni</title>
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	<description>&#160; …mani libere per una libera corsa… …braccia libere per volare… ...mente libera per... tutto &#160;</description>
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		<title>Frattalizzazione del piacere (o dell&#8217;invarianza di scala)</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 21:35:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quasi tutte le scuole che cercano di insegnare &#8220;la via&#8221; concordano su uno stesso punto, cambiano le modalità, i procedimenti, ma il nucleo di pensiero spesso si assomiglia. Che stiate seguendo le tecniche dei maestri zen, i dettami del libro dei cinque anelli o i suggerimenti di Don Juan lo scopo di tutti questi insegnamenti <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/475'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2011/08/mandelbrot.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-477" style="margin: 5px;" title="mandelbrot" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2011/08/mandelbrot-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quasi tutte le scuole che cercano di insegnare &#8220;la via&#8221; concordano su uno stesso punto, cambiano le modalità, i procedimenti, ma il nucleo di pensiero spesso si assomiglia. Che stiate seguendo le tecniche dei maestri zen, i dettami del libro dei cinque anelli o i suggerimenti di Don Juan lo scopo di tutti questi insegnamenti è cambiare il vostro modo di percepire le cose.<br />
Per far questo vi si richiede di liberarvi da molte sovrastrutture mentali che vi impediscono la percezione completa e piena. In pratica il vostro cervello produce un sacco di rumore che non vi lascia concentrare sull&#8217;attimo, su ciò che state facendo, sul qui e ora. Spostare l&#8217;attenzione dalla meta, dall&#8217;obiettivo finale al momento in cui si sta vivendo, a ciò che si sta facendo, permette di vivere in modo più profondo e intenso.<span id="more-475"></span></p>
<p>Gli arrampicatori un po&#8217; l&#8217;hanno capito, hanno tolto la vetta dal centro dei loro pensieri e si sono concentrati sul percorso in se, sul come e sul cosa stavano facendo. Dalla conquista ad ogni costo e in qualsiasi modo si è passati all&#8217;arrampicata per il puro piacere di farlo, ci si è concentrati sul come si saliva una via, poi si è ulteriormente cambiata la scala e si è compreso che il singolo passaggio conta quanto tutta una via ed è nato il bouldering, inteso non come allenamento, ma come attività fine a se stessa. Questo cambio di scala mi ricorda i frattali e la loro invarianza di scala. Un frattale assomiglia sempre a se stesso, da qualsiasi distanza lo si guardi e allo stesso modo si è passati dal salire una montagna al salire un singolo passaggio su di un masso, imparando a trovare il piacere nel singolo movimento, lo stesso piacere.<br />
Camminare in montagna pensando continuamente alla cima, o al rifugio che si deve raggiungere toglie il piacere della camminata in se. Affrontare il percorso frattalizzandolo invece permette di godere di ogni tratto, ogni passo, ogni momento diventano importanti. È qui che vedo una somiglianza fra le scuole di pensiero mistiche e i frattali mentali di cui parlo io. La scomposizione di un percorso complesso in singoli movimenti non toglie nulla al piacere in se, anzi aiuta a spostare l&#8217;attenzione e a concentrarsi sul momento presente. In realtà le cose non sono proprio uguali, se io imparo a godere di ogni singolo momento senza preoccuparmi della meta finale non solo il mio divertimento non diminuirà, ma al contrario aumenterà, perché sarà la somma di un numero quasi infinito di singoli momenti di divertimento. È ovvio che non posso ridurre una camminata in montagna ad un singolo passo, alcuni piaceri sono cumulativi, richiedono che tutta la somma di movimenti sia compiuta. Se si vuole godere del piacere di sentire la stanchezza fisica è necessario farsi una bella camminata, un passo solo non basta, ma anche in questo caso la meta non è esterna a noi, è qualcosa che ci appartiene già, una sensazione che vogliamo risvegliare in noi e concentrarsi sul momento in se la amplifica e ci permette di percepirla con maggior chiarezza.</p>
<p>Cari i miei piccoli (nel senso di pochi)  lettori, conoscendovi so che vi aspettavate che parlassi di sesso, vista la presenza della parola piacere nel titolo del post.<br />
La parola piacere invece va intesa in senso molto più ampio, ma per non deludervi vi assicuro che la frattalizzazione del piacere si può benissimo applicare anche al sesso. In fondo nel sesso la meta è ben conosciuta ed è sempre più o meno la stessa, ciò che fa la differenza è proprio la via e come la si percorre. Godendo di ogni istante senza preoccuparsi del punto d&#8217;arrivo migliora drasticamente il divertimento</p>
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		<title>Wikileaks e le sere di Mulliner</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/333</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 09:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[così va il mondo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il signor Mulliner, un divertente personaggio dell&#8217;umosirsta inglese Wodehouse, la sera al pub racconta continuamente episodi legati alla sua famiglia intervenendo in ogni discussione. Uno dei suoi racconti riguarda un nipote affetto da disturbi gastrici, un giovanotto dall&#8217;aria sempre triste e seria, a cui il medico raccomanda come cura il sorriso. Deve sforzarsi di sorridere, <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/333'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/11/9780099514060.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-335" style="margin: 5px;" title="Mr Mulliner" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/11/9780099514060-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il signor Mulliner, un divertente personaggio dell&#8217;umosirsta inglese Wodehouse, la sera al pub racconta continuamente episodi legati alla sua famiglia intervenendo in ogni discussione.</p>
<p>Uno dei suoi racconti riguarda un nipote affetto da disturbi gastrici, un giovanotto dall&#8217;aria sempre triste e seria, a cui il medico raccomanda come cura il sorriso. Deve sforzarsi di sorridere, ma essendo una persona dall&#8217;animo mesto il suo sorriso è più che altro un semplice esercizio muscolare, con il risultato che al posto di un sorriso gli si dipinge sul volto una specie di sogghigno del tipo: &#8220;io so qualcosa su di te, conosco il tuo segreto&#8221;.</p>
<p>Grazie a questo involontario stratagemma riesce a trovare lavoro, ad ottenere la mano della ragazza che desiderava e via dicendo, perché tutti i suoi interlocutori sono intimoriti dal suo sorriso imbarazzante.</p>
<p>Wikileaks non ha rivelato nulla di clamoroso? Non importa, ciò che è divertente è vedere come sia bastato dire:  &#8220;io so delle cose su di te&#8221; per mandare in fibrillazione tutte le diplomazie del mondo. Il nipote del signor Mulliner non era affatto conscio dell&#8217;effetto che il suo sorriso malizioso otteneva sulla gente ed infatti si stupisce molto di riuscire tutto ad un tratto ad otternere le cose che prima gli venivano negate. Assange lo fa consapevolmente e ormai non gli serve nemmeno rivelare dei segreti, gli basta dire che li rivelerà e tutti i re improvvisamente si vedono nudi e cercano di correre ai ripari con effetti piuttosto comici.</p>
<p>Il corollario di queso discorso è che solo l&#8217;Italia non deve temere nulla dai suoi documenti segreti, grazie a Berlusconi e al resto della sua compagnia di guitti, noi alleati e avversari esteri li offendiamo direttamente alla luce del sole senza bisogno di dirlo in segreto nei rappporti diplomatici.</p>
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		<title>Ingegneria &#8220;reversa&#8221;</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/328</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 22:29:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[No, non sto parlando di reverse engineering, ma di progettazione sbagliata. Quello che vedete nella foto è un gioco che dovrebbe aiutare i bambini ad imparare a camminare, è un oggetto carino, ben fatto, pieno di luci, suoni e giochini stimolanti per un bambino, ha solo un piccolo difetto, è costruito a rovescio. Tutti le <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/328'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/11/rev-eng.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-329" style="margin: 5px;" title="rev-eng" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/11/rev-eng-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>No, non sto parlando di reverse engineering, ma di progettazione sbagliata.</p>
<p>Quello che vedete nella foto è un gioco che dovrebbe aiutare i bambini ad imparare a camminare, è un oggetto carino, ben fatto, pieno di luci, suoni e giochini stimolanti per un bambino, ha solo un piccolo difetto, è costruito a rovescio.</p>
<p>Tutti le lucine che lampeggiano sono messe davanti al gioco, in posizione perfetta per essere viste dagli osservatori, mentre il dietro del gioco è monocromatico e senza nulla di interessante. Peccato però che il bambino per imparare a camminare dovrebbe stare dietro il gioco, e fare piccoli passi tenendosi alla maniglia. Ma per quale motivo un bambino dovrebbe stare dalla parte dove non c&#8217;è nulla di bello? Ovviamente starà davanti, a schiacciare bottoni, muovere cose e guardare le luci intermittenti (come si vede nella foto). Questo gioco ci è stato regalato quando mia figlia era piccola da amici che hanno un bambino un po&#8217; più grande a cui non serviva più e ce l&#8217;hanno regalato dicendo che il loro bimbo ci aveva giocato molto, ma non l&#8217;aveva mai usato per camminare. Ma figlia ci ha giocato molto, ma non l&#8217;ha mai usato per camminare ed ora la stessa cosa è successa con mio figlio. Entrambi i miei figli hanno provato ad usarlo per camminare stando dvanti al gioco, ma l&#8217;inclinazione del gioco stesso lo rende davvero scomodo da utilizzare in quella posizione, per cui hanno finito solo per pasticciare con le cose lampeggianti e ascoltare la musichetta.<span id="more-328"></span></p>
<p>Chi ha progettato questo gioco non si è immerso a sufficienza nella testa dell&#8217;utilizzatore, non ha provato a pensare come un bambino, altrimenti avrebbe subito capito che le luci e tutte le cose che si muovono dovevano stare dalla stessa parte in cui doveva stare il bambino. A un bimbo non interessa molto andare in giro con un gioco che sia bello per chi lo guarda, vuole che sia bello per lui.</p>
<p>Cercare di immergersi nella testa degli utenti è un processo assai difficile in ogni campo. Mi rendo conto che spesso, quando si è &#8220;esperti&#8221; in un determinato campo si presumono cose che non corrispondono affatto a realtà, ci si immagina che anche l&#8217;utente meno esperto ragioni in modo analogo a noi, mentre invece cose per noi banali possono risultare assolutamente bizzarre a chi le vede la prima volta.</p>
<p>Alcuni codici, regole, convenzioni sono ormai talmente parte integrante del proprio bagaglio non solo culturale, ma direi mentale, da risultare invisibili ed infatti non ci si rende conto di utilizzarle come base per il proprio modo di operare, mentre non sono affatto così scontate per chi è estraneo ad un determinato ambiente.</p>
<p>Nello specifico, le interfacce software o meglio ancora i siti web andrebbero strutturati pensando bene al target di riferiemento. Non sempre si deve ovviamente riferirsi agli utenti a digiuno di web, se si realizza un sito per hacker è ovvio che si possono dare per scontate molte cose, ma è altrettanto ovvio che se si realizza un sito che debba essere utilizzato da utenti poco o per nulla esperti è necessario tenerne conto.  Quando si pensa alla struttura dei contenuti, ai menu, alla navigazione si deve sempre tenere presente chi sarà ad utilizzare il sito e cercare di mettersi nei suoi panni.</p>
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		<title>Il manico dell&#8217;ombrello</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 21:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono giorni di piogge intense e visto che il mio vecchio ombrello è stato scardinato da un impetuoso vento autunnale mi sono trovato a procedere all&#8217;accquisto di un parapioggia nuovo di zecca. A me serve un ombrello grande, quando vado a spasso con i bimbi non voglio che si bagni nessuno, né loro né io, <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/318'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/11/ombrello3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-325" style="margin: 5px;" title="ombrello" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/11/ombrello3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sono giorni di piogge intense e visto che il mio vecchio ombrello è stato scardinato da un impetuoso vento autunnale mi sono trovato a procedere all&#8217;accquisto di un parapioggia nuovo di zecca. A me serve un ombrello grande, quando vado a spasso con i bimbi non voglio che si bagni nessuno, né loro né io, quindi cerco sempre qualcosa che possa proteggere tutti quanti. Sono andato in alcuni negozi e alla fine ho ripiegato sul solito ombrello multicolori, non un ombrello di gran qualità, ma almeno costa poco e cosa fondamentale, <strong>ha il manico ricurvo</strong> come ogni buon ombrello dovrebbe avere.</p>
<p>Ho trovato ombrelli molto più belli e anche più grandi, ma avevano il manico dritto. Bene, provate ad andare in giro con passeggino, bambini, cose e un ombrello che quando entrate in qualsiasi posto non potete appendere da nessuna parte perché ha il manico dritto. Se gli ombrelli hanno il manico ricurvo da tempo immemorabile un motivo ci dev&#8217;essere. Il manico dritto è esteticamente più piacevole, ma certo molto meno pratico.</p>
<p>Questo concetto è applicabile ovviamente ad ogni ambito, penso alle interfacce utente dei software o dei siti web, in molti casi viene premiata l&#8217;estetica a discapito della funzionalità. La ricerca della novità, di qualcosa che possa sorprendere l&#8217;utente e farlo restare a bocca aperta è senz&#8217;altro una buona cosa, ma si dovrebbe sempre tenere presente che il fine ultimo di un sito web è la navigabilità, la facilità d&#8217;uso e la chiarezza.</p>
<p>E del resto non è affatto necessario che l&#8217;estetica sia in contrasto con la funzionalità, la razionalità e la semplicità. Direi piuttosto che un buon design debba tenere conto di tutti questi parametri per dare un risultato che non sia unicamente di facciata, ma che possa portare l&#8217;estetica ad essere realmente integrata in tutto il percorso di sviluppo contribuendo ad un reale miglioramento del prodotto.</p>
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		<title>Lo stagno</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 08:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Valavan]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Venerabile Maestro Valavan camminava assorto nei suoi pensieri. Per oltre un mese mi ero recato in pellegrinaggio da solo ed ora finalmente ero tornato dal Maestro. Camminavo al suo fianco, ma i miei pensieri erano certamente più cupi dei suoi. Dopo un po&#8217; mi guardò e accortosi del mio turbamento mi sorrise dicendomi: &#8220;Raccontami <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/246'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/06/stagno.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-253" style="margin: 5px;" title="stagno" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/06/stagno-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Venerabile Maestro Valavan camminava assorto nei suoi pensieri. Per oltre un mese mi ero recato in pellegrinaggio da solo ed ora finalmente ero tornato dal Maestro. Camminavo al suo fianco, ma i miei pensieri erano certamente più cupi dei suoi. Dopo un po&#8217; mi guardò e accortosi del mio turbamento mi sorrise dicendomi: &#8220;Raccontami cosa ti turba&#8221;. Continuai a camminare in silenzio ancora per un po&#8217; raccogliendo i piensieri, poi finalmente trovai le parole.</p>
<p>&#8220;Maestro mi avete già detto più volte come l&#8217;unico modo per avvicinarsi all&#8217;illuminazione sia liberarsi dal desiderio. Molti maestri dicono la stessa cosa, anzi tutti i maestri da me incontrati fino ad ora hanno detto le vostre parole, anche se il loro modo di liberarsi dal desiderio mi sempre apparso molto diverso dal vostro. Essi &#8211; continuai &#8211; sostenevano la necessità di liberarsi dai bisogni materiali e per questo vivono una vita frugale, austera, rigorosa, mentre voi non disdegnate affatto i piaceri.&#8221;<span id="more-246"></span></p>
<p>&#8220;Ricordo come mi avete spiegato che la vera liberazione dal desiderio non è nella ricerca delle privazioni e della frugalità, quanto nell&#8217;accettazione di ciò che la vita ci propone, senza cercare, ma senza nemmeno rifiutare&#8221;</p>
<p>&#8220;Esatto &#8211; rispose il Venerabile Maestro &#8211; hai capito perfettamente. Il rifiuto delle cose buone e piacevoli che ci riserva la vita è segno di una schiavitù altrettanto quanto la loro ricerca ossessiva. La cosa migliore è fare ciò che il nostro spirito sceglie di fare di volta in volta, senza porsi regole ferree, obiettivi fatti di rinunce e privazioni. La rinuncia forzata a qualcosa non fa altro che fissarci in mente la cosa a cui vogliamo rinunciare. Solo l&#8217;accettazione della sua mancanza può liberarci dal desiderio. Chi digiuna finisce per pensare al cibo. Se il cibo non c&#8217;è allora si digiuna, se il cibo c&#8217;è si mangia e se è un buon cibo ne trarrà giovamento il corpo, ma anche lo spirito. E questo vale per tutti i piaceri, anzi per tutte le cose.&#8221;</p>
<p>&#8220;Maestro ho compreso il vostro discorso sull&#8217;accettazione al posto della rinuncia forzata, è un modo particolare di vedere le cose, ma lo capisco e stando assieme a voi riesco ad applicarlo &#8211; interloquii &#8211; ma vi sono dei casi in cui trovo molto difficile mantenere questa calma. In questo tempo in cui sono stato lontano dalla vostra guida ho incontrato persone molto diverse da voi, ho rivisto amici che non vedevo da tempo e mi sono sembrati molto cambiati.&#8221;</p>
<p>&#8220;Forse sei tu ad essere cambiato&#8221; rispose il Maestro.</p>
<p>&#8220;Avete ragione, forse sono cambiato io, forse sono cambiati loro, probabilmente entrambi siamo diversi da come eravamo, ma non è questo il problema.<br />
Ciò che mi turba è che da loro e da altre persone che ho incontrato mi aspettavo&#8230; qualcosa, non so nemmeno io cosa, ma mi aspettavo un comportamento diverso, speravo in qualcosa che non c&#8217;è stato, o qualcosa che non esiste più. Davvero non saprei descrivere cosa mi abbia deluso, ma sicuramente sono rimasto molto deluso.<br />
E questo mi ha turbato &#8211; continuai &#8211; credevo grazie a Voi di aver raggiunto un buon punto nel cammino verso l&#8217;illuminazione, invece mi sono ritrovato preda di passioni, malumori, tristezze. Non capisco come avrei dovuto pormi, cosa avrei dovuto fare&#8221;</p>
<p>Il Venerabile Maestro Valavan camminò ancora un po&#8217; con lo sguardo rivolto verso la strada, poi prese un sentiero che deviava dal percorso e mi fece cenno di seguirlo.</p>
<p>Dopo un breve cammino giungemmo sulla riva di uno stagno dove il Maestro si accoccolò sui talloni raccogliendo alcuni sassolini.</p>
<p>&#8220;Staccarsi dalle cose materiali è facile, ma è solo il primo livello. Chiunque può riuscirci, o quasi. Staccarsi dalle persone, non riporre speranze, non avere aspettative, non desiderare è molto più difficile. O molto più facile se sei una persona fredda ed egoista. Ma non è certamente il tuo caso.&#8221;</p>
<p>Il Maestro rimase un momento in silenzio a riflettere poi riprese:</p>
<p>&#8220;Le persone agisco in base a motivazioni diverse. A volte cercano di essere razionali, a volte lasciano che i sentimenti guidino le loro scelte. Spesso sono mossi da qualche forma di egoismo. Alla fine tutti noi siamo mossi da egoismo, anche tu, anch&#8217;io. La ricerca dell&#8217;illuminazione è un percorso personale, che si fa per se stessi e quindi a suo modo egoistico. Perfino chi agisce per il bene altrui lo fa per un tipo di egoismo particolare, ciò che lo fa star bene è preoccuparsi per gli altri.<br />
Le persone in cui tu riponevi speranze e fiducia hanno fatto delle scelte motivate forse da qualcosa che tu non capisci, ma certamente sono convinte di aver fatto la cosa giusta.<br />
Il problema è che tu ti aspettavi da loro un comportamento diverso da quello che hanno tenuto. Ma non puoi pretendere che le persone agiscano come tu vorresti, puoi sperarlo, ma se poi non accade ne resterai deluso. Meglio quindi capire che ogni persona deve agire in libertà, secondo gli impulsi che la muovono e che sperare che segua un comportamento che in qualche modo rispetti i tuoi desideri è solo fonte di delusione.&#8221;</p>
<p>&#8220;Maestro, alcune persone hanno tradito la mia fiducia, rompendo promesse fatte, giurando vere cose che si sono rivelate false a distanza di pochi giorni e continuando a giurare che erano vere nel momento in cui le hanno dette.&#8221;  - lo interruppi io.</p>
<p>&#8220;Probabilmente lo erano e quando le hanno dette ne erano convinte, &#8211; riprese con calma il Maestro. &#8211; non pensare che ti abbiano per forza mentito, probabilmente le cose sono cambiate nella loro mente. Come tutti hanno agito al meglio possibile per loro, dicendo e facendo ciò che credevano giusto. Non c&#8217;è modo di sapere come si comporterà una persona, devi solo imparare anche in questo caso a essere distaccato, a non desiderare nulla, a non illuderti.&#8221;</p>
<p>&#8220;Devi essere come questo stagno, le cui acque sono calme, tranquille. Se la tua mente sarà altrettanto calma potrai accettare ciò che accade con serenità, non ti aspetterai nulla e qualunque cosa accadrà non potrà turbarti. Ma non è facile. Quando accade qualcosa- disse il Maestro gettando un sasso nello stagno &#8211; le acque si agitano, i cerchi concentrici percorrono la sua superficie e ci vuole un po&#8217; di tempo prima che tornino calme. Se tu lasci che gli accadimenti siano come il sasso sentirai turbamento e ci vorrà del tempo prima che il tuo animo ritrovi la calma. Tu dovrai invece contrapporre una forza che si opponga a quella del sasso, per mantenere il tuo spirito calmo come la acque tranquille dovrai essere sempre attivo, sforzarti continuamente per far si che i sassi non provochino onde.<br />
Non è facile, richiede impegno costante, fatica, prontezza di riflessi, dovrai sorvegliare il tuo spirito perché non si lasci catturare da alcun desiderio, alcuna aspettativa. E se per caso accadrà dovrai essere ancora più pronto a reagire se per qualche motivo dovessi restare deluso, dovrai fortificare immediatamente il tuo spirito, ritrovare la calma, rientrare nello spirito dello stagno.&#8221;</p>
<p>&#8220;Maestro, lo stagno è quindi indifferenza nei confronti delle persone?&#8221; &#8211; chiesi sorpreso.</p>
<p>&#8220;Niente affatto&#8221; &#8211; rispose il Venerabile Maestro &#8211; &#8220;in realtà è una forma di amore nei confronti delle persone, un rispetto della loro libertà.<br />
Lo stagno significa accettare che le persone siano libere, accettarle per come sono senza pretendere nulla. Ogni persona dà ciò che può e ciò che vuole. Saggezza è prendere ciò che ti vogliono dare senza volere di più.<br />
Desiderare che agiscano secondo i tuoi voleri e le tue speranze ti porterà solo a comportarti in modo sbagliato nei confronti delle persone e sarà fonte di delusioni.&#8221;</p>
<p>&#8220;Accetta le persone per come sono e lascia loro la libertà. Non aspettarti nulla, nemmeno che loro sappiano rispettare la tua libertà perché è la forma di amore più alta a cui si possa aspirare e&#8230; non è molto diffusa, te ne accorgerai.&#8221;</p>
<p>Questo disse il Venerabile Maestro Valavan.</p>
<p style="text-align: right;">Dalle memorie del Venerabile Maestro Farukh</p>
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		<title>Post al vento</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 22:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Senza voler fare un&#8217;indagine sociologica completa vorrei più che altro lanciare uno spunto di riflessione. Seguo su Facebook circa un centinaio di amici, ma che postano più o meno  regolarmente sono molti meno e questo è in linea con quanto si dice sempre che nei social network la perentuale di chi interviene attivamente è molto <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/229'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/05/vento.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-238" style="margin: 5px;" title="vento" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/05/vento-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Senza voler fare un&#8217;indagine sociologica completa vorrei più che altro lanciare uno spunto di riflessione.</p>
<p>Seguo su Facebook circa un centinaio di amici, ma che postano più o meno  regolarmente sono molti meno e questo è in linea con quanto si dice sempre che nei social network la perentuale di chi interviene attivamente è molto bassa rispetto al totale degli utenti.</p>
<p>Spulciando un po&#8217; di profili di amici ho curiosato su chi scrive i commenti ai post e anche in questo caso chi scrive mantenendo un qualche livello di interattività e quindi un vero legame sociale è molto basso. Sono un po&#8217; di più le persone che clicca su &#8220;mi piace&#8221;, è più facile cliccare senza dover scrivere.<span id="more-229"></span></p>
<p>Di fatto le persone che commentano i post sono più o meno sempre le stesse, ognuno ha alcuni amici che commentano i suoi post e con cui alle volte si crea una discussione, ma molto difficilmente si estende.</p>
<p>E questo vale sia per chi ha pochi amici sia per chi ne ha molti, segno che la qualità dei rapporti è più importante della quantità.</p>
<p>Quanti realmente leggono i miei post? Se ho cinquecento o mille  amici saranno davvero molti di più a leggermi che se ne avessi solo cento meglio selezionati?</p>
<p>Quanto spesso le cose che scrivo sono buttate al vento perché di fatto non le legge nessuno o non le legge il vero destinatario?</p>
<p>Mi vengono in mente tre modalità di scrittura su Facebook:</p>
<ol>
<li> scrivere quello che mi passa per la testa per la mia voglia di esprimerlo e non importa molto se qualcuno lo leggerà o meno</li>
<li>scrivere pensando ad un target allargato, parlandoe di un argomento che so può interessare alcuni fra quelli che mi seguono</li>
<li>scrivere per una persona specifica, in questo caso il destinatario può essere palese o meno e il messaggio può essere esplicito o in &#8220;codice&#8221;</li>
</ol>
<p>Ovviamente se scrivo solo per la voglia di dire qualcosa e non mi importa poi molto se qualcuno mi legge non posso dire che ciò che scrivo è buttato al vento, perché fin dall&#8217;inizio non mi interessa particolarmente essere letto da qualcuno.</p>
<p>Se scrivo invece per un target più o meno definito se non colgo alcun feedback mi chiedo legittimamente se non sono stato nemmeno letto. Magari si, ma quello che io ritenevo uno spunto buono per una discussione non è stato ritenuto tale.</p>
<p>Il terzo caso è quello più strano, spesso leggendo gli status degli amici, sia in Facbook che sui programmi di messaging (skype, gtalk ecc.) si leggono messaggi incomprensibili, ma che chiaramente sono ritenui comprensibilissimi per un destinatario particolare. Se poi entrambi i corrispondenti sono amici si può cogliere anche un dialogo spesso in codice, altrimenti ci si accontenta di leggere una serie di frasi sibilline. Però non sempre i messaggi scritti come cambiamento di status vengono recepiti dal destinatario. Magari non li legge nemmeno oppure non comprende o non è certo di essere il destinatario o magari il messaggio troppo criptico non viene interpetato in maniera corretta.</p>
<p>Inoltre c&#8217;è sempre qualcun altro che si incuriosisce e chiede il significato di uno status bizzarro e si deve essere pronti con una spiegazione plausibilie.</p>
<p>Anche pubblicare link e specialmente canzoni può essere un modo per parlare con qualcuno in codice, perché le canzoni hanno una forte carica emotiva o magari anche un testo particolarmente significativo. Ma anche questo è un modo di comunicare che probabilmente non centra sempre il bersaglio.</p>
<p>Quindi la mia domanda rimane, quanta parte delle comunicazioni su Facebook si perde nel vento?</p>
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		<title>bellezza</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/205</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 19:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Valavan]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8221; Maestro, cos&#8217;è la bellezza?&#8221; chiesi al Venerabile Maestro Valavan. Seduti su di una roccia sospesa sopra un lago dall&#8217;acqua blu in cui si specchiavano alte montagne stavamo contemplando  silenziosamente il panorama. Normalmente mi sarei ben guardato dall&#8217;interrompere un Maestro preso nelle sue meditazioni, ma il maestro Valavan aveva abitudini e modi assai particolari e <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/205'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/04/chandra-tal.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-212" style="margin: 5px;" title="chandra-tal" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2010/04/chandra-tal-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>&#8221; Maestro, cos&#8217;è la bellezza?&#8221; chiesi al Venerabile Maestro Valavan.<br />
Seduti su di una roccia sospesa sopra un lago dall&#8217;acqua blu in cui si specchiavano alte montagne stavamo contemplando  silenziosamente il panorama. Normalmente mi sarei ben guardato dall&#8217;interrompere un Maestro preso nelle sue meditazioni, ma il maestro Valavan aveva abitudini e modi assai particolari e sapea vo che non si sarebbe irritato per la mia domanda.<br />
Rimase silenzioso per un po&#8217; senza distogliere gli occhi dagli intensi colori del lago, poi si girò verso di me e con un sospiro iniziò a parlare.<span id="more-205"></span></p>
<p>&#8220;Questa volta mi fai una domanda davvero difficile mio giovane amico. &#8211; rispose &#8211; O meglio, la risposta in se è facile, ma non ri sarà facile accettarla. Non lo è per nessuno, mai.&#8221;</p>
<p>&#8220;Guarda questo panorama &#8211; continuò &#8211; solo un folle direbbe che non è bellissimo. Un lago con delle acque cristalline in cui si riflette un cielo di un blu così intenso da farti pensare che non sia semplicemente blu, ma che sia &#8216;il blu&#8217;, piccole nuvolette bianche che contrastando il colore del cielo lo rendono ancora più forte e poi montagne ricoperte di erba e fiori, rocce nude, chiazze di neve. Un silenzio che non è silenzio, ma è la musica del vento, è il lavorio di piccoli insetti, è il grido lontano di un falco, l&#8217;odore dell&#8217;aria fresca, pregno dei profumi dell&#8217;erba, porta in se il sentore di nevi lontane. Siamo immersi in questa meraviglia ed è così bello che fa male al cuore. Lacrime di commozione bagnano gli occhi di chi ha imparato a rinunciare al mondo, perfino i saggi più venerabili resterebbero impressionati da questo spettacolo, eppure&#8230;&#8221;</p>
<p>Il Maestro fece una lunga pausa, per un attimo pensai che non avrebbe detto altro, invece riprese: &#8220;&#8230;eppure ci sono persone che non proverebbero alcune emozione guardando queste stesse cose che guardiamo noi.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ho girato il mondo, sono stato in luoghi lontani e incontrato persone di ogni tipo. Ho appreso che popoli diversi e persone diverse considerano belle cose totalmente diverse. Ma anche senza andare lontano e senza cercare con troppa cura sono certo che perfino nel villaggio  che abbiamo incontrato più a valle sulla strada, un villaggio di poche anime, riusciremmo certamente a trovare qualcuno che non si volterebbe due volte a guardare quello che stiamo guardando noi&#8221;</p>
<p>&#8220;Per VEDERE la bellezza non bastano gli occhi, serve molto di più&#8221;</p>
<p>&#8220;E&#8217; un delicato equilibrio di componenti che ci permette di percepire la bellezza &#8211; continuò &#8211; in parte è una cosa che si impara, la cultura in cui sei stato immerso fin dalla nascita ti insegna a vedere la bellezza in certe cose e a non vederla in altre, è necessario che la nostra mente riconosca le cose che vede, una cosa che ti è totalmente estranea ed incomprensibile non potrai percepirla come bella. Non intendo capire il funzionamento di un meccanismo o la sua fattura, ma percepirne degli elementi comprensibili. Un mandala dai mille colori potrebbe risultare così incomprensibile a genti che non ne hanno mai visto uno da non rendersi nemmeno conto della sua complessità. Solo chi è in grado di percepire le linee, i colori, le forme e in qualche modo associarle a concetti a lui già noti potrà apprezzarne la bellezza, anche non sapendo cosa realmente sia un mandala e quale sia la sua funzione.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma la cultura è solo una parte di ciò che ti serve, ci vuole anche sensibilità. Le persone di uno stesso popolo, con lo stesso livello di educazione hanno molte cose in comune, ma prendine due a caso e vedrai che nemmeno loro percepiranno la bellezza allo stesso modo. Uno potrebbe restare estasiato da quello che stiamo vedendo ora e un altro non notarlo nemmeno.&#8221;</p>
<p>&#8220;Consideriamo bello ciò che si confà ai nostri parametri mentali, forgiati un po&#8217; dalla nostra stessa natura e un po&#8217; dalla nostra cultura&#8221;</p>
<p>Il Maestro rimase silenzioso a lungo, ma proprio quando stavo per interloquire nuovamente riprese il discorso:</p>
<p>&#8220;Ma scommetto mio giovane amico che la tua domanda non riguardava solamente la bellezza di questo lago, ho l&#8217;impressione che tu stia ancora pensando alle giovani figlie del ricco mercante che ci ha ospitati ieri sera.&#8221;   disse con un sorriso indecifrabile sulle labbra.</p>
<p>&#8220;Avete ragione Maestro. &#8211; risposi timidamente &#8211; Mentre le guardavo ieri sera mi chiedevo perché pur così simili fra loro una mi fosse parsa subito bella fin dal primo sguardo, mentre le altre due non mi attirassero per nulla. Ma dopo un po&#8217; quella che dapprima mi era parsa così bella sembrava quasi sfiorita accanto ad una delle due sorelle che inizialmente non mi aveva per nulla colpito&#8221;</p>
<p>&#8220;La bellezza delle persone è una faccenda ancora più complessa &#8211; riprese il Maestro &#8211; infatti non si tratta solamente dell&#8217;aspetto esteriore, ma c&#8217;è una componente più profonda. A volte nelle persone la bellezza è una qualità interiore, che viene spinta verso l&#8217;esterno dalla sua stessa energia interna e mentre fuoriesce contribuisce a forgiare il viso, la lucentezza degli occhi, la forma delle labbra o del naso.&#8221;</p>
<p>&#8220;La prima figlia, quella che ti ha colpito immediatamente, aveva i lineamenti che ti aspetteresti di vedere ritratti in un quadro. Il suo viso era semplicemente perfetto, forme regolari, proporzioni precise così ben combinate da non sembrare nemmeno reale, ma opera di un&#8217;artista. Le altre due non hanno colpito i tuoi occhi perché i loro lineamenti non si adattavano con la stessa precisione alle proporzioni perfette che noi ricerchiamo in un viso. Dico noi intendendo le persone del nostro popolo, popoli diversi avrebbero opinioni assai lontane dalle nostre. Vi sono popoli in cui la bellezza di una donna dipende dal suo peso, più è grassa e più è considerata bella.<br />
Ma pur così perfetta nei lineamenti quella ragazza non possedeva un carattere altrettanto interessante, sebbene intelligente e abile nelle arti. Potrà essere una moglie devota, perfetta per suscitare &#8216;ammirazione e invidia, ma le mancava qualcosa.<br />
La terza sorella, meno bella e interessante non sfigurerebbe affatto se non venisse oscurata dal contrasto con la perfezione dell&#8217;altra.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma la seconda&#8230; la seconda è tutt&#8217;altra storia, come tu stesso ti sei accorto&#8221;</p>
<p>&#8220;Chi rimane legato ai parametri appresi durante la sua vita e non è capace di aprire realmente i propri occhi e guardare senza pregiudizi, senza preconcetti. lasciando che ciò che vede entri in lui ed entrando lui stesso in ciò che guarda non potrà mai avere uno sguardo così affilato da penetrare i veli dell&#8217;illusione e percepire la vera bellezza&#8221;</p>
<p>&#8220;La seconda ragazza non sarebbe giudicata bella quanto la prima, forse nemmeno quanto la terza se si dovesse basarsi su regole precise di proporzioni e misure.<br />
Il naso un po&#8217; grande lievemente storto, la labbra  sottili, il mento appuntito, molti non la degnerebbero di uno sguardo. Ma tu stai imparando ad aprire gli occhi e sebbene all&#8217;inizio i veli di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_(induismo)" target="_blank">Maya</a> ti abbiano ingannato dopo un po&#8217; hai iniziato a vedere con maggior chiarezza.<br />
Perché quella ragazza ha un fuoco dentro di se che le riempie le vene di vita e di energia, lo vedi nei suoi occhi, lo vedi nelle sue movenze, nei suoi sorrisi. Il suo viso è forgiato dal suo carattere.<br />
Non è una persona ordinaria, ma davvero straordinaria. E questa energia interna le cambia il viso, non importa se i suoi lineamenti non sono perfetti, rappresentano una bellezza che la sorella non potrà mai raggiungere. La sorella è una ragazza da ammirare come un vaso finemente dipinto, ma lei, lei è pura energia da avere al proprio fianco, da cui farsi sommergere e poi portare in alto, così in alto da non vedere nemmeno più il mondo.</p>
<p>Lei è qualcosa di raro, così speciale che solo pochi se ne accorgeranno. E questa è la tristezza del suo destino. Saranno pochi gli uomini in grado di vedere la sua bellezza, di sentire la sua energia, di provare la meraviglia della sua compagnia.</p>
<p>Son certo che non potrai mai scordare il suo viso, mentre quello perfetto della sorella si confonderà presto in mille altri visi perfetti ed anonimi che ti capiterà di incontrare.&#8221;</p>
<p>Questo disse il Venerabile Maestro Valavan.<br />
E come sempre egli sapeva.  Mai nel corso dei lunghi anni della mia vita potei scordare il volto di quella fanciulla, mentre ho scordato presto sua sorella dai lineamenti perfetti. E ancora oggi che vecchio scrivo queste memorie il suo viso mi appare limpido e chiaro come se la stessi vedendo ora.</p>
<p style="text-align: right;">Dalle memorie del Venerabile Maestro Farukh</p>
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		<title>La pomata supersex</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/167</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 17:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronache del possibile]]></category>
		<category><![CDATA[perditempo]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La pomata supersex ora fa tremare migliaia di trentini TRENTO. Cinquemila confezioni sequestrate, quasi trenta farmacie controllate in regione dai carabinieri del Nas..&#8221; (Il Trentino &#8211; 13 &#8211; Novembre -2009) Ebbene si, lo ammetto, ho voluto provare anch&#8217;io la pomata supersex. Acquistata di nascosto in una piccola erboristeria di una valle sperduta del Trentino, mi <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/167'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>&#8220;La pomata <strong>supersex</strong> ora fa tremare migliaia di trentini</span></p>
<p>TRENTO. Cinquemila confezioni sequestrate, quasi trenta farmacie controllate in regione dai carabinieri del Nas..&#8221; (Il Trentino &#8211; 13 &#8211; Novembre -2009)</p>
<p>Ebbene si, lo ammetto, ho voluto provare anch&#8217;io la pomata supersex. Acquistata di nascosto in una piccola erboristeria di una valle sperduta del Trentino, mi nascondo in un luogo tranquillo e con trepidazione e aspettativa apro la confezione.</p>
<p>Per prima cosa leggo il bugiardino (si chiamano così i fogli di istruzione dei medicinali) e mai nome fu più azzeccato, riportava le promesse di centinaia di donne ai miei piedi (fin qui niente di nuovo, a che mi serve la pomata?), ma poi continuando la lettura trovo conferma di ciò che speravo, le centinaia di donne saranno si ai miei piedi, ma sfinite dalla passione e da estenuanti rapporti sessuali che grazie al miracoloso prodotto sarei stato in grado di garantire.</p>
<p>Le istruzioni parlano chiaro &#8220;spalmare la pomata e frizionare energicamente&#8221;.</p>
<p>Mi accingo all&#8217;opera con impegno e una competenza maturata in anni ed anni di frizioni (&#8230;ehmm). L&#8217;effetto rinvigorente è immediato, mi sento quasi pronto per affrontare le centinaia di donne che mi spettano, ma vuoi a causa di un eccesso di zelo, vuoi per troppa energia nel frizionare, vuoi per abitudine di lunga data&#8230; giungo al punto di non ritorno nella solita triste solitudine <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il mio giudizio complessivo sulla pomata è purtroppo decisamente negativo.</p>
<p>P.S. Leggendo realmente l&#8217;articolo del giornale scopro che la pomata non è affatto una pomata, ma un &#8220;integratore alimentare&#8221;, suppongo quindi che sia da mangiare e non da frizionare, peccato, diciamo che il mio post da cronaca della realtà diventa piuttosto una &#8220;cronaca del possibile&#8221;.</p>
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		<title>Il rombo delle valanghe</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/140</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 11:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Valavan]]></category>

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		<description><![CDATA[Osservavo pensieroso il Venerabile Maesrto Valavan che con passo tranquillo saliva sul tortuoso sentiero che conduceva ad un antico tempio. Come al solito il Maestro contraddiceva tutte le mie idee di come si sarebbe dovuto comportare un maestro, canticchiava, fischiettava, chiacchierava incessantemente. Avevamo attraversato alcune cittadine piuttosto grandi, incontrato studiosi, monaci e commercianti e poi <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/140'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2009/11/valanga.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-164" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="valanga" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2009/11/valanga-150x150.jpg" alt="valanga" width="150" height="150" /></a>Osservavo pensieroso il Venerabile Maesrto Valavan che con passo tranquillo saliva sul tortuoso sentiero che conduceva ad un antico tempio. Come al solito il Maestro contraddiceva tutte le mie idee di come si sarebbe dovuto comportare un maestro, canticchiava, fischiettava, chiacchierava incessantemente. Avevamo attraversato alcune cittadine piuttosto grandi, incontrato studiosi, monaci e commercianti e poi piccoli villaggi di poveri contadini e pastori di yak.</p>
<p>&#8220;Maestro &#8211; esordii &#8211; abbiamo incontrato molte persone, abbiamo condiviso le loro case, il loro cibo, i loro pensieri, alcuni di loro erano felici, altri, la maggior parte, infelici. Ma c&#8217;è una cosa che non comprendo affatto, quelli più intelligenti e di maggior cultura erano i più infelici, mentre le persone ignoranti o addirittura sciocche sembravano felici. Credevo che una maggior conoscenza del mondo ed una maggiore intelligenza potessero rendere più felici, non è forse così?&#8221;</p>
<p>&#8220;<strong>Un uomo debole di udito sente forse la valanga che gli crolla alle spalle?</strong>&#8221; rispose il Venerabile Maestro Valavan.</p>
<p><span id="more-140"></span>&#8220;Non capisco Maestro&#8221; dissi io, ormai consapevole che il Venerabile Maestro Valavan non si sarebbe irritato per le mie domande.</p>
<p>&#8220;Pensa ad un uomo sordo &#8211; riprese lui &#8211; le valanghe precipitano alle sue spalle, ma lui resta impassibile, tranquillo. Il cigolio di una ruota mal ingrassata non lo turba affatto, è serafico, rilassato, sembra felice e forse lo è, perché non si accorge dei pericoli del mondo ne delle cose che irriterebbero chiunque altro. Ma prendi lo stesso uomo, non sente nemmeno il canto di un usignolo, la risata di un bimbo, una donna che canta per lui o mormora parole dolci al suo orecchio. Anche in questi casi rimane impassibile, vive tranquillo, ma entro un orizzonte limitato.</p>
<p>Prendi ora una persona con un buon udito, egli sobbalza al rombo delle valanghe, si dimostra infastidito del cigolio di una ruota mal ingrassata, non resta impassibile, ma allo stesso tempo egli può godere del canto di quello stesso usignolo, sorride ascoltando le risate dei bimbi, il cuore gli sobbalza nel petto nel sentire una donna che canta per lui.</p>
<p>Allo stesso modo una persona intelligente vive in un mondo più vasto e complesso di chi si accontenta del proprio piccolo buco. Molte sono le cose che possono spaventarlo, infastidirlo, renderlo ansioso e spaventato, ma allo stesso tempo molte sono le cose di cui egli può gioire in modo più profondo ed intenso.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ed allora Maestro perché essi non riescono a goderne? Sembrano tutti spaventati e incattiviti&#8221; chiesi ancora.</p>
<p>&#8220;Spesso sono troppo spaventati dalla complessità del mondo, angosciati da tutto ciò che può accadere, ma la cosa peggiore è un&#8217;ansia infinita che li spinge a ricercare disperatamente la felicità come fosse un premio, una meta da raggiungere il più rapidamente possibile per poi potersi riposare, godendone finalmente appieno. Questa ricerca disperata gli chiude occhi ed orecchie e si ritrovano peggio di chi non sente e non vede, infatti i loro sensi e le loro menti sono sempre pronti a cogliere ogni aspetto negativo, ma non riescono a vedere la bellezza.</p>
<p>Sempre tesi a desiderare qualcosa di diverso da ciò che hanno non si accorgono nemmeno di ciò che possiedono, non colgono la bellezza che li circonda, non si rendono conto delle fortune a cui passano accanto. Come uomini che, resi folli dalla ricerca dell&#8217;oro, gettano via diamanti e rubini che gli capitano nelle mani, incapaci di vederne lo splendore ed il valore.</p>
<p>Il saggio invece mantiene sempre ben desti i propri sensi e non si lascia sfuggire nessun aspetto del mondo, è conscio dei pericoli e del male, ma è anche pronto ed attento a coglierne il bene.</p>
<p>Egli non cerca nulla, eppure trova.</p>
<p>Egli è molto simile all&#8217;illuminato, che non desidera, ma vive pienamente ciò che è.</p>
<p>Molti di coloro che hai visto erano così presi dalla ricerca della felicità da non capire che era li accanto a loro. Ricordi il mercante che innamorato di un ritratto cercava in ogni dove una dona che assomigliasse il più possibile al disegno? Non si soffermava nemmeno a parlare con alcuna donna che non fosse come quella della sua fantasia, eppure molte di loro erano belle, intelligenti e di piacevole eloquio. O ricordi piuttosto il nobile collezionista di armi alla ricerca della spada perfetta? Egli non ha nemmeno visto la lama portata al fianco da un guerriero che abbiamo incontrato lungo il cammino. Non ha saputo vederne la perfezione, perché ciò che lui immagina perfetto non corrispondeva a quella forma. Eppure quella spada era altrettanto perfetta di altre. L&#8217;intelligenza non rende infelici, al contrario permette di godere di felicità più complete e profonde, ma molta gente lascia che l&#8217;intelligenza sia offuscata dal desiderio, dalla brama, dalla paura.&#8221;</p>
<p>Questo disse il Venerabile Maestro Valavan.</p>
<p>Dalle memorie del Venerabile Maestro Farukh</p>
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		<title>ore di religioni</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/133</link>
		<comments>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/133#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 19:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[così va il mondo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://evoluzione.archaeopteryx.tv/?p=133</guid>
		<description><![CDATA[Nuova idea geniale, ora di religione islamica a scuola. Per essere un&#8217;idea della destra sembra straordinariamente di sinistra, infatti la sinistra plaude, la destra urla e strepita. Sinceramente a me sembra un&#8217;idea orribile,  è proprio necessario imbottire la testa degli studenti di fandonie? Si è faticato perché l&#8217;ora di religione fosse facoltativa e invece di <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/133'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuova idea geniale, ora di religione islamica a scuola.</p>
<p>Per essere un&#8217;idea della destra sembra straordinariamente di sinistra, infatti la sinistra plaude, la destra urla e strepita.</p>
<p>Sinceramente a me sembra un&#8217;idea orribile,  è proprio necessario imbottire la testa degli studenti di fandonie? Si è faticato perché l&#8217;ora di religione fosse facoltativa e invece di eliminarla del tutto vogliono aggiungere quella di religione islamica. Certo facoltativa e alternativa a quella di religione cattolica, ma in pratica appena uno riesce a scrollarsi di dosso una religione gliene vogliono appioppare un&#8217;altra.</p>
<p>Già la scuola non è che faccia del suo meglio per insegnare il pensiero critico, l&#8217;insgenamento delle religioni poi è l&#8217;opposto del pensiero critico, andiamo avanti così. Se proprio la religione dev&#8217;esserci perchè non la prendiamo un po&#8217; contropiede? La religione cattolica facciamola insegnare ad un ebreo fanatico, che abbia ben a mente le presecuzioni di cui nei secoli sono stati fatti oggetto i suoi correligionari da parte della chiesa cattolica o magari da un islamico talebano. La religione islamica la facciamo insegnare da un ebreo, di quelli che vivono sotto costante minaccia di terrorismo, di bombe, di folli proclami. E la religione ebraica la facciamo insegnare da un cattolico fanatico di quelli che considerano gli ebrei gli uccisori di dio.</p>
<p>E se io pretendessi l&#8217;insegnamento dell religione <a href="http://spaghettovolante.wordpress.com/" target="_blank">pastafarian</a>a? Potrebbe essere l&#8217;unica salvezza.</p>
<p>A parte gli scherzi facciamo un&#8217;ora di insegnamento di pensiero critico, non è cosa facile, ma assolutamente fondamentale.</p>
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