Ott 312007
 

Finalmente il Papa ne ha detta una giusta. Ha esortato i farmacisti a fare obiezione di coscienza e a non vendere alcuni farmaci invisi a lui e alla chiesa (e secondo il Papa ovviamente invisi anche a “Lui”).

E’ giusto, ormai tutti hanno diritto a fare ciò che gli va di fare, non ciò che devono fare. Basta senso del dovere. Solo ciò che decidiamo di fare e non fare. Prima i medici possono rifiutarsi di fare certi interventi, di suggerire o ipotizzare certe possibilità, ora i farmacisti possono scegliere cosa vendere e cosa non vendere e chissenefrega delle necessità dei clienti.

Estendiamo il concetto, un medico cattolico dovrebbe rfiutarsi di aiutare pazienti non credenti, un pompiere cattolico dovrebbe spegnere incendi solo in case di cattolici, un commesso cattolico vendere solo ai cattolici…

Ma ovviamente dovrebbe valere anche il contrario, un medico laico non dovrebbe curare un cattolico, un pompiere non cattolico perché mai dovrebbe interevenire se bruciasse una chiesa o la casa di qualche cattolico?

E se…

…se prima di fare qualunque obiezione di cosicenza provassimo a fare obiezione di intelligenza?

Così quando sentiamo sparare stronzate di questo tipo potremmo dire: “Alt! Io faccio obiezione di intelligenza. La mia intelligenza mi obbliga ad obiettare a non accettare passivamente questi attentati al buon senso e alla civiltà.”

Cerchiamo di usare l’intelligenza come primo strumento per cercare obiezioni, prima ancora della coscienza.

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