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	<title>evoluzione &#187; perditempo</title>
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		<title>Frattalizzazione del piacere (o dell&#8217;invarianza di scala)</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/475</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 21:35:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi tutte le scuole che cercano di insegnare &#8220;la via&#8221; concordano su uno stesso punto, cambiano le modalità, i procedimenti, ma il nucleo di pensiero spesso si assomiglia. Che stiate seguendo le tecniche dei maestri zen, i dettami del libro dei cinque anelli o i suggerimenti di Don Juan lo scopo di tutti questi insegnamenti <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/475'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2011/08/mandelbrot.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-477" style="margin: 5px;" title="mandelbrot" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2011/08/mandelbrot-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quasi tutte le scuole che cercano di insegnare &#8220;la via&#8221; concordano su uno stesso punto, cambiano le modalità, i procedimenti, ma il nucleo di pensiero spesso si assomiglia. Che stiate seguendo le tecniche dei maestri zen, i dettami del libro dei cinque anelli o i suggerimenti di Don Juan lo scopo di tutti questi insegnamenti è cambiare il vostro modo di percepire le cose.<br />
Per far questo vi si richiede di liberarvi da molte sovrastrutture mentali che vi impediscono la percezione completa e piena. In pratica il vostro cervello produce un sacco di rumore che non vi lascia concentrare sull&#8217;attimo, su ciò che state facendo, sul qui e ora. Spostare l&#8217;attenzione dalla meta, dall&#8217;obiettivo finale al momento in cui si sta vivendo, a ciò che si sta facendo, permette di vivere in modo più profondo e intenso.<span id="more-475"></span></p>
<p>Gli arrampicatori un po&#8217; l&#8217;hanno capito, hanno tolto la vetta dal centro dei loro pensieri e si sono concentrati sul percorso in se, sul come e sul cosa stavano facendo. Dalla conquista ad ogni costo e in qualsiasi modo si è passati all&#8217;arrampicata per il puro piacere di farlo, ci si è concentrati sul come si saliva una via, poi si è ulteriormente cambiata la scala e si è compreso che il singolo passaggio conta quanto tutta una via ed è nato il bouldering, inteso non come allenamento, ma come attività fine a se stessa. Questo cambio di scala mi ricorda i frattali e la loro invarianza di scala. Un frattale assomiglia sempre a se stesso, da qualsiasi distanza lo si guardi e allo stesso modo si è passati dal salire una montagna al salire un singolo passaggio su di un masso, imparando a trovare il piacere nel singolo movimento, lo stesso piacere.<br />
Camminare in montagna pensando continuamente alla cima, o al rifugio che si deve raggiungere toglie il piacere della camminata in se. Affrontare il percorso frattalizzandolo invece permette di godere di ogni tratto, ogni passo, ogni momento diventano importanti. È qui che vedo una somiglianza fra le scuole di pensiero mistiche e i frattali mentali di cui parlo io. La scomposizione di un percorso complesso in singoli movimenti non toglie nulla al piacere in se, anzi aiuta a spostare l&#8217;attenzione e a concentrarsi sul momento presente. In realtà le cose non sono proprio uguali, se io imparo a godere di ogni singolo momento senza preoccuparmi della meta finale non solo il mio divertimento non diminuirà, ma al contrario aumenterà, perché sarà la somma di un numero quasi infinito di singoli momenti di divertimento. È ovvio che non posso ridurre una camminata in montagna ad un singolo passo, alcuni piaceri sono cumulativi, richiedono che tutta la somma di movimenti sia compiuta. Se si vuole godere del piacere di sentire la stanchezza fisica è necessario farsi una bella camminata, un passo solo non basta, ma anche in questo caso la meta non è esterna a noi, è qualcosa che ci appartiene già, una sensazione che vogliamo risvegliare in noi e concentrarsi sul momento in se la amplifica e ci permette di percepirla con maggior chiarezza.</p>
<p>Cari i miei piccoli (nel senso di pochi)  lettori, conoscendovi so che vi aspettavate che parlassi di sesso, vista la presenza della parola piacere nel titolo del post.<br />
La parola piacere invece va intesa in senso molto più ampio, ma per non deludervi vi assicuro che la frattalizzazione del piacere si può benissimo applicare anche al sesso. In fondo nel sesso la meta è ben conosciuta ed è sempre più o meno la stessa, ciò che fa la differenza è proprio la via e come la si percorre. Godendo di ogni istante senza preoccuparsi del punto d&#8217;arrivo migliora drasticamente il divertimento</p>
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		<title>Nintendo vs Apple</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/391</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Mar 2011 22:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[perditempo]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri c&#8217;era la coda al negozio Apple, tutti aspettavano di poter acquistare l&#8217;IPAD 2. Ieri mia nipote si è comprata la Nintendo 3DS. Se ho capito bene una delle grandi novità dell&#8217;IPAD 2 è che ha 2 telecamere. La Nintendo 3DS ne ha 3. Io non sono un amante dei prodotti Apple, quindi magari sono <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/391'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2011/03/ninpad.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-392" style="margin: 5px;" title="ninpad" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2011/03/ninpad-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Ieri c&#8217;era la coda al negozio Apple, tutti aspettavano di poter acquistare l&#8217;IPAD 2.</p>
<p>Ieri mia nipote si è comprata la Nintendo 3DS.</p>
<p>Se ho capito bene una delle grandi novità dell&#8217;IPAD 2 è che ha 2 telecamere.</p>
<p>La Nintendo 3DS ne ha 3.</p>
<p>Io non sono un amante dei prodotti Apple, quindi magari sono un po&#8217; prevenuto, ma ho l&#8217;impressione che la palma di innovatore tecnologico vada alla Nintendo, non alla Apple.<br />
A un prezzo decisamente inferiore ti danno un display tridimensionale che è davvero notevole, due telecamere per fare foto 3D oltre alla telecamera per fare foto a se stessi, applicazioni ludiche di realtà aumentata tridimensionali molto carine.</p>
<p>Detto questo trovo davvero triste la corsa ad accaparrarsi l&#8217;ultimo gadget tecnologico che diventa unicamente uno status symbol e viene totalmente svuotato della sua reale utilità.<br />
In ogni caso sono convinto che in questo momento la Nintendo sia decisamente più innovatrice rispetto alla Apple. Hanno introdotto con la WII una nuova generazione di controller ora la 3DS diventerà l&#8217;apripista dei dispositivi con display 3D.</p>
<p>Se dovessi scegliere cosa comprare la mia preferenza andrebbe decisamente alla Nintendo 3DS <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La città</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/368</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 23:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[perditempo]]></category>
		<category><![CDATA[se fossi poeta...]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi irrazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[La città era qualcosa di davvero notevole. Non certo per gli edifici in se, tranne uno di cui parlerò più tardi, quanto per la sua forma e per la disposizione delle case. Le case stesse erano praticamente uguali, ad un piano, con una terrazza che fungeva da tetto, bianche, intonacate, pulite, ben tenute. Non erano <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/368'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2011/03/citta.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-370" style="margin: 5px;" title="citta" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2011/03/citta-150x150.png" alt="" width="150" height="100" /></a>La città era qualcosa di davvero notevole. Non certo per gli edifici in se, tranne uno di cui parlerò più tardi, quanto per la sua forma e per la disposizione delle case. Le case stesse erano praticamente uguali, ad un piano, con una terrazza che fungeva da tetto, bianche, intonacate, pulite, ben tenute. Non erano identiche nel vero senso della parola, ognuna aveva qualche piccola variazione, alcune erano un po&#8217; più grandi, altre un po&#8217; più piccole, con più o meno finestre, ma si trattava sempre di differenze minime che non modificavano l&#8217;impianto di base. Erano disposte in cerchi concentrici attorno alla grande piazza circolare che fungeva da luogo di riunione, spazio per il mercato, zona giochi per i bambini. Ogni anello di case era separato da una strada abbastanza larga e degli stretti vicoletti separavano fra loro le case di ogni anello. In ogni anello c&#8217;erano sempre almeno due strade larghe che in qualche punto permettevano il passaggio fra gli anelli a tutto ciò che non riusciva a infilarsi negli stretti vicoli, ma non si trattava di strade radiali continue dal centro fino alla periferia, in ogni anello infatti le strade larghe erano in posizioni diverse. Quando un carro doveva percorrere tutta la strada dalla campagna estrena alla città alla piazza o viceversa era costretto quindi ad un lungo e labirintico percorso alla ricerca di strade abbastanza larghe per transitare da un livello all&#8217;altro.<span id="more-368"></span></p>
<p>All&#8217;esterno dell&#8217;ultimo anello di case si stendeva la campagna, rigogliosa, tranquilla, grandi settori circolari coltivati in modo diverso coloravano in modo differente il paesaggio. Frutteti dalle foglie di un verde intenso si alternavano a zone biondeggianti di cereali o ad altre in cui la terra smossa era ancora promessa di nuovi germogli. Oltre la campagna iniziava il deserto. In modo quasi repentino, alla fine dell&#8217;ultima zona coltivata c&#8217;era sabbia, interrotta per qualche metro da esili piante che si ostinavano a crescere nel luogo sbagliato e poi più nulla, se non una vasta distesa di dune che si innalzavano sempre più allontanandosi dalla città.</p>
<p>Al centro della piazza si ergeva la più straordinaria torre che si possa immaginare, tanto più strana in un paesaggio urbano così unifrome. Era rivestita di lucido marmo verde, altissima, senza nessuna entrata o finestra fino alla cima. Non era solo il contrasto con le case ad un unico piano a dare l&#8217;impressione di una straordinaria altezza della torre, si trattava realmente di un edificio di altezza prodigiosa e la sua lucida superficie la rendeva una presenza bizzarra e incongrua. Si diceva che fosse stata costruita con la magia e fosse solo grazie alla magia che ancora si reggesse in piedi, dopo un tempo così lungo che le cronache storiche sfumavano nella leggenda. Nemmeno i libri più antichi e saggi infatti risalivano ad un tempo precedente alla torre e molti pensavano che fosse sempre esistita, creata assieme al mondo e poiché nella città non esisteva più alcuno in grado di compiere magie, né testi magici non si era in grado di dare una risposta definitiva alla questione. Solo alcune piccole crepe nel rivestimento marmoreo rivelavano l&#8217;usura del tempo, ma si tratava di difetti così irrisori da non intaccare affatto la sensazione di eternità che la torre generava in chiunque la guardasse. Sulla sommità della torre si trovavano tre enormi statue, probabilmente tre felini, con dei grossi occhi sporgenti che ogni giorno, da sempre, al tramonto e all&#8217;alba si accendevano di un&#8217;intensa luce rossa che brillava per una decina di minuti. Innumerevoli ipotesi sull&#8217;esistenza della torre, sulla sua funzione e su quella delle staute si erano susseguite nel corso del tempo e i filosofi e gli scienziati non smettevano di discuterne, ma nessuna risultava più convincente delle altre.</p>
<p>Gli abitanti della città erano un popolo tranquillo, poco incline alle novità e al cambiamento, forse la presenza eterna della torre aveva influito sulla loro psicologia rendendoli metodici, amanti delle cose regolari, delle scadenze precise e decisamente infastiditi dagli imprevisti. L&#8217;ultimo imprevisto per fortuna risaliva a più di trecento anni prima, quando in città era giunto uno straniero. Nessuno arrivava da fuori e nessuno era uscito dalla città da tempo immemorabile. Alcuni libri raccontavano dell&#8217;esistenza di un mondo esterno e perfino di qualcuno che c&#8217;era stato di persona, ma si trattava di racconti che risalivano a migliaia di anni addietro.Così l&#8217;arrivo di un forestiero aveva turbato per qualche tempo la regolare vita della città. Si trattava di un uomo, giunto dal deserto quasi moribondo. Aveva raccontato di essersi staccato da una carovana sorpresa da una tempesta di sabbia, di aver vagato per giorni fra le dune e quando si riteneva ormai perduto una luce rossa, intensissima, che si era accesa all&#8217;orizzonte al tramonto del sole gli aveva indicato una direzione e gli aveva dato una speranza. Si era trascinato per giorni fino ad arrivare al limitare della campagna dove era stato visto e raccolto da alcuni contadini che l&#8217;avevano immediatamente portato da un medico. Lo straniero però non era riuscito a sopravvivere più di qualche giorno, il suo fisico troppo debilitato dall&#8217;attraversamento del deserto non si era più ripreso. Le poche cose che aveva raccontato avevano generato dibattiti trascinatisi per anni fra gli abitanti della città, alcuni erano arrivati perfino a ipotizzare l&#8217;opportunità di organizzare una spedizione per attraversare il deserto e arrivare fino al mondo esterno, ma poi non se ne era fatto nulla. E così un po&#8217; alla volta tutto era tornato alla normalità.</p>
<p>Una normalità che molti troverebbero assurda, ma che a ben guardare aveva dei pregi notevoli. Gli abitanti della città infatti, a differenza di quanto spesso avviene altrove, non sceglievano una professione che mantenevano fino a quando erano troppo vecchi per lavorare. Ogni casa rappresentava una professione e chi vi abitava era tenuto a svolgere la professione assegnata. Nell&#8217;anello più interno erano le professioni intellettuali, le case erano case di medici, filosofi, scienziati, alchimisti, insegnanti, poeti e artisti. L&#8217;anello successivo ospitava artigiani, scribi e via via verso l&#8217;esterno finché si arrivava all&#8217;ultimo anello che ospitava le case di agricoltori e allevatori. Questa non era però una divisione in qualche modo dovuta a differenze di classe, si trattava semplicemente di motivi organizzativi e razionali. Gli intellettuali necessitavano della piazza, per potersi incontrare e discutere, mentre i contadini era ovviamente più logico che fossero vicini alla campagna.  Alcune professioni avevano più case a loro dedicate, se solo una casa era dedicata agli orologiai era logico che fossero più d&#8217;una le case dei vasai o dei fabbri.</p>
<p>Ogni tre mesi gli abitanti di ogni casa si trasferivano in quella accanto e abbandonando la precedente professione assumevano i compiti a cui era adibita la nuova casa. Una famiglia si trasferiva dall&#8217;anello più interno a quello successivo e così via fino all&#8217;ultimo, dal quale una famiglia invece se ne andava per passare al livello più interno. In questo modo ogni abitante della città nel corso della sua vita aveva occasione di esercitare ciclicamente tutte le professioni.</p>
<p>Può sembrare bizzarro e assurdo e sicuramente questo metodo aveva degli svantaggi, nessuno ad esempio arrivava a eccellere in qualche professione, erano tutti mediocri in qualsiasi cosa facessero, ma sicuramente i vantaggi erano maggiori, almeno a parere degli abitanti della città.  Nessuno infatti criticava a cuor leggero un altro, perché conosceva le difficoltà insite in ogni professione e nessuno si riteneva in alcun modo superiore agli altri, nessuno era più ricco di un altro, nessuno faceva un lavoro migliore. Il contadino allo scadere dei tre mesi poteva diventare un filosofo, il filosofo artista e l&#8217;artista fabbro in un ciclo che coinvolgeva ogni singolo abitante, uomo, donna o bambino. Naturalmente tutto ciò rendeva difficile qualsiasi vero progresso, ma per gli abitanti della città non si trattava certo di un difetto del loro sistema, anzi, rappresentava una garanzia di continuità e ciclicità.</p>
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		<title>La maledizione dell&#8217;uomo</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 23:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[se fossi poeta...]]></category>

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		<description><![CDATA[Confusione. Paura. Zanne sguainate. Ringhi. Il suo branco. Il suo branco lo stava scacciando. Un muro di zanne luccicanti. Il grosso lupo bianco iniziò a correre. Via. Lontano. Gli odori della foresta erano per lui qualcosa di solido, tangibile, come gli alberi, i sassi, il terreno gelato. Correre. Allontanarsi. Ora era un lupo solitario, cacciato <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/356'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2011/03/LupoBianco.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-361" style="margin: 5px;" title="LupoBianco" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2011/03/LupoBianco-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Confusione. Paura. Zanne sguainate. Ringhi. Il suo branco. Il suo branco lo stava scacciando. Un muro di zanne luccicanti.</p>
<p>Il grosso lupo bianco iniziò a correre. Via. Lontano. Gli odori della foresta erano per lui qualcosa di solido, tangibile, come gli alberi, i sassi, il terreno gelato. Correre. Allontanarsi. Ora era un lupo solitario, cacciato dal branco di cui era stato il capo. Nessun luogo dove andare, nessuna tana a cui tornare. Correva. Cacciava quando la fame era troppo intensa. Seguiva le tracce di qualche piccolo roditore, la scia olfattiva di una preda. Ancora via. Nessun luogo. Correre. Si stava stancando. Impossibile, non si stancava mai. Correre era nella sua natura di lupo. Eppure era stanco, sentiva le zampe sempre più<br />
Perché il suo branco l&#8217;aveva scacciato?<span id="more-356"></span></p>
<p>Ora ricordava, il cacciatore, quei rumori forti, come i tuoni, alcuni del suo branco a terra. Lui aveva morso il cacciatore, alla gola. Aveva salvato il suo branco. Perché lo scacciavano ora? Perché?</p>
<p>No, aspetta, questi non sono pensieri da lupo. Non pensare. Ascolta, annusa, non pensare. Corri. Eppure lui li aveva salvati. Non era possibile che lo cacciassero. Non pensare! Non puoi pensare, un lupo non pensa. Cacciare. Correre. Accoppiarsi. Allevare i piccoli. Queste sono cose da lupo. Non pensare! Corri! Non pensare!</p>
<p>Eppure le zampe diventavano sempre più pesanti. Il lupo si fermò a riposare. Impossibile, non era mai stanco!</p>
<p>Ripensò al suo branco che lo stava scacciando. Ora capiva. La paura, non era suo l&#8217;odore della paura, erano loro ad avere paura di lui. Perché lo temevano? Perché l&#8217;avevano scacciato? Aveva ucciso il cacciatore, li aveva salvati, ricordava il sangue dell&#8217;uomo sulla lingua. Per ripulirsi aveva bevuto l&#8217;acqua che filtrando dal terreno molle riempiva le orme lasciate dal cacciatore ormai morto. Ricordava la luna, la luna che si rifletteva nelle orme piene d&#8217;acqua. Il suo muso l&#8217;aveva frantumata in mille scaglie lucenti. Poi il branco, era tornato da loro, avevano annusato i loro compagni rimasti a terra ed erano corsi via. Assieme. Erano ancora assieme, lui il capo, come era ormai da tempo. E poi&#8230; qualcosa era successo, ma non ricordava cosa. Era cambiato. Si sforzava di ricordarlo. No! Non devi ricordare, un lupo non ricorda, non si chiede il perché. Ma c&#8217;era qualcosa, li, nella sua testa, da qualche parte. Doveva scacciarlo, resistere. Non doveva lasciar vincere quella cosa orrenda che sentiva crescere in lui. Qualcosa di disgustoso era nascosto da qualche parte dentro di lui e voleva uscire.</p>
<p>Non riusciva a rialzarsi, guardò le sue zampe, gli sembravano strane, il pelo, il pelo era meno folto, cadeva a ciuffi lasciando intravvedere una pelle pallida, dall&#8217;aspetto fragile, malato. I suoi artigli non c&#8217;erano più, le tozze dita delle zampe si allungavano in fragili bastoncini dalle unghie deboli e corte. Cercò di alzarsi, qualcosa lo spinse a reggersi sulle zampe posteriori. Un lupo non sta su due zampe. Allora capì. Ululò disperato alla faccia tonda della luna, ma quello che uscì dalla sua gola fu un grido tragico che più nulla aveva di lupesco.</p>
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		<title>Il mistero dell&#8217;alba</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 22:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronache del possibile]]></category>
		<category><![CDATA[ma l'lluminismo ha a che fare con le lampadine?]]></category>
		<category><![CDATA[perditempo]]></category>

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		<description><![CDATA[“Holmes, leggete qui, è inaudito” &#8211; esclamai eccitato entrando nella nostra abitazione al 221b di Baker Street. “Me lo racconterete strada facendo, venite, l’ispettore Lestrade ha chiesto il nostro aiuto.” &#8211; replicò pacatamente il mio amico afferrando cappello e pipa e dirigendosi verso la porta. Non mi restò che seguirlo e salire accanto a lui <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/341'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2011/01/ilulissat.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-342" style="margin: 5px;" title="ilulissat" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2011/01/ilulissat-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></div>
<div>“Holmes, leggete qui, è inaudito” &#8211; esclamai eccitato entrando nella nostra abitazione al 221b di Baker Street.<br />
“Me lo racconterete strada facendo, venite, l’ispettore Lestrade ha chiesto il nostro aiuto.” &#8211; replicò pacatamente il mio amico afferrando cappello e pipa e dirigendosi verso la porta. Non mi restò che seguirlo e salire accanto a lui sulla vettura che aveva chiamato per noi.<br />
Mi misi seduto e spalancai il giornale davanti ai suoi occhi &#8211; “Leggete!” &#8211; lo apostrofai &#8211; “Proprio qui, è incredibile, non trovate?”<br />
“Davvero stupefacente” &#8211; rispose con voce divertita &#8211; “Lazarus III ha vinto la quinta corsa, ma da quando vi interessate di cavalli?”<br />
Ripresi il giornale e lo girai spazientito &#8211; “Non questa pagina, questa!” &#8211; indicai con foga &#8211; “Via Holmes, siate serio, la notizia è davvero notevole, secondo questo giornale si è verificato un fenomeno astronomico incredibile, in Groenlandia il Sole è sorto con due giorni di anticipo quest’anno.” Gli lasciai il tempo di leggere l’articolo poi ripresi &#8211; “È incredibile come diano la colpa al cambiamento climatico, sembra di sentire la mia povera nonna ripetere che le stagioni non sono più quelle di una volta. Cambiamento climatico, bah, come se un po’ di caldo in più potesse cambiare il sorgere del Sole. Secondo me nascondono qualcosa di ben più importante, o forse non ne capiscono nulla e quindi per non fare la figura degli sciocchi danno la colpa al cambiamento climatico, una di quelle invenzioni buone per spiegare qualsiasi evento quando non si sa chi incolpare. Come nell’esercito, quando gli ufficiali sbagliano hanno sempre qualcuno da incolpare. Sapete cosa penso? Dovremmo andare lassù a indagare, sono certo che potreste capirne più di tutti quelli che hanno intervistato su questo giornale.”<span id="more-341"></span><br />
“Mio caro Watson” &#8211; rispose Holmes &#8211; “temo proprio che questa possibilità sia da escludere per il momento, ma se la cosa vi fa piacere proviamo ad indagare con il metodo consueto, fidandoci degli indizi che possiamo cogliere dall’articolo di questo bravo giornalista, sperando ovviamente che non si sia inventato tutto.”<br />
“Vediamo di ricapitolare i fatti.” &#8211; riprese Holmes &#8211; “Ad Ilulissat, in Groenlandia, in inverno non si vede il Sole fino al 13 Gennaio, data che viene per ovvie ragioni attesa e celebrata. Quest’anno il Sole ha illuminato la cittadina con due giorni di anticipo e precisamente l’11 Gennaio, evento che ha portato stupore e sconcerto agli abitanti. Ora, non abbiamo conferme precise di questa notizia, ma non abbiamo motivi per dubitare della parola degli abitanti di quella città, per cui consideriamola alla stregua di un fatto certo.”<br />
Holmes mi guardò con aria pensierosa prima di proseguire &#8211; “Come ben sapete amico mio, le mie conoscenze di astronomia sono piuttosto scarse, ma credo siano sufficienti per vagliare le ipotesi possibili.<br />
Il sorgere del Sole dipende essenzialmente dalla posizione relativa di Terra e Sole, se l’alba è giunta con due giorni di anticipo una possibile spiegazione sarebbe la diversa posizione di Terra e Sole rispetto a quelle che dovrebbero occupare e questo potrebbe dipendere da diversi fattori. Watson, per favore datemi un pezzo di carta e una matita.”<br />
Frugai nella mia borsa e gli passai un piccolo bloc notes rilegato in pelle che portavo sempre con me.<br />
“Ora guardate” &#8211; mi disse mettendosi a tracciare delle linee sulla carta &#8211; “questa è l’orbita terrestre, circa 940 milioni di chilometri che la Terra percorre approssimativamente in  365 giorni. Si tratta di circa 2,5 milioni di chilometri al giorno. Se la Terra avesse accelerato il suo moto fino a percorrere 5 milioni di chilometri in più ecco che l’11 Gennaio potrebbe trovarsi nella posizione in cui avrebbe dovuto essere il 13 Gennaio, ben due giorni dopo. Naturalmente tutto questo avrebbe dovuto avvenire in gran segreto e in pochissimo tempo, nessuno infatti ha notato uno spostamento del solstizio invernale che cade convenzionalmente il 21 Dicembre, quindi dovremmo affermare che la Terra in ventun giorni ha compiuto 5 milioni di chilometri in più del previsto.”<br />
Holmes mi osservò con sguardo penetrante chidendomi -”Lo ritenete possibile Watson?”<br />
“Naturalmente no” &#8211; risposi io &#8211; “non dico che si sia trattato di questo, ma&#8230;”<br />
“Vediamo le altre ipotesi” &#8211; mi interruppe Holmes riprendendo a disegnare.<br />
“Un’altra possibilità sarebbe una variazione significativa dell’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre, voi sapete che l’asse terrestre cambia di posizione, ma si tratta di un moto lento e continuo, quello che in astronomia dà origine alla precessione degli equinozi, non mi pare probabile che l’asse terrestre abbia compiuto uno scarto improvviso senza che alcuno se ne rendesse conto tranne i nostri amici groenlandesi. A voi pare possibile?”<br />
“Naturalmente no” &#8211; borbottai &#8211; “non credo affatto si sia trattato di questo, ma continuo a ritenere che le spiegazioni date dal giornale siano altrettanto fantasiose delle vostre”<br />
“Proseguiamo con la nostra indagine” &#8211; ricominciò Holmes &#8211; “probabilmente potremmo ipotizzare altri eventi astronomici che avrebbero come effetto quello descritto dagli abitanti di Ilulissat, ma tutte le nostre ipotesi avrebbero comunque un grave difetto: qualsiasi evento astronomico provocherebbe effetti su tutta la Terra, sarebbe impossibile che venisse notato solo in uno sperduto paese della Groenlandia. Vedo sul vostro giornale che è stato chiesto un parere anche all’astronomo reale e qualunque sia la vostra opinione su di lui non ritengo possibile che non abbia notato qualcosa di così clamoroso come i cambiamenti della posizione relativa Terra &#8211; Sole che sarebbero necessari spiegare il fenomeno. Possiamo quindi escludere tranquillamente cause di tipo astronomico.”<br />
Sentivo che la logica stringente che il mio amico usava per scovare i colpevoli dei più misteriosi ed inspiegabili delitti era rivolta verso di me e la sensazione non era affatto piacevole.<br />
Holmes mi guardò sorridendo e ricominciò a parlare come se riflettesse fra se &#8211; “Vediamo ora di ipotizzare qualche fenomeno locale che possa spiegare il ritorno anticipato del Sole. La Groenlandia potrebbe essersi spostata a sud di qualche chilometro, oppure potrebbe aver ruotato su se stessa di qualche grado, abbastanza da far si che il Sole sorga in una posizione diversa dal previsto. Voi Watson fermatemi pure se una delle mie riflessioni vi sembra una spiegazione possibile del fenomeno e procederemo ad analizzarla con maggior cura. Ma in realtà non ci è giunta notizia di nessuna anomalia da nessun’altra cittadina della Groenlandia, quindi il fenomeno dev’essere ancora più locale e riguardare unicamente Iliussat. La città potrebbe essersi alzata di quota, una maggiore altezza sul livello del mare anticiperebbe certamente l’alba, ma credo che questo fenomeno sarebbe ancora più vistoso e sarebbe stato segnalato già da tempo. Cos’altro ci resta? Abbiamo terminato le ipotesi?” &#8211; chiese Holmes con aria falsamente stupita. “Ah no, perdiana, non ci avevo pensato” &#8211; esclamò poi accompagnandosi con un moto esagerato di stupore &#8211; “in Greolendia probabilmente l’orizzonte è dato dal profilo di montagne di ghiaccio, ghiaccio che per causa di questo fantomatico riscaldamento globale potrebbe essersi sciolto, modificando così il profilo stesso dell’orizzonte e permettendo al Sole di illuminare con due giorni di anticipo la cittadina di Iliussat. Naturalmente non abbiamo dati sufficienti per affermare con assoluta certezza che sia così, ci mancano molte informazioni e molte altre andrebbero verificate.”<br />
Mi guardò con espressione divertita &#8211; “Sono spiacente mio caro Watson, ma quando tutte le possibilità, tranne una, sono state escluse, quest&#8217;ultima, per quanto improbabile, deve essere la verità. Temo quindi che l’improbabile ipotesi del riscaldamento globale sia proprio quella giusta.”<br />
Holmes scese dalla vettura nel frattempo giunta a destinazione. Lo seguii borbottando &#8211; “Devo darvi ragione ancora una volta, ma certo avrei preferito una spiegazione più affascinante.”<br />
Holmes si girò verso di me &#8211; “Vi capisco mio caro Watson, sono in molti a pensarla come voi, anzi credo proprio che un giorno dovrei presentarvi mio&#8230; Ah, ma ecco là Lestrade, venite raggiungiamolo, pare ansioso di parlarci. ” &#8211; concluse interrompendo così la frase che stava per pronunciare e stuzzicando oltre misura la mia curiosità.</div>
</div>
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		<title>L&#8217;uomo che non rompeva i coglioni a nessun animale</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 15:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli animali mi amano. Lo so, anche se non me l&#8217;hanno mai detto, lo capisco dallo sguardo di gratitudine che mi lanciano. Sanno che con me non hanno nulla da temere, io mi faccio i cazzi miei e loro si fanno i cazzi loro. L&#8217;altro giorno nel bosco ho incontrato un capriolo. Sulle prime si <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/310'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli animali mi amano.</p>
<p>Lo so, anche se non me l&#8217;hanno mai detto, lo capisco dallo sguardo di gratitudine che mi lanciano.<br />
Sanno che con me non hanno nulla da temere, io mi faccio i cazzi miei e loro si fanno i cazzi loro.<br />
L&#8217;altro giorno nel bosco ho incontrato un capriolo. Sulle prime si è spaventato, si comportava esattamente come fanno tutti quando vedono un conoscente rompicoglioni, il classico che ti attacca bottone e non ti molla più, si inizia fingendo di non averlo visto, poi quando è proprio impossibile proseguire quella finzione si mette su la faccia da dispiaciuto-indaffarato, quella che dovrebbe dire qualcosa tipo: &#8220;sono felicissimo di vederti e non vedo l&#8217;ora di ascoltare tutte le chiacchiere idiote con cui vorresti tempestarmi, ma purtroppo sono indaffaratissimo e sto andando di corsa&#8221;.<br />
Poi ha capito che non avevo nessuna intenzione di importunarlo, ha visto che ero io ed ha tirato un sospiro di sollievo prima di andarsene per i fatti suoi. Si, si, ha proprio fatto un sospiro di sollievo.</p>
<p>Questa mattina sono entrato in libreria, lasciando vagare lo sguardo aspettando che qualche titolo mi colpisca. A distanza di non più di un metro uno dall&#8217;altro c&#8217;erano due libri, &#8220;L&#8217;uomo che parlava con i lupi. Storie e avventure della mia vita nel branco&#8221; e &#8220;L&#8217;uomo che parlava agli elefanti&#8221;.<br />
Abbiamo iniziato con &#8220;L&#8217;uomo che sussurrava ai cavalli&#8221; poi la logorrea non si è più fermata:<br />
in ordine cronologico ecco uno sguardo agli uomini parlanti che risultano da una breve ricerca su ibs.it (sicuramente una ricerca più accurata ne troverebbe molti altri)</p>
<p>L&#8217;uomo che sussurrava ai cavalli<br />
L&#8217;uomo che parlava ai cervi.<br />
L&#8217;uomo che parlava agli uccelli<br />
L&#8217;uomo che parla ai cani<br />
L&#8217;uomo che parlava con i delfini<br />
L&#8217;uomo che parlava con i lupi<br />
L&#8217;uomo che parlava agli elefanti</p>
<p>Uomini, un appello, lasciate in pace sti poveri animali! Sono rimasto l&#8217;unico uomo a non tormentare qualche povero animale con le mie chiacchiere?  Ma una volta non eravamo il sesso taciturno? Che cazzo vi è presa questa mania di parlare con tutto quello che si muove? Che poi anche se non ho conferme dirette (gli animali non mi parlano) sono sicuro che le cose che avete da dire a loro non interessano assolutamente. Fate come una volta, tornate ad esprimervi con un paio di grugniti che è sempre andata benissimo.</p>
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		<title>Alatrino (racconto trash)</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 09:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[perditempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è un racconto estemporaneo scritto durante una chat piuttosto trash qualche anno fa. Ho semplicemente preso le mie frasi e messe in fila togliendo quelle dell&#8217;interlocutore. In fondo ill mondo non è fatto solo di filosofia&#8230; Alatrino AlaTRino era un povero ragazzo, chiamato così perché si pisciava sempre addosso.. un giorno, mentre vagava nel <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/268'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo è un racconto estemporaneo scritto durante una chat piuttosto trash qualche anno fa.<br />
Ho semplicemente preso le mie frasi e messe in fila togliendo quelle dell&#8217;interlocutore.</em></p>
<p><em>In fondo ill mondo non è fatto solo di filosofia&#8230; <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </em></p>
<p><strong>Alatrino</strong></p>
<div id="_mcePaste">AlaTRino era un povero ragazzo, chiamato così perché si pisciava sempre addosso..</div>
<div><span id="more-268"></span></div>
<div id="_mcePaste">un giorno, mentre vagava nel deserto giunse vicino ad una piccola oasi</div>
<div id="_mcePaste">stava per abbeverarsi quando si accorse che gli scappava la pipì</div>
<div id="_mcePaste">prese l&#8217;uccello in mano e si apprestò a minzionare&#8230; ma ecco che un colpo di vento&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">diresse la sua pipì esattamente nell&#8217;unica pozza di acqua potabile</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Beh, almeno per una volta non mi sono pisciato addosso&#8221; pensò fra se alaTRino</div>
<div id="_mcePaste">Ma ecco che in quell&#8217;istante un&#8217;Avvoltoio che volteggiava li sopra decise che era giunto il momento di dare sfogo alla sua diarrea <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )</div>
<div id="_mcePaste">Alatrino sconsolato sedette su di un masso, quand&#8217;ecco che un riflesso del sole lo colpì</div>
<div id="_mcePaste">si chinò a terra e iniziò a scavare sperando di aver trovato un tesoro.</div>
<div id="_mcePaste">Ma ciò che estrasse dal terreno era solo un vecchio orinatoio <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </div>
<div id="_mcePaste">&#8220;E&#8217; l&#8217;ultima cosa che mi potrebbe servire&#8221; pensò Alatrino, &#8220;tanto me la faccio sempre addosso&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">e diede un calcio al vecchio orinatoio</div>
<div id="_mcePaste">così facendo la punta del suo piede si ruppe, ma ciò che è più importante è che sfregò la superficie dell&#8217;orinaotio risvegliando così il Genio</div>
<div id="_mcePaste">oddio&#8230; genio</div>
<div id="_mcePaste">diciamo che lo chiamavano così più che altro per sputtanarlo</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Guardate&#8230; arriva il Genio&#8221; ridevano le fate sbeffeggiandolo</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Ehi genio, dimmi un po&#8217; che hai pensato di bello oggi&#8221; lo derideva l&#8217;orco</div>
<div id="_mcePaste">insomma per farla breve anche se era il più idiota del mondo magico tutti lo chiamavano genio</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Sono il genio dell&#8217;orinatoio&#8221; disse il genio</div>
<div id="_mcePaste">Posso fare tutto ciò che vuoi, qualunque tuo desiderio verrà realizzato,</div>
<div id="_mcePaste">ma ricordati che hai solo 3 desideri</div>
<div id="_mcePaste">Alatrino non pensò molto ed espresse subito il primo desiderio</div>
<div id="_mcePaste">ed ecco che all&#8217;istante al genio crebbero due grosse tette di silicone, caddero tutti i peli e i vestiti da genio (pensa al camice da scenziato) si tramutarono in calze a rete, tacchi a spillo ecc. ecc.</div>
<div id="_mcePaste">ora più che un genio era un transgenio <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )</div>
<div id="_mcePaste">e subito iniziarono le polemiche sui cibi transegnici ecc. ecc.</div>
<div id="_mcePaste">alcuni fecero un&#8217;interrogazione parlamentare, per conoscere la posizione del governo al riguardo</div>
<div id="_mcePaste">il governo rispose che la poizione preferita era a 90°</div>
<div id="_mcePaste">insomma il primo desiderio di altatrino era che il genio diventasse un trans</div>
<div id="_mcePaste">alatrino chiamò poi il genio e gli disse il secondo desiderio in un orecchio</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Questo desiderio non lo conteggio&#8221; dise il genio chinandosi in avanti, te ne restano ancora due <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </div>
<div id="_mcePaste">Alatrino penso ancora un po&#8217; e chiese il secondo desiderio</div>
<div id="_mcePaste">questa volta il genio si erse in tutta la sua statura, m 1,50 e innalzandosi in volo prese a vorticare velocissimamente creando un gran turbine di sabbia</div>
<div id="_mcePaste">quando la sabbia si posò rivelo agli stupiti occhi di alatrino uno spettacolo meraviglioso</div>
<div id="_mcePaste">un castello grandissimo, il più bello che avesse mai visto</div>
<div id="_mcePaste">un enorme, fantastico castello&#8230; di sabbia</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Un castello di sabbia!!!&#8221; urlò esasperato alatrino</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;ti ho detto che volevo un castello, il più bello e grande che si fosse mai visto&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;ma non doveva essere di sabbia, razza di idiota&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">il genio lo guardò perplesso</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;uh tu detto castello&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;qui spiaggia, grande, grande&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">&#8221; io faciuto castello di sabbia&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">mormorò il genio</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Questa non è una spiaggia!!!! è un deserto&#8221; replicò alatrino</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;ah ecco perché niente ombrelloni&#8221; disse il genio</div>
<div id="_mcePaste">Alatrino decise di pensare bene al terzo desiderio, doveva trovare un modo si formularlo senza essere frainteso dall&#8217;idiota&#8230; ehm genio</div>
<div id="_mcePaste">Finalmente disse: &#8221; voglio che mi trasporti in un luogo dove tutte le pisciate che farò vadano nel posto giusto senza mai sbagliare mia e io non venga più chiamato alatrino&#8221;</div>
<div id="_mcePaste">il genio sorrise&#8230; sollevò alatrino fra le braccia e&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">svanirono entrambi nell&#8217;urinatoio</div>
<div id="_mcePaste">dove vissero felici e contenti&#8230; insomma&#8230; almeno abbastanza soddisfatti</div>
<div id="_mcePaste">alatrino sapeva accontentarsi</div>
<div id="_mcePaste">e chi si accontenta&#8230; gode <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )</div>
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		<title>La pomata supersex</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 17:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronache del possibile]]></category>
		<category><![CDATA[perditempo]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La pomata supersex ora fa tremare migliaia di trentini TRENTO. Cinquemila confezioni sequestrate, quasi trenta farmacie controllate in regione dai carabinieri del Nas..&#8221; (Il Trentino &#8211; 13 &#8211; Novembre -2009) Ebbene si, lo ammetto, ho voluto provare anch&#8217;io la pomata supersex. Acquistata di nascosto in una piccola erboristeria di una valle sperduta del Trentino, mi <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/167'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>&#8220;La pomata <strong>supersex</strong> ora fa tremare migliaia di trentini</span></p>
<p>TRENTO. Cinquemila confezioni sequestrate, quasi trenta farmacie controllate in regione dai carabinieri del Nas..&#8221; (Il Trentino &#8211; 13 &#8211; Novembre -2009)</p>
<p>Ebbene si, lo ammetto, ho voluto provare anch&#8217;io la pomata supersex. Acquistata di nascosto in una piccola erboristeria di una valle sperduta del Trentino, mi nascondo in un luogo tranquillo e con trepidazione e aspettativa apro la confezione.</p>
<p>Per prima cosa leggo il bugiardino (si chiamano così i fogli di istruzione dei medicinali) e mai nome fu più azzeccato, riportava le promesse di centinaia di donne ai miei piedi (fin qui niente di nuovo, a che mi serve la pomata?), ma poi continuando la lettura trovo conferma di ciò che speravo, le centinaia di donne saranno si ai miei piedi, ma sfinite dalla passione e da estenuanti rapporti sessuali che grazie al miracoloso prodotto sarei stato in grado di garantire.</p>
<p>Le istruzioni parlano chiaro &#8220;spalmare la pomata e frizionare energicamente&#8221;.</p>
<p>Mi accingo all&#8217;opera con impegno e una competenza maturata in anni ed anni di frizioni (&#8230;ehmm). L&#8217;effetto rinvigorente è immediato, mi sento quasi pronto per affrontare le centinaia di donne che mi spettano, ma vuoi a causa di un eccesso di zelo, vuoi per troppa energia nel frizionare, vuoi per abitudine di lunga data&#8230; giungo al punto di non ritorno nella solita triste solitudine <img src='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il mio giudizio complessivo sulla pomata è purtroppo decisamente negativo.</p>
<p>P.S. Leggendo realmente l&#8217;articolo del giornale scopro che la pomata non è affatto una pomata, ma un &#8220;integratore alimentare&#8221;, suppongo quindi che sia da mangiare e non da frizionare, peccato, diciamo che il mio post da cronaca della realtà diventa piuttosto una &#8220;cronaca del possibile&#8221;.</p>
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		<title>il gigante gentile</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 20:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[perditempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Una volta c&#8217;era un Gigante Gentile che vegliava e proteggeva, rincuorava e dava forza rendendo migliori i momenti tristi e aiutando la mente a trovare nuovi percorsi. Ascoltare il Gigante è un&#8217;esperienza particolare, richiede tutta l&#8217;attenzione possibile, non è musica di sottofondo, non è easy listening, ma musica per il cervello, per l&#8217;animo, per il <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/137'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2009/10/gigante.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-136" style="margin: 5px;" title="gigante" src="http://evoluzione.archaeopteryx.tv/wp-content/uploads/2009/10/gigante-150x150.jpg" alt="gigante" width="150" height="150" /></a>Una volta c&#8217;era un Gigante Gentile che vegliava e proteggeva, rincuorava e dava forza rendendo migliori i momenti tristi e aiutando la mente a trovare nuovi percorsi.</p>
<p>Ascoltare il Gigante è un&#8217;esperienza particolare, richiede tutta l&#8217;attenzione possibile, non è musica di sottofondo, non è easy listening, ma musica per il cervello, per l&#8217;animo, per il corpo.</p>
<p>Ormai non c&#8217;è più da anni, ma restano i suoi meravigiosi ricordi&#8230;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8_37q0xjUjs" target="_blank">I lost my head</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=K9_DCKCdcY4" target="_blank">Playing the game &#8211; Live 1978</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=UWfmfgHXAfE" target="_blank">Proclamation</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Qk7HntT82hE" target="_blank">Free Hand</a></p>
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		<title>Lost&#8230; in the screenplay</title>
		<link>http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/103</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 21:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
				<category><![CDATA[perditempo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/103</guid>
		<description><![CDATA[Ho seguito con passione la prima serie di Lost, con interesse la seconda, con curiosità la terza, con noia la quarta, la quinta non riesco proprio a seguirla. La mia impressione è che si siano smarriti in qualche punto della sceneggiatura; hanno perso il filo della storia, introducendo troppe sottostorie, troppe vicende, troppi misteri e <a href='http://evoluzione.archaeopteryx.tv/archives/103'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho seguito con passione la prima serie di Lost, con interesse la seconda, con curiosità la terza, con noia la quarta, la quinta non riesco proprio a seguirla.</p>
<p>La mia impressione è che si siano smarriti in qualche punto della sceneggiatura; hanno perso il filo della storia, introducendo troppe sottostorie, troppe vicende, troppi misteri e il risultato è una stiracchiatura, tenuta in piedi solamente per fini economici.</p>
<p>Un vero peccato&#8230;</p>
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