Quasi tutte le scuole che cercano di insegnare “la via” concordano su uno stesso punto, cambiano le modalità, i procedimenti, ma il nucleo di pensiero spesso si assomiglia. Che stiate seguendo le tecniche dei maestri zen, i dettami del libro dei cinque anelli o i suggerimenti di Don Juan lo scopo di tutti questi insegnamenti è cambiare il vostro modo di percepire le cose.
Per far questo vi si richiede di liberarvi da molte sovrastrutture mentali che vi impediscono la percezione completa e piena. In pratica il vostro cervello produce un sacco di rumore che non vi lascia concentrare sull’attimo, su ciò che state facendo, sul qui e ora. Spostare l’attenzione dalla meta, dall’obiettivo finale al momento in cui si sta vivendo, a ciò che si sta facendo, permette di vivere in modo più profondo e intenso. Continua a leggere »
Il signor Mulliner, un divertente personaggio dell’umosirsta inglese Wodehouse, la sera al pub racconta continuamente episodi legati alla sua famiglia intervenendo in ogni discussione.
Uno dei suoi racconti riguarda un nipote affetto da disturbi gastrici, un giovanotto dall’aria sempre triste e seria, a cui il medico raccomanda come cura il sorriso. Deve sforzarsi di sorridere, ma essendo una persona dall’animo mesto il suo sorriso è più che altro un semplice esercizio muscolare, con il risultato che al posto di un sorriso gli si dipinge sul volto una specie di sogghigno del tipo: “io so qualcosa su di te, conosco il tuo segreto”.
Grazie a questo involontario stratagemma riesce a trovare lavoro, ad ottenere la mano della ragazza che desiderava e via dicendo, perché tutti i suoi interlocutori sono intimoriti dal suo sorriso imbarazzante.
Wikileaks non ha rivelato nulla di clamoroso? Non importa, ciò che è divertente è vedere come sia bastato dire: “io so delle cose su di te” per mandare in fibrillazione tutte le diplomazie del mondo. Il nipote del signor Mulliner non era affatto conscio dell’effetto che il suo sorriso malizioso otteneva sulla gente ed infatti si stupisce molto di riuscire tutto ad un tratto ad otternere le cose che prima gli venivano negate. Assange lo fa consapevolmente e ormai non gli serve nemmeno rivelare dei segreti, gli basta dire che li rivelerà e tutti i re improvvisamente si vedono nudi e cercano di correre ai ripari con effetti piuttosto comici.
Il corollario di queso discorso è che solo l’Italia non deve temere nulla dai suoi documenti segreti, grazie a Berlusconi e al resto della sua compagnia di guitti, noi alleati e avversari esteri li offendiamo direttamente alla luce del sole senza bisogno di dirlo in segreto nei rappporti diplomatici.
No, non sto parlando di reverse engineering, ma di progettazione sbagliata.
Quello che vedete nella foto è un gioco che dovrebbe aiutare i bambini ad imparare a camminare, è un oggetto carino, ben fatto, pieno di luci, suoni e giochini stimolanti per un bambino, ha solo un piccolo difetto, è costruito a rovescio.
Tutti le lucine che lampeggiano sono messe davanti al gioco, in posizione perfetta per essere viste dagli osservatori, mentre il dietro del gioco è monocromatico e senza nulla di interessante. Peccato però che il bambino per imparare a camminare dovrebbe stare dietro il gioco, e fare piccoli passi tenendosi alla maniglia. Ma per quale motivo un bambino dovrebbe stare dalla parte dove non c’è nulla di bello? Ovviamente starà davanti, a schiacciare bottoni, muovere cose e guardare le luci intermittenti (come si vede nella foto). Questo gioco ci è stato regalato quando mia figlia era piccola da amici che hanno un bambino un po’ più grande a cui non serviva più e ce l’hanno regalato dicendo che il loro bimbo ci aveva giocato molto, ma non l’aveva mai usato per camminare. Ma figlia ci ha giocato molto, ma non l’ha mai usato per camminare ed ora la stessa cosa è successa con mio figlio. Entrambi i miei figli hanno provato ad usarlo per camminare stando dvanti al gioco, ma l’inclinazione del gioco stesso lo rende davvero scomodo da utilizzare in quella posizione, per cui hanno finito solo per pasticciare con le cose lampeggianti e ascoltare la musichetta. Continua a leggere »
Sono giorni di piogge intense e visto che il mio vecchio ombrello è stato scardinato da un impetuoso vento autunnale mi sono trovato a procedere all’accquisto di un parapioggia nuovo di zecca. A me serve un ombrello grande, quando vado a spasso con i bimbi non voglio che si bagni nessuno, né loro né io, quindi cerco sempre qualcosa che possa proteggere tutti quanti. Sono andato in alcuni negozi e alla fine ho ripiegato sul solito ombrello multicolori, non un ombrello di gran qualità, ma almeno costa poco e cosa fondamentale, ha il manico ricurvo come ogni buon ombrello dovrebbe avere.
Ho trovato ombrelli molto più belli e anche più grandi, ma avevano il manico dritto. Bene, provate ad andare in giro con passeggino, bambini, cose e un ombrello che quando entrate in qualsiasi posto non potete appendere da nessuna parte perché ha il manico dritto. Se gli ombrelli hanno il manico ricurvo da tempo immemorabile un motivo ci dev’essere. Il manico dritto è esteticamente più piacevole, ma certo molto meno pratico.
Questo concetto è applicabile ovviamente ad ogni ambito, penso alle interfacce utente dei software o dei siti web, in molti casi viene premiata l’estetica a discapito della funzionalità. La ricerca della novità, di qualcosa che possa sorprendere l’utente e farlo restare a bocca aperta è senz’altro una buona cosa, ma si dovrebbe sempre tenere presente che il fine ultimo di un sito web è la navigabilità, la facilità d’uso e la chiarezza.
E del resto non è affatto necessario che l’estetica sia in contrasto con la funzionalità, la razionalità e la semplicità. Direi piuttosto che un buon design debba tenere conto di tutti questi parametri per dare un risultato che non sia unicamente di facciata, ma che possa portare l’estetica ad essere realmente integrata in tutto il percorso di sviluppo contribuendo ad un reale miglioramento del prodotto.
Il Venerabile Maestro Valavan camminava assorto nei suoi pensieri. Per oltre un mese mi ero recato in pellegrinaggio da solo ed ora finalmente ero tornato dal Maestro. Camminavo al suo fianco, ma i miei pensieri erano certamente più cupi dei suoi. Dopo un po’ mi guardò e accortosi del mio turbamento mi sorrise dicendomi: “Raccontami cosa ti turba”. Continuai a camminare in silenzio ancora per un po’ raccogliendo i piensieri, poi finalmente trovai le parole.
“Maestro mi avete già detto più volte come l’unico modo per avvicinarsi all’illuminazione sia liberarsi dal desiderio. Molti maestri dicono la stessa cosa, anzi tutti i maestri da me incontrati fino ad ora hanno detto le vostre parole, anche se il loro modo di liberarsi dal desiderio mi sempre apparso molto diverso dal vostro. Essi – continuai – sostenevano la necessità di liberarsi dai bisogni materiali e per questo vivono una vita frugale, austera, rigorosa, mentre voi non disdegnate affatto i piaceri.” Continua a leggere »
Senza voler fare un’indagine sociologica completa vorrei più che altro lanciare uno spunto di riflessione.
Seguo su Facebook circa un centinaio di amici, ma che postano più o meno regolarmente sono molti meno e questo è in linea con quanto si dice sempre che nei social network la perentuale di chi interviene attivamente è molto bassa rispetto al totale degli utenti.
Spulciando un po’ di profili di amici ho curiosato su chi scrive i commenti ai post e anche in questo caso chi scrive mantenendo un qualche livello di interattività e quindi un vero legame sociale è molto basso. Sono un po’ di più le persone che clicca su “mi piace”, è più facile cliccare senza dover scrivere. Continua a leggere »
” Maestro, cos’è la bellezza?” chiesi al Venerabile Maestro Valavan.
Seduti su di una roccia sospesa sopra un lago dall’acqua blu in cui si specchiavano alte montagne stavamo contemplando silenziosamente il panorama. Normalmente mi sarei ben guardato dall’interrompere un Maestro preso nelle sue meditazioni, ma il maestro Valavan aveva abitudini e modi assai particolari e sapea vo che non si sarebbe irritato per la mia domanda.
Rimase silenzioso per un po’ senza distogliere gli occhi dagli intensi colori del lago, poi si girò verso di me e con un sospiro iniziò a parlare. Continua a leggere »
“La pomata supersex ora fa tremare migliaia di trentini
TRENTO. Cinquemila confezioni sequestrate, quasi trenta farmacie controllate in regione dai carabinieri del Nas..” (Il Trentino – 13 – Novembre -2009)
Ebbene si, lo ammetto, ho voluto provare anch’io la pomata supersex. Acquistata di nascosto in una piccola erboristeria di una valle sperduta del Trentino, mi nascondo in un luogo tranquillo e con trepidazione e aspettativa apro la confezione.
Per prima cosa leggo il bugiardino (si chiamano così i fogli di istruzione dei medicinali) e mai nome fu più azzeccato, riportava le promesse di centinaia di donne ai miei piedi (fin qui niente di nuovo, a che mi serve la pomata?), ma poi continuando la lettura trovo conferma di ciò che speravo, le centinaia di donne saranno si ai miei piedi, ma sfinite dalla passione e da estenuanti rapporti sessuali che grazie al miracoloso prodotto sarei stato in grado di garantire.
Le istruzioni parlano chiaro “spalmare la pomata e frizionare energicamente”.
Mi accingo all’opera con impegno e una competenza maturata in anni ed anni di frizioni (…ehmm). L’effetto rinvigorente è immediato, mi sento quasi pronto per affrontare le centinaia di donne che mi spettano, ma vuoi a causa di un eccesso di zelo, vuoi per troppa energia nel frizionare, vuoi per abitudine di lunga data… giungo al punto di non ritorno nella solita triste solitudine
Il mio giudizio complessivo sulla pomata è purtroppo decisamente negativo.
P.S. Leggendo realmente l’articolo del giornale scopro che la pomata non è affatto una pomata, ma un “integratore alimentare”, suppongo quindi che sia da mangiare e non da frizionare, peccato, diciamo che il mio post da cronaca della realtà diventa piuttosto una “cronaca del possibile”.
Osservavo pensieroso il Venerabile Maesrto Valavan che con passo tranquillo saliva sul tortuoso sentiero che conduceva ad un antico tempio. Come al solito il Maestro contraddiceva tutte le mie idee di come si sarebbe dovuto comportare un maestro, canticchiava, fischiettava, chiacchierava incessantemente. Avevamo attraversato alcune cittadine piuttosto grandi, incontrato studiosi, monaci e commercianti e poi piccoli villaggi di poveri contadini e pastori di yak.
“Maestro – esordii – abbiamo incontrato molte persone, abbiamo condiviso le loro case, il loro cibo, i loro pensieri, alcuni di loro erano felici, altri, la maggior parte, infelici. Ma c’è una cosa che non comprendo affatto, quelli più intelligenti e di maggior cultura erano i più infelici, mentre le persone ignoranti o addirittura sciocche sembravano felici. Credevo che una maggior conoscenza del mondo ed una maggiore intelligenza potessero rendere più felici, non è forse così?”
“Un uomo debole di udito sente forse la valanga che gli crolla alle spalle?” rispose il Venerabile Maestro Valavan.
Nuova idea geniale, ora di religione islamica a scuola.
Per essere un’idea della destra sembra straordinariamente di sinistra, infatti la sinistra plaude, la destra urla e strepita.
Sinceramente a me sembra un’idea orribile, è proprio necessario imbottire la testa degli studenti di fandonie? Si è faticato perché l’ora di religione fosse facoltativa e invece di eliminarla del tutto vogliono aggiungere quella di religione islamica. Certo facoltativa e alternativa a quella di religione cattolica, ma in pratica appena uno riesce a scrollarsi di dosso una religione gliene vogliono appioppare un’altra.
Già la scuola non è che faccia del suo meglio per insegnare il pensiero critico, l’insgenamento delle religioni poi è l’opposto del pensiero critico, andiamo avanti così. Se proprio la religione dev’esserci perchè non la prendiamo un po’ contropiede? La religione cattolica facciamola insegnare ad un ebreo fanatico, che abbia ben a mente le presecuzioni di cui nei secoli sono stati fatti oggetto i suoi correligionari da parte della chiesa cattolica o magari da un islamico talebano. La religione islamica la facciamo insegnare da un ebreo, di quelli che vivono sotto costante minaccia di terrorismo, di bombe, di folli proclami. E la religione ebraica la facciamo insegnare da un cattolico fanatico di quelli che considerano gli ebrei gli uccisori di dio.
E se io pretendessi l’insegnamento dell religione pastafariana? Potrebbe essere l’unica salvezza.
A parte gli scherzi facciamo un’ora di insegnamento di pensiero critico, non è cosa facile, ma assolutamente fondamentale.

