Archive for the ‘riflessioni’ Category

posted by franz on giu 6

Il Venerabile Maestro Valavan camminava assorto nei suoi pensieri. Per oltre un mese mi ero recato in pellegrinaggio da solo ed ora finalmente ero tornato dal Maestro. Camminavo al suo fianco, ma i miei pensieri erano certamente più cupi dei suoi. Dopo un po’ mi guardò e accortosi del mio turbamento mi sorrise dicendomi: “Raccontami cosa ti turba”. Continuai a camminare in silenzio ancora per un po’ raccogliendo i piensieri, poi finalmente trovai le parole.

“Maestro mi avete già detto più volte come l’unico modo per avvicinarsi all’illuminazione sia liberarsi dal desiderio. Molti maestri dicono la stessa cosa, anzi tutti i maestri da me incontrati fino ad ora hanno detto le vostre parole, anche se il loro modo di liberarsi dal desiderio mi sempre apparso molto diverso dal vostro. Essi – continuai – sostenevano la necessità di liberarsi dai bisogni materiali e per questo vivono una vita frugale, austera, rigorosa, mentre voi non disdegnate affatto i piaceri.” Leggi il rsto del post »

posted by franz on mag 24

Senza voler fare un’indagine sociologica completa vorrei più che altro lanciare uno spunto di riflessione.

Seguo su Facebook circa un centinaio di amici, ma che postano più o meno  regolarmente sono molti meno e questo è in linea con quanto si dice sempre che nei social network la perentuale di chi interviene attivamente è molto bassa rispetto al totale degli utenti.

Spulciando un po’ di profili di amici ho curiosato su chi scrive i commenti ai post e anche in questo caso chi scrive mantenendo un qualche livello di interattività e quindi un vero legame sociale è molto basso. Sono un po’ di più le persone che clicca su “mi piace”, è più facile cliccare senza dover scrivere. Leggi il rsto del post »

posted by franz on apr 13

” Maestro, cos’è la bellezza?” chiesi al Venerabile Maestro Valavan.
Seduti su di una roccia sospesa sopra un lago dall’acqua blu in cui si specchiavano alte montagne stavamo contemplando  silenziosamente il panorama. Normalmente mi sarei ben guardato dall’interrompere un Maestro preso nelle sue meditazioni, ma il maestro Valavan aveva abitudini e modi assai particolari e sapea vo che non si sarebbe irritato per la mia domanda.
Rimase silenzioso per un po’ senza distogliere gli occhi dagli intensi colori del lago, poi si girò verso di me e con un sospiro iniziò a parlare. Leggi il rsto del post »

posted by franz on nov 14

“La pomata supersex ora fa tremare migliaia di trentini

TRENTO. Cinquemila confezioni sequestrate, quasi trenta farmacie controllate in regione dai carabinieri del Nas..” (Il Trentino – 13 – Novembre -2009)

Ebbene si, lo ammetto, ho voluto provare anch’io la pomata supersex. Acquistata di nascosto in una piccola erboristeria di una valle sperduta del Trentino, mi nascondo in un luogo tranquillo e con trepidazione e aspettativa apro la confezione.

Per prima cosa leggo il bugiardino (si chiamano così i fogli di istruzione dei medicinali) e mai nome fu più azzeccato, riportava le promesse di centinaia di donne ai miei piedi (fin qui niente di nuovo, a che mi serve la pomata?), ma poi continuando la lettura trovo conferma di ciò che speravo, le centinaia di donne saranno si ai miei piedi, ma sfinite dalla passione e da estenuanti rapporti sessuali che grazie al miracoloso prodotto sarei stato in grado di garantire.

Le istruzioni parlano chiaro “spalmare la pomata e frizionare energicamente”.

Mi accingo all’opera con impegno e una competenza maturata in anni ed anni di frizioni (…ehmm). L’effetto rinvigorente è immediato, mi sento quasi pronto per affrontare le centinaia di donne che mi spettano, ma vuoi a causa di un eccesso di zelo, vuoi per troppa energia nel frizionare, vuoi per abitudine di lunga data… giungo al punto di non ritorno nella solita triste solitudine :-(

Il mio giudizio complessivo sulla pomata è purtroppo decisamente negativo.

P.S. Leggendo realmente l’articolo del giornale scopro che la pomata non è affatto una pomata, ma un “integratore alimentare”, suppongo quindi che sia da mangiare e non da frizionare, peccato, diciamo che il mio post da cronaca della realtà diventa piuttosto una “cronaca del possibile”.

posted by franz on nov 4

valangaOsservavo pensieroso il Venerabile Maesrto Valavan che con passo tranquillo saliva sul tortuoso sentiero che conduceva ad un antico tempio. Come al solito il Maestro contraddiceva tutte le mie idee di come si sarebbe dovuto comportare un maestro, canticchiava, fischiettava, chiacchierava incessantemente. Avevamo attraversato alcune cittadine piuttosto grandi, incontrato studiosi, monaci e commercianti e poi piccoli villaggi di poveri contadini e pastori di yak.

“Maestro – esordii – abbiamo incontrato molte persone, abbiamo condiviso le loro case, il loro cibo, i loro pensieri, alcuni di loro erano felici, altri, la maggior parte, infelici. Ma c’è una cosa che non comprendo affatto, quelli più intelligenti e di maggior cultura erano i più infelici, mentre le persone ignoranti o addirittura sciocche sembravano felici. Credevo che una maggior conoscenza del mondo ed una maggiore intelligenza potessero rendere più felici, non è forse così?”

Un uomo debole di udito sente forse la valanga che gli crolla alle spalle?” rispose il Venerabile Maestro Valavan.

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posted by franz on ott 18

Nuova idea geniale, ora di religione islamica a scuola.

Per essere un’idea della destra sembra straordinariamente di sinistra, infatti la sinistra plaude, la destra urla e strepita.

Sinceramente a me sembra un’idea orribile,  è proprio necessario imbottire la testa degli studenti di fandonie? Si è faticato perché l’ora di religione fosse facoltativa e invece di eliminarla del tutto vogliono aggiungere quella di religione islamica. Certo facoltativa e alternativa a quella di religione cattolica, ma in pratica appena uno riesce a scrollarsi di dosso una religione gliene vogliono appioppare un’altra.

Già la scuola non è che faccia del suo meglio per insegnare il pensiero critico, l’insgenamento delle religioni poi è l’opposto del pensiero critico, andiamo avanti così. Se proprio la religione dev’esserci perchè non la prendiamo un po’ contropiede? La religione cattolica facciamola insegnare ad un ebreo fanatico, che abbia ben a mente le presecuzioni di cui nei secoli sono stati fatti oggetto i suoi correligionari da parte della chiesa cattolica o magari da un islamico talebano. La religione islamica la facciamo insegnare da un ebreo, di quelli che vivono sotto costante minaccia di terrorismo, di bombe, di folli proclami. E la religione ebraica la facciamo insegnare da un cattolico fanatico di quelli che considerano gli ebrei gli uccisori di dio.

E se io pretendessi l’insegnamento dell religione pastafariana? Potrebbe essere l’unica salvezza.

A parte gli scherzi facciamo un’ora di insegnamento di pensiero critico, non è cosa facile, ma assolutamente fondamentale.

posted by franz on ott 14

ululato2Fu un inverno particolare.

Erano giorni che nevicava, nonostante fossero solo i primi di Dicembre la temperatura era bassa, parecchi gradi sotto zero. Tutti dicevano che era troppo freddo per nevicare, invece nevicava. Nevicava, di continuo, senza interruzione, leggeri pezzi di cielo cadevano fitti ricoprendo la città.

I mezzi sgombraneve avevano accettato mestamente la loro sconfitta ed ora giacevano abbandonati, arenati contro montagne di neve che loro stessi avevano contribuito ad innalzare.

Tutto era diverso, strano; era bizzarro non vedere macchine muoversi ovunque, autobus, furgoni, tutto il normale traffico della città era interrotto, ma ciò che davvero colpiva i sensi era la diversa qualità del rumore. Non c’era silenzio, no, anche se la neve assorbiva con dolcezza le vibrazioni sonore non c’era silenzio, ma quello che si sentiva non era il ronzio meccanico, il brontolio dei motori a scoppio, il continuo lavorio di milioni di ingranaggi. Le grida dei bimbi, il fruscio smorzato dei pattini delle slitte, le voci delle persone avevano riconqustato la città. Leggi il rsto del post »

posted by franz on ott 6

copper_plateSeduto, attendevo con pazienza l’arrivo del Venerabile Maestro Valavan, rimuginando su dubbi che mi assalivano ormai dai giorni, ma che non avevo ancora trovato modo di esprimere. All’arrivo del Maestro non seppi trattenermi oltre e immediatamente, con ahimè assai poco tatto,  gli scagliai subito contro una domanda che presumevo avrebbe messo in crisi perfino lui.

“Verabile Maestro, è davvero possibile cambiare? Sono ormai anni che seguo ‘la via’ e non mi par di scorgere in me stesso alcun reale cambiamento profondo. Per di più mi guardo attorno e vedo che le persone raramente cambiano, o forse non cambiano proprio mai. Siamo forse condannati ad essere sempre uguali senza possibilità di migliorare?”

“Piove, passami il mio cappello” rispose il maestro indicandomi un piatto decorativo in rame appeso ad una parete.

Io lo guardai stupito mentre staccava il piatto dal muro e appoggiatolo sulla testa usciva nella pioggia.

Rimasi a lungo a riflettere, non capendo se vi fosse un nesso fra il comportamento del Maestro e la mia domanda. Quando rientrò vide la perplessità nel mio sguardo e con un lieve sorriso sulle labbra si accinse a spiegare pazientemente. Leggi il rsto del post »

posted by franz on set 28

buddista.jpgCamminavo in compagnia del Maestro Valavan verso Rampur, il Venerabile Maestro era giunto al nostro tempio ed io ero stato incaricato di accompagnarlo nel suo viaggio. Una sera giungemmo in un piccolo villaggio, quando si sparse la notizia del nostro arrivo fummo invitati presso la casa del mercante più ricco del paese il quale ci offrì una cena ricca e squisita che io cortesemente rifiutai spiegando che il mio percorso spirituale prevedeva morigeratezza di costumi e la rinuncia ai piaceri materiali.

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posted by franz on lug 2

Oggi su un account di posta mi è arriva una mail che diceva: “Condividere i tuoi ricordi è diventato ancora più facile?”.
I ricordi sono quello che fa di me ciò che sono, o per essere più precisi, le esperienze passate, sommate alle mie predisposizioni genetiche sono quello che fanno di me ciò che sono. Le esperienze filtrate dalla mia sensibilità,da come io le ho vissute e dai ricordi che mi sono rimasti. Spesso i ricordi non corrispondono nemmeno con molta precisione alla realtà vissuta, vengono continuamente rielaborati ed aggiornati dal cervello in base a nuove esperienze, a nuovi dati.

Condividere i ricordi, se non parliamo di cose banali può essere un’esperienza intensa, parlare dei propri ricordi vuol dire parlare di se stessi, mettere a nudo la propria anima, regalare a qualcuno le proprie esperienze del mondo, mostrare il mondo come lo si vede con i propri occhi, come lo si vive.

Lungi da me essere contro i social network, le possibilità di condivisione, di mettere in comune, di raccontare, sono favorevolissimo a tutto ciò, però vorrei che le persone dessero valore alle cose che raccontano e tenessero sempre a mente a chi le stanno raccontando.

Il fatto che oggi sia più semplice condividere non significa che si debba per forza farlo, né che si debba farlo sempre e con chiunque.

Ci sono cose che è bello tenere per se, cose che è bello condividere solo con qualcuno ed altre cose che può comunque essere più divertente raccontare davanti ad una birra piuttosto che davanti ad un pc.