Oggi su un account di posta mi è arriva una mail che diceva: “Condividere i tuoi ricordi è diventato ancora più facile?”.
I ricordi sono quello che fa di me ciò che sono, o per essere più precisi, le esperienze passate, sommate alle mie predisposizioni genetiche sono quello che fanno di me ciò che sono. Le esperienze filtrate dalla mia sensibilità,da come io le ho vissute e dai ricordi che mi sono rimasti. Spesso i ricordi non corrispondono nemmeno con molta precisione alla realtà vissuta, vengono continuamente rielaborati ed aggiornati dal cervello in base a nuove esperienze, a nuovi dati.

Condividere i ricordi, se non parliamo di cose banali può essere un’esperienza intensa, parlare dei propri ricordi vuol dire parlare di se stessi, mettere a nudo la propria anima, regalare a qualcuno le proprie esperienze del mondo, mostrare il mondo come lo si vede con i propri occhi, come lo si vive.

Lungi da me essere contro i social network, le possibilità di condivisione, di mettere in comune, di raccontare, sono favorevolissimo a tutto ciò, però vorrei che le persone dessero valore alle cose che raccontano e tenessero sempre a mente a chi le stanno raccontando.

Il fatto che oggi sia più semplice condividere non significa che si debba per forza farlo, né che si debba farlo sempre e con chiunque.

Ci sono cose che è bello tenere per se, cose che è bello condividere solo con qualcuno ed altre cose che può comunque essere più divertente raccontare davanti ad una birra piuttosto che davanti ad un pc.

Trinità

Stando a quando riportato da alcuni giornali fra cui La Stampa, secondo Ratzinger ci sono tracce di Trnità nel genoma umano.

Questo spiega molte cose, ad esempio, sul mio comportamento a tavola.

Una risposta più seria e documentata a questa affermazione (quella di Ratzinger, non la mia) la potete trovare su questo blog.

I figli di Bubba

Essendo ormai anziano i miei ricordi risalgono al millennio scorso. Dai ricordi dei tenebrosi anni ’80, anni per molti versi orribili, ancheo dal punto di vista musicale scaturisce ogni tanto questa perla, a volte richiamata alla mente da un desiderio di fuga, altre da semplici assonanze linguistiche, altre volte da… entrambe ;-)

Ecco qui il testo della canzone dei Figli di Bubba, canzone per altro piacevole anche dal punto di vista musicale.

 

Dopo una vita di risparmi, di bot e cct
Io devo proprio riposarmi, andare via di qui
Fanculo all’esclusiva, fanculo alla tivù
Saluti a tutti quanti, non vi vedrò mai più
Andrò laggiù nella valle dei Timbales
Tra peones, marones, salmones, daiquiri e bon bons
Laggiù dove la femmina è procace
Vivace, mordace, fugace, vorace lo so
Laggiù senza il sette e quaranta, Celentano non canta
La Carrà non c’è più
Laggiù con le dita nel naso, le lenzuola di raso
E il mio amore Mariù
Mi mancherete tutti lo so
Chissà come farò senza la faccia di Andreotti
Non sopravviverò
Senza lasagne surgelate, la maschera antigas
Le ferie intelligenti, la turbo e l’ananas
Andrò laggiù nella valle dei Timbales
Tra peones, marones, salmones, daiquiri e bon bons
Laggiù dove la femmina è procace
Vivace, mordace, fugace, vorace lo so
Laggiù senza colpo ferire
Sdraiarmi a dormire
Laggiù con la man nella mano
A guardare lontano
Senza sapere perché
Laggiù con le dita nel naso, le lenzuola di raso
E il mio amico Tommaso
Laggiù senza colpo ferire
A sdraiarmi e dormire
E pensare un po’ a voi
Laggiù lontano lontano
Io vi passo la mano
E vi saluto ancora un po’

michelangelos_david.jpgSi narra che quando Michelangelo Buonarroti ebbe quasi finito di scolpire il David ricevette la visita del gonfaloniere della Repubblica Fiorentina Piero Soderini che voleva ammirare l’opera del grande scultore. Dopo averla osservata a lungo questi però si lamentò dicendo che a parer suo il naso del David era troppo grande. Michelangelo prese allora lo scalpello e senza farsi scorgere dal Soderini raccolse con la mano un po’ di polvere di marmo e si accinse a correggere l’errore. Finse solamente di modificare la statua facendo cadere un po’ alla volta la polvere di marmo e poi chiese un parere al gonfaloniere che dichiarò come ora finalmente la statua fosse perfetta.

Non voglio certamente andare contro tendenza ora che per fortuna ci si è resi conto che gli utenti vanno ascoltati, i loro pareri e critiche presi in considerazione, le loro esigenze attentamente considerate, però qualche volta bisognerebbe fare come Michelangelo. Modificare un sito per ascoltare ogni singola critica e correre dietro alle fantasie di ogni utente oltre a far diventare nevrotici ha come risultato un lavoro incoerente e obbrobrioso. Ascoltare le critiche va bene, ma valutarle prima di decidere come agire è altrettanto fondamentale.

Gemelli

Oggi leggevo un articolo di Richard Ford su  “la Repubblica” e mi sono reso conto di quanto Frattini avesse ragione, Obama e Berlusconi si assomigliano come gocce d’acqua, leggete e ve ne renderete conto.

Scorrevo distrattamente il giornale e il mio sguardo si è soffermato su queste frasi:

un uomo che secondo ogni apparenza è intelligente (molto più intelligente di me) e non si lascia andare a opinioni estreme e grottesche, a sparate incendiarie.
Che non è portato a fomentare i contrasti tra i cittadini, a incentivare l`odio col pretesto del patriottismo. Uno che conosce e rispetta la legge, che non è ricco e non sembra preoccupato di diventarlo.
Uno che sembra paziente ma anche capace di decidere.
Che sa di essere soggetto agli errori umani.

Ero convinitssimo che parlasse di Berlusconi ed invece il giornalista parlava di Obama! Incredible, la descrizione calzava a pennello al nostro presidente del consiglio. Sono davvero due gemelli in tutto e per tutto.

E’ inutile, ogni giorno c’è una cretineria talmente peggiore della precedente che qualunque cretinometro finirebbe per rompersi.

Appena fatto in tempo a digerire la cretinata dell’altro giorno sulla somiglianza tra Obama e Berlusconi arriva subito la sucessiva. Leggo sul giornale le dichiarazioni di un qualche idiota che afferma che Al Quaida sarà più contenta ora che Obama è diventato presidente degli Stati Uniti d’America.  Ma non si fa nemmeno in tempo a creare un incidente diplomatico che…

…incredibile, qualcuno riesce a dimostrarsi ancora più cretino, dichiarando con un umorismo di alta classe che Obama è “abbronzato”.

Ecco come l’episodio viene raccontato dal New York Times.

L’altro giorno mi si è rotto il cretinometro.

cretinometro rotto

Stavo leggendo un giornale e mi sono capitate sott’occhio queste parole:

“Si’ e’ vero, tra Silvio Berlusconi e Barak Obama esistono delle affinità. I punti di contatto tra il presidente del Consiglio italiano e il candidato democratico alla Casa Bianca si notano.”

Il cretinometro mi è andato a fondoscala stabile e dopo un po’ si è proprio rotto. Mi spiace perché l’avevo cambiato da poco, l’ultimo mi si era rotto quando avevo letto le dichiarazioni cretine di un tizio che voleva eliminare la parola “bomba” da google e dai motori di ricerca.

Dopo quella volta ne avevo preso uno con un valore massimo di cretineria altissimo, soprattutto visto il livello intellettuale del governo , e non pensavo che mi sarebbe saltato anche questo.

Voglio segnalare un paio di link che commentano la divertente frase che ho citato sopra:

dolomiticamp.png

Per una volta niente post catastrofisti… stiamo organizzando un barcamp in un rifugio alpino, siete tutti invitati al dolomiticamp!

Proprio così, ogni tanto il mio bisogno di cultura mi spinge a comperare perfino un libro. E così un giorno incuriosito dal volumetto visto sullo scaffale di una libreria l’ho comprato e mi sono messo a leggerlo.

Non che il tempo che riesco a dedicare alla lettura sia molto di più di quello che dedico alla scrittura, sono passati mesi dall’ultimo post e sto anche leggendo pochissimo.

Comunque sia il libro in questione è divertente, interessante, a tratti surreale, pur restando sempre ancorato ad una realtà tragica che di fatto si rivela più bizzarra della fantasia. Non vedo l’ora che esca anche il nuovo disco di Caparezza così corro subito a scaricarlo comprarlo.

Si, si lo so, scaricare musica è uno, anzi il principale problema del mondo moderno, quello che ci porterà tutti alla rovina, che distruggerà il modo di vita occidentale, rovinerà le famiglie, porterà pestilenze, guerre e distruzioni, scatenerà rivolte e farà impazzire la maionese.

Quindi il disco lo comprerò, però… in cambio voglio la garanzia che Caparezza comprerà il mio disco, se un giorno ne farò uno. E già che ci sono mi deve anche un libro visto che io il suo l’ho comprato.

Tutti e due!” mi piacerebbe poter rispondere se qualcuno me lo chiedesse.

Invece pare che sia impossibile, almeno per il mio piccolo cervelino. Ogni volta che inizio ad usarne uno dimentico tutto quel (poco) che so dell’altro o vceversa. Ricordate il Principio di indeterminazione di Heisenberg? Di una particella non è possibile conoscere contemporaneamente posizione e velocità (detto molto semplicisticamente). Il mio cervello si comporta così con gli editors, o ne imparo uno o l’altro, non c’è modo di farli entrare entrambi.

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